A spasso nel tempo attraverso il MArTA di Taranto

A spasso nel tempo attraverso il MArTA di Taranto

26 Maggio 2019 0 Di Cristiana Lenoci

Una città dalle mille facce, Taranto, che accoglie i turisti e gli appassionati di archeologia fornendo loro interessanti attrazioni e spunti per conoscere e approfondire la storia antica. Oggi vogliamo parlarvi del MArTA e del suo pregio archeologico.

Il percorso espositivo del museo illustra la storia di Taranto e del suo territorio sviluppandosi a seconda dei cambiamenti storici dal secondo al primo piano: dal periodo preistorico e protostorico, per poi dare un ampio spazio al periodo greco, passando anche per il periodo romano, tenendo conto del periodo tardoantico e altomedievale. La sezione preistorica del museo espone alcuni reperti dal territorio regionale ma soprattutto è incentrata sull’area di Taranto a partire dal Neolitico (IV millennio a.C.) fino alla comparsa dei centri costieri nell’età del Bronzo (II millennio a.C.), tra cui spicca per la ricchezza dei materiali quello di Scoglio del Tonno, emporio miceneo sito ad ovest dell’Acropoli.

I reperti greci

L’età greca è molto eloquente in questo museo, tanto da ottenere informazioni riguardanti l’architettura funeraria, l’abbigliamento attraverso l’esposizione di statue e l’oreficeria dell’epoca. Al primo piano sono esposti i famosi “ori di Taranto”, si tratta di preziosi monili di epoca magno-greca, per immettersi successivamente nelle fasi della romanizzazione. In alcune di queste sale sono esposti reperti relativi lo splendore della città all’indomani della conquista romana come arredi scultorei, la statuaria e i pavimenti a mosaico degli edifici pubblici e privati di età imperiale. Nei corridoi che si affacciano sul chiostro è illustrata la storia del museo e della formazione delle raccolte dai quadri donati dal Vescovo Giuseppe Ricciardi e da altri reperti confluiti, attraverso acquisti e lasciti, nelle collezioni.

La storia della città di Taras

La città di Taranto, l’antica Taras, per la sua posizione geografica è da sempre stata privilegiata nel Mediterraneo ed abitata sin dalle epoche più remote. La città assurge al rango di vera e propria Polis con la fondazione spartana del 706 a.C. A partire dal V sec. a.C. la città di Taras divenne emblema di grandezza e raffinatezza assoluta; un esempio di eleganza e di eccellenza nell’arte e nell’artigianato, non smetterà mai nel tempo di essere decantata per le sue bellezze paesaggistiche, per la ricchezza e la fertilità delle sue terre, per la squisitezza dei frutti e dei raccolti, per la pescosità dei due mari, per la qualità delle pelli e delle lane provenienti dai suoi allevamenti.

Dopo la caduta della Taras greca, un susseguirsi di dominazioni l’hanno fortemente fortificata, munita di ponti, di frantoi ipogei, di vie di fuga che giungevano dalle viscere della terra al mare, di peschiere, di navi, di porti, di poeti e musicisti e di versi eterni. Autori come Orazio, Virgilio, Seneca, Marziale furono fra i suoi più devoti ammiratori in epoca romana.

Di questa città c’è molto di cui scrivere e di cui parlare ed è per questo essenziale visitare il museo MArTa, perché al suo interno ci sono meraviglie da apprezzare che non hanno bisogno di molte parole. La storia del MArTA Il Museo Nazionale Archeologico di Taranto è stato istituito nel 1887 ed è ubicato nel Convento di S. Pasquale, o dei frati Alcantarini, costruito poco dopo la metà del XVIII secolo.

La nascita della raccolta pubblica dei reperti archeologici tarantini si collega alle complicate vicende che hanno caratterizzato l’archeologia degli ultimi decenni dell’Ottocento e degli inizi del secolo successivo. A ciò si aggiunge anche l’inadeguatezza del mercato antiquario locale, favorito dalla scarsa presenza di norme giuridiche per la salvaguardia del patrimonio artistico, causando a sua volta la dispersione di oggetti preziosi confluiti in Musei italiani e stranieri.

La storia del museo di Taranto inizia con l’istituzione di un deposito di antichità da parte dell’amministrazione statale alla fine dell’ 800. I rinvenimenti effettuati in Puglia all’epoca del Regno delle Due Sicilie venivano sino ad allora acquisiti dal Museo Reale Borbonico di Napoli o entravano nelle Collezioni del Museo di Lecce, l’istituzione più antica della regione. Era questo il periodo dei grandi lavori edili che interessavano il Borgo Nuovo, dove i privati potevano esercitare i diritti di proprietà sugli oggetti rinvenuti nel sottosuolo, effettuando anche scavi non autorizzati con l’unico scopo di reperire materiali per le loro raccolte.

Il progressivo miglioramento delle strutture legislative e la capacità da parte di alcuni archeologi di rapportarsi con i notabili della città permise la donazione di importanti reperti, che entrarono a far parte delle raccolte archeologiche del museo. La legge 1089 del 1939 sulla tutela, che destinava un premio in denaro per lo scopritore e il proprietario del terreno, permise la contestualizzazione degli oggetti con il luogo di rinvenimento, favorendo anche la lettura storico- topografica della forma urbana. Oggi l’incremento delle collezioni museali è dovuto nella quasi totalità agli scavi che la Soprintendenza effettua di solito non programmati, ma derivati da un’emergenza continua. Non mancano gli acquisti che riguardano oggi alcune collezioni private su cui il Ministero per i Beni e le Attività Culturali ha esercitato il diritto di prelazione al momento della vendita.

Infopoint

Di seguito sono riportate informazioni necessarie a chiunque volesse trascorrere una giornata immersa nell’archeologia. Il MArTA di Taranto si trova in via Cavour 10, e si può raggiungere facilmente dalla stazione centrale della città. Il museo è aperto dal lunedì al sabato e OPENDAY dalle 8:30 alle 19:30. La domenica e durante i giorni festivi è aperto dalle 9:00 alle 13:00 e dalle ore 15:30 alle 19:30. Il prezzo del biglietto intero è di 8,00 €. Per qualsiasi informazione si può contattare il centralino 099-4532112 oppure si può visitare il sito http://www.museotaranto.beniculturali.it.

Articolo realizzato da Francesca Avello

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