Zeppola: origini e ricetta del dolce di San Giuseppe

Zeppola: origini e ricetta del dolce di San Giuseppe

18 Marzo 2019 0 Di Cristiana Lenoci

Tipico dolce dell’Italia meridionale che si prepara per essere gustato nel giorno della festività di San Giuseppe nonché nella ricorrenza della Festa del papà (19 Marzo), la zeppola è una vera delizia per gli occhi e per il palato. Le sue origini non sono univoche. C’è chi le fa risalire all’epoca in cui, dopo essere fuggito in Egitto con Maria e il figlio Gesù, Giuseppe si era messo a vendere queste frittelle per mantenere la famiglia. Da qui discenderebbe anche l’usanza di preparare le zeppole in occasione della festa dedicata al papà.

Nell’antica Roma

Altra ipotesi di origini della zeppola risale al 500 a.C. Nel mese di marzo, precisamente il 17, erano organizzate le Liberalia, festività interamente dedicate a Bacco e Sileno (rispettivamente Dio del vino e del grano), in cui i Romani erano soliti preparare frittelle nello strutto bollente e mangiarle tutti insieme accompagnate da ottimo vino. Probabilmente la ricetta della zeppola come noi la conosciamo oggi proviene proprio da tale originaria “frittella di frumento”.

A Napoli

Un’altra ipotesi (la più accreditata e quotata) vuole che la zeppola sia un dolce tipicamente partenopeo, nato all’interno di un convento: forse quello di Santa Patrizia, o di San Gregorio Armeno, oppure quello dello Splendore. A Napoli vi era l’usanza di friggere questi dolci per strada, davanti alle botteghe.

Regione che vai, zeppola che trovi

Gli ingredienti base della zeppola campana sono: zucchero, uova, farina, olio d’oliva, burro, crema pasticcera, amarene sciroppate e zucchero a velo per decorare. La zeppola che si mangia in Puglia è fritta nello strutto, proprio come la ricetta originaria propone (anche se è altrettanto diffusa la variante cotta al forno, molto più leggera e digeribile). La zeppola tipica siciliana ha una forma cilindrica e comprende miele d’arancio e cannella tra gli ingredienti, quella di Reggio Calabria invece ha le sembianze di un bignè farcito di ricotta.

Zeppola pugliese: bignè morbido con crema

Perché questo dolce tipico è associato alla festa del papà? E’ la zeppola stessa a fornire la risposta. Quella pugliese, ad esempio, ha la forma di un morbidissimo bignè con due baffi di crema ai lati ed una ciliegina o amarena al centro. I due baffi di crema richiamano appunto quelli del papà. In prossimità della ricorrenza del 19 Marzo non vi è bar o pasticceria che non esponga in bella vista le zeppole. In effetti, però, non è difficile preparale da sé, rispettando la ricetta tradizionale.

Ricetta per 8 zeppole circa

Ingredienti: 3 Uova medie – 70 gr Burro (o margarina) – 70 g Zucchero – 40 g di scorza di limone fresco grattugiato – 250 ml Acqua – 150 gr di Farina 00 – 2 gr di sale

Ingredienti Crema Pasticcera: 3 tuorli d’uovo – 25 gr di farina 00 o maizena -Mezza bustina di vanillina -75 gr di Zucchero – 250 ml di latte.

Amarene o ciliegine candite; Olio per friggere.

Preparazione:

Dopo aver scaldato in una casseruola l’acqua con il sale e il burro, portate a bollore e togliere dal fuoco. Aggiungete, poi, la farina setacciata, riportate sul fuoco e mescolate per circa un minuto a fiamma bassa. Mettete l’impasto ottenuto su di un piano di marmo sporcato con un po’ d’olio e lasciar raffreddare completamente. Una volta freddo, incorporate prima i tuorli e poi gli albumi delle uova.

Per cuocere le zeppole, è necessario preparare due padelle con abbondante olio: una, deve andare a fuoco lento, l’altra, a fiamma vivace. Prendete, poi, un foglio di carta oleata e praticate dei fori. Poco per volta, aiutandovi con una siringa per dolci, formate delle ciambelle da poggiare direttamente sulla carta che andrà immersa nell’olio caldo.

Attraverso i fori praticati, passerà dell’aria che consentirà alle zeppole di staccarsi agevolmente. A questo punto, scolatele dalla prima padella e tuffarle nell’altra con l’olio bollente fino a che non saranno dorate. Sgocciolate su carta assorbente, riempite con abbondante crema pasticcera e guarnite con amarene.  A piacere, spolverate con zucchero a velo.

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