Wave Experience, l’onda della Rinascita passa dal Salento: il progetto di Gilberto Genco

Ci sono progetti che nascono e crescono proprio come un’onda, travolgendo con il loro entusiasmo tutto ciò che trovano sulla strada. E proprio “Wave” (Onda) si chiama l’impresa territoriale realizzata da Gilberto Genco, barese di 26 anni, un progetto che cerca di coniugare la tradizione e la spinta all’innovazione tipiche del Salento, una zona della Puglia particolarmente vivace dal punto di vista culturale. Gilberto, che ha vissuto a Londra, ha portato nella sua terra quello che ha captato durante la sua esperienza in Inghilterra, investendo risorse ed energie per la realizzazione di un centro culturale ed esperienziale a Lequile (Le). La location è suggestiva, visto che si tratta di una Masseria della prima metà del 18° secolo, un posto che si presta a varie attività culturali: musica, workshop, dibattiti, food. Una open-air gallery in grado di far confluire esperienze di vita, creative e professionali, per realizzare collaborazioni e sinergie di vario tipo.

 Abbiamo incontrato il promotore di “Wave” per conoscerlo meglio e cogliere i dettagli della sua entusiasmante iniziativa nel cuore del Salento.

Gilberto Genco, promotore del progetto “Wave”: è di Bari e ha 26 anni

R: Per quanto tempo hai vissuto a Londra?

GG: Sono passati cinque anni da quando ho lasciato la mia terra di Puglia per proseguire gli studi, come fa la maggior parte dei miei coetanei. Ho terminato la facoltà di Scienze Politiche a Madrid, e poco dopo mi sono trasferito a Londra, in cui ho vissuto tre anni.

R: Che tipo di esperienze professionali hai avuto a Londra?

GG: Inizialmente sono approdato nella capitale UK per seguire un corso universitario  sull’Economia della Cina. Ho captato tutto ciò che potessi prendere da una megalopoli che ti offre, oltre ad una piena libertà di espressione, anche tante opportunità di vita. Ho lavorato per una fiera dell’arte contemporanea , in agenzie di comunicazione Moda, per qualche mese per il Commonwealth Fashion Council, prima di iniziare nel campo dell’editoria e styling per video musicali.

R: Quando e perché hai maturato il desiderio di tornare in Italia, in Puglia?

GG: In realtà non ho avuto un largo margine di tempo per maturare il ritorno in Puglia. Mi si è presentata l’occasione di curare la comunicazione e la gestione di una struttura ricettiva alle porte di Lecce, che attualmente funge da Resort, ma che possiede tutte le potenzialità per diventare una “Casa emozionale e fisica” per i Nomadi digitali di tutto il mondo, un centro di Arte e Cultura, in cui sviluppare diversi format esperienziali. Così come è successo per “Masseria Wave”. In Salento, poi, c’è così tanta creatività portata avanti dalla tradizione, certo, ma anche dai ragazzi della mia generazione che sentono il bisogno di offrire un Displayvetrina in cui mostrare dalle moderne rivisitazioni musicali, alla lavorazione del Raku, delle ultime olfattoteche rimaste alla Tornio. Ho accettato subito questo incarico: dopo aver maturato esperienze professionali fuori, quale migliore motivo avrebbe potuto spingermi a lasciare tutto per contribuire al momento di particolare “palingenesi” che la Puglia sta vivendo?

R: Perché hai chiamato “Wave” il tuo progetto?

GG: Wave (che in inglese significa “Onda”) viene dalla considerazione che c’è bisogno di creare una nuova “Onda”, una rete di fermento. Il progetto Masseria Wave, che ha avuto la sua prima edizione presso il “Ristoppia Resort” di Lequile (Le), struttura ricettiva in fase di rinascita, è stato l’inizio di un viaggio che avrà diverse tappe. Masseria Wave non è un mercato equo solidale, non è un rave, non è uno show, ma un Percorso di olfatto, gusto, visual, di Conoscenza e Accoglienza (concetto, questo, che sembra essere stato eliminato dalle nostre teste da un po’ di tempo a questa parte). Io ritengo che la Puglia, a differenza di ciò che molti erroneamente pensano, non è soltanto un prodotto di eccellenza presente sul mercato del consumo globale e in particolare del turismo.

