Il caro-prezzi travolge le abitudini dei pugliesi: + 35% per la colazione al bar

Il caro-prezzi travolge le abitudini dei pugliesi: + 35% per la colazione al bar

4 Settembre 2022 0 Di Cristiana Lenoci

La Coldiretti Puglia lancia l’allarme: l’inflazione ormai galoppante non risparmia alcun settore. Si registrano aumenti anche sui prodotti da colazione, che i pugliesi (come gli italiani in generale) hanno l’abitudine di consumare al bar.

Alcuni lo fanno ogni giorno, prima di recarsi al lavoro, altri lo fanno in mattinata durante la pausa, altri ancora si concedono un caffè al bar dopo pranzo o nel primo pomeriggio.

Fare una “capatina” al bar, soprattutto per i pugliesi, significa staccare con il tran tran quotidiano tra impegni casalinghi e lavoro, scambiare due chiacchiere con il barista o con gli altri avventori, sedersi al tavolo sfogliando le notizie del giorno.

Il caro-prezzi porterà un cambiamento nelle abitudini dei pugliesi? Chissà. Intanto, i proprietari e gestori di bar e locali pubblici cercano di salvare il salvabile, arginando i rincari il più possibile per non perdere la clientela.

A Cerignola in uno dei tanti bar della zona centrale, qualche giorno fa sui tavoli c’era un foglietto, nel quale il gestore spiegava i motivi per cui, dal prossimo lunedì 5 settembre, il costo del caffè sarà di 1,20 euro, motivando i rincari anche di tutti gli altri prodotti.

Un gesto di rispetto e fiducia per i clienti affezionati che, ogni giorno, scelgono quel bar per gustare un’ottima tazzina di caffè.

Mi è sembrato corretto avvisare i miei clienti, in modo che non abbiano sorprese e si regolino di conseguenza“, ha detto il gestore, che in questo bar ci sta da anni e ha un bel giro di clientela fidelizzata.

Ho già rinunciato al caffè al bar da qualche mese. Se riesco a prenderlo a casa, meglio, risparmio un po’ di soldini. Credo che anche la colazione resterà un ricordo, magari da fare solo in alcune occasioni particolari”, dichiara Rosanna, che di professione fa la maestra di scuola elementare.

Il caffè al bar è un rito a cui in tanti, come me, non sono disposti a rinunciare. L’aumento c’è, e secondo me non avrebbe dovuto toccare i beni primari come il latte e i biscotti. Stiamo toccando livelli preoccupanti, mi chiedo cosa accadrà tra qualche mese”, aggiunge Cosimo, agente immobiliare che sta affrontando una serie di difficoltà sul lavoro. “L’azienda sta riducendo il personale e gli strumenti a disposizione, sono sicuro che presto toccherà anche a me”.