Faeto, Borgo Autentico d’Italia: ottima cucina, natura e tradizioni

Faeto, Borgo Autentico d’Italia: ottima cucina, natura e tradizioni

17 Agosto 2020 0 Di Cristiana Lenoci

Fondato nella seconda metà del XIII secolo dai soldati di Carlo d’Angiò, il borgo di Faeto (in provincia di Foggia) deve all’albero di faggio il proprio nome e le origini. Aria frizzante, buona cucina e un prosciutto dal sapore inconfondibile fanno di questo paesino pugliese una meta indimenticabile, soprattutto per chi gli appassionati di trekking ed escursionismo in natura.

Elemento fondamentale del territorio è il Bosco Difesa di Faeto, tra i più importanti dei Monti Dauni dal punto di vista naturalistico. E’ stato infatti riconosciuto come Sito di Importanza Comunitaria (SIC). Al suo interno è presente un Orto Botanico con aree pic-nic e percorsi attrezzati di diversa durata e livello di difficoltà. Il luogo è ideale per trascorrere una giornata all’insegna del relax e del contatto rigenerante con la natura.

Il territorio di Faeto è caratterizzato anche dalla presenza di fonti acquifere. Molte sono sorgenti spontanee di acqua minerale particolarmente ricche di proprietà curative e diuretiche, come la fonte del Piscero, non lontana dal centro abitato. Altra fonte nei dintorni di Faeto è quella di San Vito, mentre percorrendo i sentieri lungo il bosco della Difesa si trova la Fontana dei Coppi e quella c.d. dello Sciurtone.

La tradizione del Prosciutto Crudo

Faeto vanta la produzione di un ottimo prosciutto crudo, nato dalla lavorazione manuale faetana del maiale nero, allevato allo stato brado e secondo metodi biologici. Dopo una bella escursione nei boschi un panino farcito al prosciutto crudo è il premio cui molti ambiscono. L’aria pura e asciutta di questo luogo, l’altitudine, una lunga stagionatura in locali arieggiati e la pressatura realizzata con massi di pietra, completano l’opera, offrendo una prelibatezza rinomata in tutta Italia e celebrata, ad Agosto, con una delle sagre più antiche e partecipate della Puglia: la sagra del Prosciutto di Faeto (che si tiene la prima domenica di Agosto). La prima domenica di Febbraio, invece, c’è un altro importante appuntamento fisso: la Sagra del Maiale Nero.

Nelle piazze del borgo si può assistere alla depilazione del maiale nero, cui segue la degustazione del soffritto accompagnata dal pane dorato nel grasso di maiale. Per l’occasione vengono organizzate visite guidate ai salumifici del paese in cui si possono provare e acquistare i prodotti ottenuti dal suino.

L’antica arte norcina di questo paese dei Monti Dauni si tramanda da generazioni e risale agli albori della fondazione di Faeto. Affinchè non andasse perduta, gli anziani del posto hanno stilato un insieme di regole in cui spiegano dettagliatamente come avviene la lavorazione di un prosciutto.

Il prosciutto di Faeto è stato riconosciuto dalla Regione Puglia come P.A.T. (Prodotto Agroalimentare Tradizionale) e perciò iscritto nel relativo elenco dei prodotti agroalimentari regionali. E’ ottenuto solo da suini di origine italiana, le cui carni sono lavorate e stagionate osservando ancora i metodi tradizionali di una volta.

Faeto tra i Borghi Autentici d’Italia

L’ambito riconoscimento di “Borgo Autentico d’Italia” è stato attribuito a Faeto grazie ad una serie di elementi quali: la valorizzazione del patrimonio naturalistico e delle identità locali (attraverso iniziative specifiche, come lo sportello per la minoranza francoprovenzale), la tutela dell’antica arte norcina.

Il faetano, lingua riconosciuta

Il fascino di Faeto è sicuramente alimentato dalla lingua locale, il franco-provenzale, che resiste al tempo e alla modernità grazie all’orgoglio degli abitanti del paese, e viene tutelato grazie alla presenza di uno sportello linguistico istituito dal Comune al fine di promuovere e proteggere le radici del luogo anche attraverso manifestazioni culturali e popolari. Assieme al dialetto cellese parlato nella vicina Celle San Vito, il faetano costituisce appunto la minoranza franco-provenzale in Puglia.

Nel corso del tempo queste due piccole comunità appenniniche sono rimaste piuttosto ai margini dal resto della regione, il che ha consentito al faetano (così come al cellese) di svilupparsi ed evolversi nei secoli, fino a diventare un idioma distinto rispetto alla lingua di origine.

Dopo una grande ondata emigratoria avvenuta successivamente al Secondo Conflitto Mondiale, molti di coloro che parlavano il faetano-cellese di sono stabiliti nell’America del Nord. Un gruppo più numeroso degli altri si è insediato in Canada, a Toronto.