Il dramma di Lino Banfi: “Mia moglie è ammalata, chiedo alla Madonna di morire con lei”

Il dramma di Lino Banfi: “Mia moglie è ammalata, chiedo alla Madonna di morire con lei”

13 Gennaio 2021 0 Di Cristiana Lenoci

Ci sono storie d’amore destinate a vivere in eterno, nonostante il tempo e lo spazio. Legami indissolubili, fatti di stima e affetto reciproci che riescono a superare indenni le inevitabili prove della vita. E’ un luogo comune quello che i personaggi famosi non possano vivere storie di questo tipo, dove l’amore è l’unica ragione che tiene insieme due persone, anche per una vita intera.

Lino Banfi e sua moglie Lucia sono insieme da quasi 70 anni. L’attore pugliese, che ha compiuto 84 anni a Luglio scorso, ha raccontato più volte in tv lo speciale legame che lo tiene unito alla moglie, che da alcuni anni si è ammalata di Alzheimer.

Di recente Banfi è stato ospite della trasmissione televisiva “Oggi è un altro giorno”, in cui ha rivelato alcuni particolari della sua storia d’amore che dura ormai da settanta anni: “Lei lavorava come parrucchiera in un grande atelier, lei lasciò tutto per me. Questo mi fece capire quanto fosse importante per me. Un’altra cosa importante: io volevo mollare la recitazione e stavo per ripiegare nel posto fisso. Lei mi incoraggiò, io mi sentivo in colpa“.

La presenza di Lucia, sposata quando erano ancora due ragazzini, è stato sempre un faro luminoso nella vita dell’attore originario di Andria (Ba). Al punto che, dinanzi alle condizioni di salute della moglie che peggiorano di giorno in giorno, lui ha ammesso di pregare la Madonna (cui è molto devoto) di poter morire insieme a lei. “Non riusciremmo a stare l’uno senza l’altra”, ha detto con la voce rotta dalla commozione.

Durante l’intervista Pasquale Zagaria (a tutti noto con il nome d’arte Lino Banfi) si è lasciato andare ai ricordi, ribadendo la sua devozione nei confronti della Madonna di Canosa, dalla quale ritiene di aver ricevuto un miracolo quando era piccolo.

A dieci anni stavo morendo, avevo il tifo e la malaria. A casa veniva il barbiere con un vaso di vetro e mi applicava sul petto le sanguisughe, delle bestie schifose che mi succhiavano il sangue. Anche il medico veniva a visitarmi tutti i giorni e mi faceva delle iniezioni. Non mangiavo più, ero magrissimo, pieno di croste. Quando la malattia si aggravò, giacevo nel letto e non riuscivo più a parlare. All’improvviso, una mattina mi svegliai e chiesi a mia madre la gazzosa. Nella notte, le croste erano cadute. Anni dopo, mia madre mi raccontò che quella notte avevo sognato una donna con un bambino in braccio ed ero guarito. Anche se al momento non lo ricordavo, penso che fosse la Madonna di Canosa, quindi ogni tanto mi viene il dubbio che io la Madonna l’ho già conosciuta”.

Sono devoto alla Madonna. In questo periodo le chiedo di aiutarmi con mia moglie Lucia che purtroppo si è ammalata. Nessuno ti dice quello che devi fare con le persone care che non stanno bene. Alla Vergine imploro: ‘Se tu e Gesù mi amate, fatemelo sentire. Nella mia vita ho cercato di comportarmi bene, di fare il bene: sono ambasciatore Unicef, rappresentante dell’Unesco. Ditemi la verità: quanti anni di vita mi date ancora? Se possibile, cercate di far morire insieme mia moglie e me perché l’uno senza l’altro non riusciremmo a stare. Siamo sposati da 58 anni più dieci di fidanzamento, la nostra è un’unione che si è cementata nelle difficoltà di una vita“, ha detto l’attore, che sta vivendo da parecchio tempo una tragedia familiare.

Una bella testimonianza di fede e grande forza d’animo. Non ci resta che augurare al tenerissimo “Nonno Libero” di ritrovare il sorriso e la speranza.