Cosimo Damiano Pugliese: io, principiante, ho sfidato un campione di MMA

Cosimo Damiano Pugliese: io, principiante, ho sfidato un campione di MMA

5 Ottobre 2019 0 Di Cristiana Lenoci

Il coraggio, nella vita, premia sempre. La storia di Cosimo Damiano Pugliese, venticinquenne di Cerignola (Fg), è un esempio di come, a volte, bisogna rischiare per ottenere risultati, e questo vale anche nello sport. Lo abbiamo incontrato per saperne di più sulla disciplina che pratica e sul recente episodio che lo ha profondamente cambiato come sportivo e come persona.

R: Ciao, Cosimo. Ci racconti da dove nasce la passione per questo sport così particolare?

CDP: Ho sempre avuto una preferenza per le arti marziali, fin da piccolo. Per 15 anni ho praticato Taekwondo con il maestro Cosimo Laguardia arrivando a conseguire la “cintura marrone”, poi con il maestro Aleandro Tristano ho conosciuto e praticato con grande passione ed entusiasmo il Mai-Tai, il Jujitsu, il Grappling (lotta greco-romana). Infine, mi sono appassionato al pugilato, ma non essendoci palestre nella città in cui vivo (Cerignola, Fg), andavo ad allenarmi a Barletta quattro volte alla settimana, sotto la guida di due maestri della Palestra “Gladiator”. In seguito ho conosciuto l’MMA (Mixed Martial Arts), una disciplina che mette insieme le arti marziali, e che è insieme di contatto e di difesa personale.

R: Come si svolge un combattimento di MMA?

CDP: Un combattimento di MMA si può svolgere sia in piedi che a terra con utilizzo di tecniche di Grappling (portate a terra, leve articolari, strangolamenti), che di striking (pugni, gomitate, calci, ginocchiate). Le moderne MMA sono nate in Brasile, e sono diventate popolari negli anni Novanta grazie ai tornei americani organizzati dalla UFC. In Italia le MMA sono gestite dalla Federazione Italiana Grappling Mixed Martial Arts (FIGMMA).

L’MMA non è per tutti, bisogna essere consapevoli di ciò a cui si va incontro quando si entra nella “gabbia” a combattere. L’incontro avviene appunto in una “gabbia” (ottagono), alla presenza di un arbitro che spiega le regole che bisogna seguire. E’ simile al pugilato, ma in questa disciplina non esiste il KO, per cui si può continuare a colpire anche quando l’avversario è a terra.

Si può dire che l’MMA è la versione moderna del pugilato, è spettacolare guardare un incontro di MMA perché alla gente piace assistere ai combattimenti (come accadeva nell’antica Roma: infatti l’MMA discende proprio dalla lotta greco romana, e anticamente era anche un gioco olimpico).

R: Ci racconti dell’incontro che hai disputato ultimamente?

Sono stato chiamato da un’organizzatrice di incontri MMA, la signora Raffaella Braida (che ringrazio per la cortesia e la disponibilità che ha dimostrato nei miei confronti), che cercava una persona che potesse combattere con un professionista, Gianluca Locicero, campione di MMA e  maestro di lotta a terra, portacolori della palestra Padova Top Team di Abano Terme. Io, che rientravo nel peso ricercato per quel tipo di incontro specifico (ho 25 anni e il mio peso è 91 kg), sono stato contattato nonostante io sia un principiante e lui un professionista. Inizialmente ero indeciso se accettare o no, in questa decisione non ho avuto neppure l’appoggio del mio maestro e amico di sempre Aleandro.

Poi ho riflettuto e ho capito che questa era un’occasione per mettermi alla prova e crescere in questo sport, e così sono partito dalla Puglia da solo, portando con me uno zainetto, un asciugamano e i miei guantini. Non ho vinto l’incontro, sono stato battuto con un tko alla prima ripresa, ma questa esperienza mi è servita molto anche a livello umano. A Pordenone, dove mi sono recato per disputare l’incontro, ho trovato un’accoglienza davvero splendida: sono arrivato lì da solo senza maestro e team,  e mi hanno trattato come un professionista, anche se in questo sport devo fare ancora parecchia strada! Ringrazio l’organizzatore dell’incontro, Luca Puggioni, che mi è stato molto vicino dandomi consigli preziosi, Luca Sirch che mi ha supportato durante il match, Sandro e Angelo Villani e Giorgio Lanza.

R: Cosa ti ha insegnato la disciplina dell’MMA?

CDP: Praticare l’MMA mi ha aiutato a gestire la rabbia durante un incontro, ad avere autocontrollo in momenti difficili o quando si è provocati. Io consiglio di cominciare con il jujitsu e pugilato prima di approdare a questa disciplina. L’MMA è particolare, bisogna essere predisposti sia fisicamente che mentalmente ad uno sport di questo genere.

R: Quanto è importante la presenza di un Maestro in tale disciplina?

CDP: Tra allievo e maestro si crea un legame particolare, fatto di stima e fiducia. Io sono rimasto male perchè il mio maestro non mi ha appoggiato nella scelta di “misurarmi” con un campione come Locicero: forse non ha creduto fino in fondo in me e nelle mie capacità.

R: In Puglia ci sono palestre in cui praticare l’MMA?

CDP: Nella nostra regione ci sono alcune palestre di MMA a Bari, Andria, Altamura. Ma quando sono stato a Pordenone ho potuto notare che lì questo sport è più diffuso e ci sono strutture adatte per allenarsi. Infatti sto seriamente pensando di trasferirmi al Nord per praticarlo seriamente e in maniera continuativa.

R: Sei partito da solo ma ti sei fatto onore, pur presentandoti senza allenatore e senza team. Cosa hai imparato da questa esperienza?

CDP: Non esistono limiti nella vita, bisogna avere coraggio e rischiare quando serve. Io avevo tanti dubbi prima di partire, ma poi ho deciso di farlo e non me ne sono pentito. Lo considero un trampolino di lancio importante per questo sport e per la mia vita in generale. Io vorrei dire ai ragazzi della mia età di avere coraggio, mettersi alla prova anche quando la situazione è difficile e non perdersi mai d’animo.

Chiediamo a Cosimo Damiano di tenerci aggiornati sui suoi risultati sportivi in futuro, per i quali gli auguriamo il meglio.

Cosimo Damiano Pugliese con lo staff di Pordenone presso cui ha disputato l’incontro
Il video dell’incontro tra il campione MMA Locicero e Cosimo Damiano Pugliese
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