Antonio Capacchione, Presidente SIB Fipe/Confcommercio: “Sbagliato dare la colpa alle tariffe balneari”

Antonio Capacchione, Presidente SIB Fipe/Confcommercio: “Sbagliato dare la colpa alle tariffe balneari”

9 Agosto 2025 0 Di Cristiana Lenoci

In questi giorni si sta discutendo, sui social e nei web media in generale, del preoccupante fenomeno delle spiagge italiane che- da Nord a Sud, passando per la Riviera romagnola- risultano vuote proprio nei mesi clou dell’estate. Sull’argomento abbiamo chiesto il parere di Antonio Capacchione, Presidente del SIB (Sindacato Italiano Balneari) Fipe/Confcommercio, imprenditore di Margherita di Savoia.

Avv. Capacchione, qual è la “fotografia” dell’estate 2025 in termini di presenze sulle spiagge italiane, a pochi giorni da Ferragosto?

Da un primo bilancio della stagione balneare 2025 effettuato sulla base della percezione degli associati è possibile fare alcune considerazioni. In primo luogo, se consideriamo le presenze e i consumi sulle nostre spiagge, il mese di Luglio è stato peggiore rispetto a Giugno. Nel mese di Giugno è stato riscontrato un aumento complessivo di circa il 20% di presenze e consumi rispetto allo stesso periodo nello scorso anno. A Luglio, invece, si constata una riduzione complessiva di presenze e consumi di circa il 15% (con punte di 25% in alcune Regioni, come la Calabria e l’Emilia-Romagna), rispetto all’analogo mese nel 2024. Alcune destinazioni come la Sardegna e il Salento registrano un andamento positivo anche nel mese di Luglio.

Pare che le famiglie italiane abbiano snobbato le spiagge italiane per recarsi all’estero. Le risulta una contrazione di presenze in tal senso?

Sulle nostre spiagge quest’anno ci sono più stranieri e meno italiani, a conferma dell’attrattività del nostro Paese nel mercato internazionale. I vacanzieri stranieri scelgono l’Italia per la qualità dei servizi ed una balneazione attrezzata, efficiente e di successo. Per quanto concerne la provenienza, si constata la presenza di turisti dai Paesi scandinavi e dall’Europa dell’Est, un po’ meno invece dalla Germania.

E’ cambiata anche la modalità di fruizione delle famiglie rispetto agli stabilimenti balneari?

Le presenze di famiglie in spiaggia si concentrano soprattutto nel fine settimana, a conferma di una generale difficoltà economica che pervade il nostro Paese.

 Qual è il suo parere sull’andamento anomalo di questa estate 2025?

Ritengo che sia sbagliato additare come causa dello spopolamento delle spiagge italiane il caro prezzo degli stabilimenti balneari. Anche Margherita di Savoia, una delle località meno care della Puglia, ha avuto un netto calo di presenze turistiche, così come le spiagge dell’Emilia Romagna (in cui da sempre si sviluppa un turismo adatto a tutte le esigenze e le tasche).

La causa principale è che le famiglie non hanno più soldi. I salari negli ultimi 30 anni sono stati dimezzati, il salario reale è inferiore a quello del 1990. Le spese obbligatorie (casa, assicurazioni, bollette, energia, ecc.) rappresentano il 42% del reddito complessivo. La pressione fiscale è al 42,6%. Il turismo è una variabile dipendente dall’economia. Accusare gli stabilimenti balneari di tutto questo è indecente. E’ un tentativo truffaldino di deviare l’attenzione dai reali motivi. Si tratta di una disinformazione alla quale si prestano utili idioti e che va smantellata per evitare conseguenze ancora più disastrose.