La 22esima edizione della Notte della Taranta : magia e musica in Salento

Come descrivere il ritmo della pizzica? Sfrenato e travolgente. Colori, cultura e musica si mescolano in una delle notti più belle e attese del sud Italia. La Notte della Taranta ha riscosso un grande successo nel corso del tempo, tanto da attirare migliaia di visitatori da tutto il mondo.

Al termine dell’estate, e dal 1998 si balla a suon di pizzica nella piazza della cittadina di Melpignano (LE). I gruppi popolari e i cantanti più conosciuti suonano e intonano canzoni che profumano di Salento. Un’ottima occasione per godersi della buona musica e per divertirsi; è anche possibile apprezzare i prodotti tipici della tanto amata Messapia.

Si inizia a ballare a piedi scalzi sul prato dal pomeriggio sino a notte fonda, senza stancarsi e mantenendo costante il ritmo della musica. Quest’anno la Notte della Taranta avrà luogo il 24 Agosto e sarà trasmessa su Rai2 dalle 22:30, condotta dalla chiacchierata coppia della TV Belen Rodríguez e Stefano De Martino. La partecipazione di due Vip alla conduzione della diretta televisiva è il segno tangibile che questa manifestazione sta diventando sempre più mediatica.

Il maestro concertista dell’edizione 2019 sarà Fabio Mastrangelo, nato a Bari e direttore musicale della Russian Philharmonic di Mosca. Mastrangelo è il primo pugliese nella storia della Taranta a dirigere l’Orchestra Popolare. Tra i nomi illustri del panorama musicale ci sono quelli di Elisa e di Gué Pequeno.

La piazza di Melpignano (Le)

Tutti gli artisti si esibiranno su un palcoscenico maestoso posto in un grande prato e accanto alla Chiesa e Convento degli Agostiniani, con annessa Chiesa del Carmine, edificata a partire dal 1573 e restaurata nel 1638 dal coriglianese Francesco Manuli su progetto dell’architetto leccese Giuseppe Zimbalo. La realizzazione della chiesa è stata terminata nel 1662 e possiede una facciata caratterizzata da un elaborato portale barocco, formato da due coppie di colonne che sorreggono la trabeazione sovrastata da una statua lapidea della Madonna del Carmelo.

L’interno è a pianta con una singola navata e con sei cappelle disposte lungo le pareti laterali, e conserva ancora il coro cinquecentesco alle spalle dell’altare maggiore. Il convento, compromesso dal lungo periodo di abbandono dopo la sua soppressione, conserva i resti del chiostro del 1644 e un pozzo su cui è scolpita l’aquila a due teste, segno della presenza della famiglia Castriota Scanderbeg.

La magia della Taranta

La taranta è una danza di origine salentina e nasce come una sorta di antidoto, in quanto i contadini durante il raccolto potevano sentirsi male. Si credeva che a causare tale malessere fosse il morso di un ragno presente nelle soleggiate terre salentine. Potevano avvertirsi dolori addominali, deliri, depressione e catatonia che rientravano nei sintomi tipici dei “tarantolati”, ovvero, di coloro che avevano ricevuto il morso della tarantola. Le vittime cadevano in un vero e proprio stato di trance contro cui la medicina tradizionale non poteva nulla. Per riprendersi da tutti questi malesseri il malato veniva sottoposto al continuo suono di un tamburello, che poteva essere suonato per diversi giorni. I conseguenti movimenti scatenati dal suono inducevano il malato a liberarsi dal veleno iniettato dal ragno, riportando il malato in una condizione vigile.

Si è parlato di un processo magico, tanto da definirlo come “esorcismo musicale”. Vi è un’origine mitica del fenomeno del tarantismo,  che per decenni è stato oggetto di ricerche antropologiche. Molti studiosi hanno ricondotto le origini culturali di questo fenomeno alla grecità di cui la terra Salentina è stata impregnata per secoli: esiste un’affascinante legame con il mito di Aracne, la fanciulla che sfidò la dea Atena nell’arte della tessitura e che per la sua impudenza venne trasformata dalla dea in un ragno, condannata a tessere le sue bellissime tele per l’eternità.

Il sito ufficiale della Notte della Taranta, giunta alla 22esima edizione è sempre aggiornato e ricco di informazioni per chiunque intendesse raggiungere Melpignano e godersi attimi di spensieratezza e magia. www.lanottedellataranta.it.

Articolo realizzato da Francesca Avello

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