Il fico d’India, diffuso in Puglia: per la FAO è il frutto del futuro!

Il fico d’India, diffuso in Puglia: per la FAO è il frutto del futuro!

27 Agosto 2019 0 Di Cristiana Lenoci

Ci sono strade, che percorrono alcune zone della Puglia, piene di piante simili a degli enormi cactus con i loro frutti, i fichi d’India. Si tratta di piante grasse che, con la forma ed il loro colore vivace, danno un tocco di esoticità ad alcuni luoghi della Puglia in particolare, come il promontorio del Gargano o certe località del Salento, in cui crescono più rigogliose e fruttifere.

I contadini, in passato, erano soliti piantare questi tipi di frutti succulenti a ridosso dei muretti a secco, sui pendii troppo ripidi o sulle scarpate impervie di campagna. Una delle caratteristiche dei “cladodi” (chiamate comunemente “pale”) è di attecchire assai facilmente in qualsiasi tipo di terreno.

Le proprietà del Fico d’India

La pianta del Fico d’India, che popola le campagne pugliesi ma non solo, è molto resistente e vitale. I frutti sono ricchi di sostanze nutritive indispensabili per l’organismo: vitamine, antiossidanti, fosforo, calcio, potassio (nei fichi d’India non vi è traccia di colesterolo). Peccato che questi frutti siano poco apprezzati in quanto le piante cui sono attaccati presentano spine alquanto fastidiose.

Oltre che consumati privi di buccia e a temperatura fresca, i fichi d’India sono particolarmente gustosi se ridotti in succo con un estrattore, in modo che siano privati dei semi. I fichi d’India sono spesso utilizzati anche per ricavare conserve e confettura da spalmare su pane o da applicare su torte e crostate. Anche le bucce possiedono proprietà assai benefiche: potete provare ad assaggiarle fritte così come sono oppure a cotoletta con pan grattato, come fanno in Sicilia.

Come mangiare i cladodi (o pale) dei fichi d’India

Le pale si prestano a vari utilizzi di tipo gastronomico. In Messico queste parti della pianta sono in vendita presso qualsiasi mercato o rivendita di frutta. Ovviamente deve trattarsi di pale giovani e quindi tenere, che non superino i 20 cm di lunghezza. Quando sono così morbide e di un colore verde brillante, anche le spine sono meno fastidiose. Ovviamente, prima di prepararli o condirli, bisogna privarli delle spine e delle due facce. Per eliminare la sostanza gelatinosa che secernono, è consigliabile lessarle in acqua salata con l’aggiunta di un po’ di aceto. E’ poi preferibile sciacquarle abbondantemente con acqua corrente.

Vi proponiamo tre modalità di preparazione dei cladodi (pale): conditi con limone, olio e aceto (da utilizzare come contorno ad un piatto di pesce o carne); saltati in padella (con l’aggiunta di aglio, olio, peperoncino, zenzero ed una spruzzata finale di limone), oppure ad insalata, unendoli al pomodoro e aggiungendo il condimento che si preferisce.

I fichi d’India frutti del futuro: lo dice la FAO

I fichi d’India resistono alla siccità, assorbono l’anidride carbonica, sono nutrienti e possono essere un ottimo mangime per gli animali da allevamento. Per la FAO, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura, rappresentano sicuramente il cibo del futuro. Ma perché questi ‘cactus’ sono così importanti per l’alimentazione del futuro? Con i cambiamenti climatici che avanzano inarrestabili, la desertificazione e il boom demografico, che porterà la popolazione umana a quasi 10 miliardi di individui nel 2050, le fonti di cibo tradizionali diverranno sempre più scarse, e sarà necessario rivolgersi a prodotti più ‘virtuosi’ e in grado di adattarsi meglio alle nuove condizioni. Per tutte queste ragioni la FAO ha messo a punto uno studio chiamato “Crop Ecology, Cultivation and Uses of Cactus Pear” dove ha indicato tutti i vantaggi dei fichi d’India.