Hikikomori, in Puglia una legge per contrastare il fenomeno

Hikikomori, in Puglia una legge per contrastare il fenomeno

4 Marzo 2025 0 Di Cristiana Lenoci

Sono sempre di più i giovani che, in Italia e nella nostra regione, sviluppano la dipendenza da gaming, da internet e da social. Ecco chi sono gli Hikikomori e cosa fare per aiutarli.

Il 10% degli adolescenti italiani si trova in una condizione di estremo ritiro sociale. Una percentuale che è piccola solo all’apparenza e che nasconde sofferenze, ansie e timori di un’intera generazione. È questa la statistica principale messa in risalto da uno studio sull’Hikkimori condotta da MUSA, gruppo di ricerca Mutamenti sociali, valutazione e metodi del CNR IRPPS, l’Istituto di ricerche sulla popolazione e le politiche sociali.

Raddoppiano, nell’era post Covid 19, gli adolescenti che si isolano e si creano una vita alternativa online. Si tratta degli Hikikomori, un termine nato in Giappone nella metà degli anni 80 per descrivere coloro che si isolano, volontariamente, dalla società per vivere una viva che esiste solo online, solo nel mondo digitale. “I nostri dati ci dicono che circa il 2% dei ragazzi ha sperimentato periodi di isolamento sociale superiore ai sei mesi, mentre un ulteriore 10% si isola per periodi più brevi ma significativi – spiega Elisabetta Benedetti, ricercatrice del CNR  – Il 16% degli studenti presenta un profilo di gaming problematico e quasi il 5% ha un profilo di gioco d’azzardo problematico, nonostante sia proibito ai minori”. C’è un legame con l’amusement, con il gambling e con il gaming, ma anche con i social e con la loro promessa di poter coltivare rapporti sociali e amicizie anche rimanendo chiusi dentro casa.

Un fenomeno preoccupante anche nella nostra regione ed è per questo che la VI Commissione Regionale, presieduta da Lucia Parchitelli,  ha approvato la proposta di legge “Disposizione in materia di ritiro sociale – Hikikomori”, proposta dal consigliere Enzo Di Gregorio. La misura prevede una serie di interventi pratici e concreti che hanno come obiettivo prevenire e affrontare il fenomeno. Si propone infatti supporto formativo per prevenire l’abbandono scolastico, con il servizio di psicologia a scuola; percorsi formativi e laboratoriali per accompagnare i ragazzi nell’inserimento nel mondo del lavoro; rete tra scuole, enti formativi e servizi educativi per individuare sin da subito i segnali del disagio. “La legge – spiega il consigliere Di Gregorio – nasce da diverse segnalazioni su persone in condizione di ritiro sociale, caratterizzata da un rifiuto della vita scolastica o lavorativa e dall’assenza di relazioni al di fuori del nucleo familiare”. Per adesso sono stati stanziati 230 mila euro per il 2025, una cifra che servirà a far partire i primi progetti ma che potrà essere ampliata nei prossimi anni, specie se, come si legge nei dati, il fenomeno continuerà a crescere.

Li chiamano “lupi solitari”, adolescenti italiani tra i 14 e i 19 anni che si isolano e si ritirano dalla società e sono passati dal 15% (2019) al 39,4% (2022). Poi ci sono le ” farfalle sociali”, infine gli “amico-centrici  “. Nomi e numeri che nascondono disagi, problemi, ansie. Che si possono risolvere e superare. Ma per farlo serve l’impegno della società intera, serve la rete tra scuole, famiglie, associazioni. Per rimettere al centro il benessere dei nostri ragazzi e ridare speranza a una generazione che l’ha persa.