Trani, la città misteriosa della Puglia: Archeologia, Cucina e Leggende.

Trani, la città misteriosa della Puglia: Archeologia, Cucina e Leggende.

1 Giugno 2019 0 Di Vincenzo Barnabà

La Puglia è da sempre una delle mete preferite dai turistici ma vi è una città in particolare che nel suo interno raccoglie leggende, storie e archeologia che fanno invidia a tanti; Stiamo parlando di Trani, un comune italiano di 55 840 abitanti, capoluogo, insieme a Barletta e Andria, della provincia di Barletta-Andria-Trani, in Puglia.

 La città è famosa per la cattedrale romanica e il castello Svevo, per la produzione di un particolare tipo di marmo (la pietra di Trani) e di vino Moscato. Importante meta turistica, la città costituì un notevole scalo commerciale fino al XVI secolo; si pensa vi sia stato promulgato il primo codice marittimo del mondo occidentale, gli Ordinamenta et consuetudo maris, nel 1063. Ma cosa nasconde una delle mete pugliesi più amate del mondo? Scopriamolo insieme.

ORIGINI DEL NOME

La tradizione vuole che il nome di Trani sia legato all’eroe della mitologia greca Diomede, il cui figlio Tirreno avrebbe fondato la città (che in effetti in passato veniva indicata come Tirenum o Turenum, nome però non attestato prima del IV secolo). Tale ipotesi è però considerata poco probabile dagli studiosi moderni, i quali hanno formulato due ipotesi più convincenti. Una afferma che Trani possa essere la forma ridotta di Traiano (nome che potrebbe essere stato dato alla città in onore dell’omonimo imperatore), mentre l’altra (considerata la più verosimile) ritiene più probabile una derivazione dal termine medievale trana (o traina) che indicava un’insenatura adatta alla pesca.

COSA VISITARE A TRANI

Castello Svevo

ll castello svevo di Trani fu edificato nella città di Trani nel 1233, sotto il regno di Federico II di Svevia. La costruzione fu iniziata nel 1233 e le opere di fortificazione furono completate nel 1249, secondo il progetto di Filippo Cinardo, conte di Acquaviva e Conversano, gran conestabile e ingegnere militare dell’imperatore, e a cura di Stefano di Romoaldo Carabarese, con fortificazioni “davanti e intorno al castello”. Il castello era stato edificato su un banco roccioso situato al centro della rada di Trani, in una zona di basso fondale, che lo proteggeva da eventuali assalti dal mare. Nello stesso sito era sorta in precedenza una modesta torre (X-XI secolo, i cui resti sono stati rinvenuti sotto l’ingresso dell’attuale castello. A una torre del castello Federico II fece impiccare Pietro Tiepolo, figlio del doge di Venezia Jacopo Tiepolo: Pietro, podestà di Milano, fu preso prigioniero nella battaglia di Cortenova del 1237. Nel castello soggiornò spesso il figlio di Federico, Manfredi, che il 2 giugno del 1259 vi sposò la seconda moglie, Elena Ducas. Nel castello venne imprigionata anche la coraggiosa contessa di Caserta Siffridina, consuocera di Federico II, avendo suo figlio Riccardo de Lauro conte di Caserta sposato la figlia dell’imperatore Violante di Svevia. Per sua espressa volontà fu mantenuta a pane e acqua e morì nel marzo del 1279.