E’ piuttosto un luogo di ritrovo. Siamo convinti che si debba rielaborare il senso del nostro tempo, così come la Puglia può rivedere il concetto di stagionalità, inserendo nelle sue scansioni temporali dei progetti di promozione culturale da sviluppare sia a livello locale che internazionale che spaziano dall’educazione all’alimentazione, alla produzione agricola consapevole, all’arte, alla Cultura in generale. Questo è il “punto chiave” e di partenza di Masseria Wave: partendo da qualcosa di locale vorrei mostrare le nostre eccellenze come Experience. Questa masseria salentina risalente alla prima metà del 18° secolo, è il perfetto scenario per operare un raccordo tra diverse realtà (associazioni che si muovono sul territorio, produttori locali, giovani che sviluppano progetti e amano ciò che fanno). L’obiettivo è di aprire un “sipario” permanente sulla comunicazione, perché comunicare , oltre che raccontare, condividere e fare informazione, è anche Educare.

R: Quali sono le prospettive future di Wave e i tuoi progetti di vita?

GG: Wave, intesa appunto come Esperienza vuole permettere di comunicare senza alcuna presunzione, ma con spirito di “circolarità”, creando un’onda di collaborazioni e sinergie tra diverse realtà del territorio e non. Il 10 Agosto scorso abbiamo inaugurato la struttura attraverso l’interazione tra diversi Format: Food, Live Performance, Talk e Musica. Il mio progetto nel futuro immediato è lavorare sodo per organizzare dibattiti, workshop, presentazioni di libri e tanto altro, in una location che sia pronta ad affrontare anche un lungo inverno.

R: La Puglia è senz’altro una Regione particolare, e sono tanti i giovani che, come te, ritornano nei paesi di origine per intraprendere nuove ed interessanti attività. Secondo te la Puglia è pronta per affrontare (e vincere) sfide culturali come la tua?

GG: Certo che sì! La Puglia è una regione storicamente complicata per l’offerta ai giovani, e per l’elevato numero di neolaureati e neodiplomati che non riescono a trovare un impiego valido e devono rischiare anche economicamente per cercare qualcosa altrove. Però è anche una regione che fino a 5-6 anni fa non era intercettata e considerata, mentre oggi la Puglia all’estero gode di un’ottima reputazione (e non solo per la burrata di Andria e l’olio extravergine di oliva, che si trovano in tutti i ristoranti stellati di Kesington), ma anche per la cornice artistica e culturale che la circonda.

Arte e Cultura sono i motivi principali che spingono le persone del posto e gli stranieri a non pensare che i trasporti non sono dei migliori e che le infrastrutture non sono il massimo rispetto ad altre regioni italiane per spostarsi e viaggiare nel territorio. Certo, il Salento ha perso circa il 30% di utenza in questa stagione, ma si tratta di un’utenza turistica che non valorizza ma anzi deturpa questo territorio, con la smania del turismo sfrenato e del profitto ad ogni costo.

Sono dell’idea che la Puglia è nel suo momento d’oro, e quindi ora ci si può buttare con entusiasmo in sfide culturali come “Wave”, perché finalmente la curiosità di scoprire e conoscere è molto più forte del desiderio di stordirsi in una discoteca. Siamo pronti a vivere questa rinascita, ma la strada non è facile: bisogna aiutare le persone a comunicare, a mettersi in discussione e mostrare senza riserve il proprio potenziale.

Una simile iniziativa merita davvero tanto successo: con la passione e la creatività si va molto lontano, e noi auguriamo a Gilberto di portare il suo “Wave” ovunque!

Indirizzo e Contatti: Masseria Wave, Contrada Monte- 73010- Lequile (Le)

Pagina Facebook: Masseria Wave    

   

                     

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