Pumo salentino: origini e simbolismo del decoro tipico pugliese

Scendendo a Sud della Puglia, verso il tacco dello stivale d’Italia, è facile trovare sui balconi dei centri storici delle città, un oggetto particolare: il pumo salentino. Simbolo indiscusso della città di Grottaglie, in provincia di Taranto, questo particolare accessorio decora le facciate dei palazzi, i corrimano e i balconi pugliesi da tempo immemore. Esiste da secoli, in Puglia, l’usanza di tenere in casa o sui balconi oppure in giardino un pumo (oppure pomo), che ricorda una pigna ma si ispira alle foglie di acanto.

A quanto pare la leggenda vuole che questo sia un elemento portafortuna ma attenzione: non va comprato per sè, deve essere assolutamente regalato, solo in questo caso è di buon auspicio e favorisce le nuove iniziative, efficace per intraprendere nuove strade, iniziare qualcosa, dare la vita ad un nuovo progetto.

Origine del Pomo salentino

L’origine del termine è antico: deriva dal latino pomum, cioè frutto, e si ricollega al culto della dea Pomona, antica divinità romana dei frutti non solo di quelli che crescono sugli alberi, ma anche dell’olivo e della vite. La forma dei pumi in ceramica attinge a quella dei boccioli che stanno per schiudersi e per far fiorire una nuova vita. Infatti i pumi sono simbolo di prosperità e di fecondità. Questi significati simbolici molto radicati nella cultura tradizionale pugliese spiegano la presenza numerosa di questi elementi sulle facciate dei palazzi signorili o anche delle masserie.

Negli ultimi decenni si è affermata anche la forma del pumo a pigna, con la superficie non completamente liscia ma scabra, appunto come quella di una pigna. Oggi il pumo (o pomo) viene chiamato anche pigna e viceversa. Originariamente questo oggetto decorativo oggetto ora alla portata di tutti era considerato un lusso: questi vezzi si trovano infatti si sulle facciate dei palazzi signorili più maestosi che su quelli più semplici. Ciò perché secondo la tradizione il pumo serve a scacciare il male e portare fortuna sin dall’esterno della casa. Ovviamente solo i più facoltosi potevano permettersi i pumi in ceramica (o in altri materiali), ma con il tempo anche i meno facoltosi riuscirono a  permettersi un lusso simile.

Ecco perché più è complesso il pumo nella sua lavorazione e più viene esternata la ricchezza della casa. Difatti maggiori sono le foglie del pumo e maggiore è la prosperità che la famiglia dimostra di possedere o spera di ottenere. Infatti, in alternativa alla tradizionale versione con 4 foglie di acanto, ve ne è una con 6 foglie, indice di grande ricchezza.

Evoluzione del decoro e nuove forme

La risalita alla ribalta del pumo, ha portato anche all’evoluzione delle sue forme: difatti ora, è diffusa una versione in cui le il centro, invece di essere liscio è decorato come se fosse una pigna, con una superficie rugosa a cui si accompagnano le tradizionali foglie che ne contornano il centro. Vista la grande storia che esso cela, il pumo è soprattutto un prodotto artigianale, anche se non mancano imitazioni estere: ma quando questo viene prodotto da un artigiano del posto si ha fra le mani un prodotto unico, che racchiude in sé una lunga tradizione e la storia di un popolo che riscopre le sue origini.

Articolo realizzato da Rita Diliddo

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