“Bar Giuseppe”, il film del regista Giulio Base girato in Puglia che ha fatto emozionare il Presidente Emiliano

“Bar Giuseppe”, il film del regista Giulio Base girato in Puglia che ha fatto emozionare il Presidente Emiliano

10 Giugno 2020 0 Di Cristiana Lenoci

Dal 28 Maggio è disponibile su Rai Play “Bar Giuseppe”, il film del regista torinese Giulio Base. Una pellicola che in questi ultimi tempi sta facendo parlare di sé per i temi che affronta, e per il modo in cui lo fa. Religione, etica, immigrazione, famiglia ieri e oggi. Argomenti che ognuno di noi sente propri perché li vive ogni giorno, in qualche modo, sulla propria pelle.

La trama, pur nella sua linearità, stimola alcune riflessioni importanti, anche attraverso le relazioni tra i diversi personaggi, soprattutto i protagonisti Giuseppe e “Maria” (Bikira).

Giuseppe gestisce il bar e la stazione di servizio d’una zona rurale e rimane vedovo con due figli già adulti. Bikira è sbarcata  da poco dall’Africa. Giuseppe la assume come cameriera. I due si innamorano creando grosso scandalo nel paese. E si sposano, nonostante il conflitto coi figli di lui.

Abbiamo girato al regista Giulio Base alcune domande su questa bella pellicola che racconta una “storia universale” che supera il tempo e lo spazio restando sempre straordinariamente attuale. Il film è stato realizzato con il contributo di Regione Puglia, Unione Europea, POR Puglia FESR – FSE, Apulia Film Commission.

R: La tematica religiosa, nel tuo film, viene affrontata in chiave moderna, con spunti di riflessione. Qual è il tuo punto di vista al riguardo? Che tipo di feedback hai ricevuto da chi ha visto il film?

GB: Il mio punto di vista è quello che ho messo nel film. Spero di essere stato eloquente nel modo di raccontarlo. Al momento ho avuto moltissimi riscontri positivi, oserei dire quasi tutti di benevolenza verso il film.

R: Giuseppe e Maria, nella pellicola da te diretta, sono simboli di una società ormai indifferente nei confronti del “diverso”. Anche il tema dell’immigrazione è qui affrontato con delicatezza e senza forzature. Come sei riuscito a rendere le scene così intense e d’effetto?

GB: Ho cercato di mettermi dalla parte di chi è più debole, di chi soffre, di chi è in difficoltà. Spero di esserci riuscito.

R:  Perchè hai scelto la Puglia come location di “Bar Giuseppe”? Che tipo di legami hai con questa regione?

GB: Cercavo un paesaggio che potesse ricordare a modo suo la Nazareth di duemila anni fa, l’ho trovato in Puglia, me ne sono innamorato.

R: Il Presidente della Regione Michele Emiliano si è commosso guardando le scene del tuo film. Che effetto ti ha fatto?

GB: Ovviamente ne sono stato onorato, ringrazio il Presidente, così come sono grato a ogni spettatore che si è messo di fronte agli interrogativi che mi auguro il film possa suscitare individualmente in ognuno di noi.

R: Da dove hai tratto ispirazione per questa storia?                             

GB: Da un libro: ‘Giuseppe’ di Gianfranco Ravasi (edizioni SanPaolo).

R: Che tipo di definizione daresti a questo film se fossi tra la giuria di un Festival?

GB: Rispondo con una battuta: «Oste com’è il vino?»

 

Biografia del Regista

Giulio Base ha conseguito una prima Laurea in Lettere e Filosofia e una seconda Laurea in Teologia. Si è diplomato ‘Attore’ alla Bottega Teatrale di Firenze, diretta da Vittorio Gassman. Dal suo debutto dietro la macchina da presa nel 1991 con “Crack” (miglior opera prima al San Sebastian Film Festival) ad oggi ha firmato 25 titoli fra cinema e televisione, ricevendo premi nazionali e internazionali.

Come interprete è stato diretto da grandi registi italiani (Nanni Moretti, Daniele Luchetti, Riccardo Milani) e stranie ri (Ridley Scott). La sua precedente opera, “Il Banchiere Anarchico” (2018) era in Selezione Ufficiale alla Mostra del Cinema di Venezia dove ha vinto il Premio Persefone come miglior adattamento da opera letteraria.