Cattedrale di San Nicola Pellegrino

La cattedrale di Trani è intitolata al santo patrono, san Nicola Pellegrino, ed è senza dubbio la costruzione più prestigiosa della città pugliese. Classico esempio di architettura romanica pugliese, la cattedrale venne costruita immediatamente dopo la santificazione di san Nicola Pellegrino, durante la dominazione normanna. Per secoli la cripta (parte della preesistente chiesa di Santa Maria, precedente chiesa principale) ha custodito insigni reliquie, ad esempio il corpo della martire orientale Santa Febronia, di cui è possibile ancora oggi ammirare un pregevole reliquiario del XVIII secolo ed un dipinto ovale che la raffigurano, presso il museo diocesano. La costruzione è stata realizzata usando il materiale di tufo calcareo tipico della zona: si tratta della pietra di Trani estratta dalle cave della città, caratterizzata da un colore roseo chiarissimo, quasi bianco. Il piazzale situato dinanzi all’edificio romanico si presta ad eventi artistici di vario genere, grazie alla stupenda cornice offerta dalla maestosità della cattedrale e dal mare. La piazza ha ospitato numerosi concerti di artisti internazionali e non, tra cui George Benson, Massimo Ranieri, Claudio Baglioni e Ludovico Einaudi. Oltre a diverse rappresentazioni teatrali, recentemente nel piazzale hanno avuto luogo anche alcuni spettacoli di opera.

Diverse, poi, sono le Chiese da poter visitare: Dalla Chiesa di Santa Maria de Dioniso del IV-X secolo alla Chiesa romanica di San Giacomo, dalla Chiesa di Sant’Agostino (XVI) a quella del Sacro Cuore (XX). Insomma, Trani è un museo archeologico da scoprire!

I PIATTI TIPICI DI TRANI

Diverse sono le ricette che la città di Trani può vantare:

  • Alici arracanate: Spinate le alici, sciacquatele bene e sistematele a strati in un tegame unto di olio. Aggiungete il pane grattugiato, aglio e menta tritati, origano e capperi a piacere. Inserite olio di oliva con una spruzzatina di aceto e cuocete in forno per circa 20 minuti.
  • Orata alla pugliese: Pulire, lavare e asciugare il pesce, condirlo con sale e succo di limone. Ai lati esterni del pesce praticate due incisioni e introdurre aglio sale e pepe. Disponete il pesce in una pirofila, unta di burro, cospargetelo di prezzemolo tritato, versate del burro sciolto e il vino.
  • Tagliatelle al limone: Sono un primo piatto semplice e veloce da preparare, come grado di difficoltà sono appena un gradino sopra la pasta con olio e parmigiano. Attenzione, però, i tagliolini vanno scolati particolarmente al dente perché devono poi proseguire la cottura nel tegame per aromatizzarsi senza scuocere.
  • Torta di mandorle: Imburrate ed infarinate una tortiera, montate i tuorli e lo zucchero, aggiungete mandorle, buccia di limone tritata: mescolate, ottenendo un impasto compatto. Montate a neve gli albumi e sale, amalgamateli alle mandorle. Versate tutto nella tortiera, infornate per 30′. Sformatela e fatela raffreddare.

Da non dimenticare l’ottima cucina di “Peschef”: Qui, nel cuore del Porto di Trani, sarà impossibile non cedere all’imponente PANINO CON IL POLIPO!

LA LEGGENDA DEL FANTASMA MONACO

La leggenda in questione si riferisce a fatti che sarebbero accaduti dell’ipogeo di San Leucio, sotto la cattedrale, luogo nel quale sarebbe apparso un fantasma che avrebbe terrorizzato i testimoni, causando loro anche malori. Interessante è constatare che non esiste, storicamente, una leggenda simile legata all’ipogeo, questa sarebbe derivazione di fatti accaduti in tempi relativamente recenti, circa una decina di anni fa. Una guida turistica del luogo avrebbe affermato di aver visto, in due occasioni, la figura di un uomo presumibilmente in abiti talari, con lunga tunica marrone, forse un frate. Lo spettro, o presunto tale, sarebbe stato tanto distinguibile nei suoi lineamenti, che la testimone avrebbe riferito di un uomo di circa trent’anni, con la barba incolta e lo sguardo assente. L’uomo sarebbe apparso dal nulla, improvvisamente, e si sarebbe incamminato verso la testimone con passo spedito. La testimone avrebbe raccontato di essere svenuta in entrambi i casi, ma di aver ricordato bene, al suo risveglio, tutti i dettagli dell’assurdo ed inquietante incontro. Per la donna non ci furono dubbi, avrebbe incontrato per ben due volte il fantasma di un monaco, questo l’avrebbe terrorizzata a tal punto da convincerla a lasciare l’incarico di guida turistica nel Santo luogo.

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