La Restanza, una Scuola per restare al Sud: è da qui che riparte il Salento

La Restanza, una Scuola per restare al Sud: è da qui che riparte il Salento

13 Febbraio 2020 0 Di Cristiana Lenoci

I numeri dell’emigrazione fanno paura: secondo l’Istat dal 2009 al 2018 ben 31.103 cittadini del Sud Italia hanno lasciato la loro città di origine per recarsi a vivere al Nord oppure all’estero.

Sono anni ormai che in Italia il calo demografico raggiunge livelli allarmanti e che vi è uno spopolamento volontario o forzato di abitanti di borghi e paesi del Meridione.

Proprio sulla scorta di questa triste realtà c’è chi ha pensato di realizzare un progetto che sensibilizzi sulla “Restanza”, sulla volontà di restare anziché emigrare e cercare prospettive migliori altrove. Gianluca Palma, insieme all’associazione culturale “La scatola di latta”, ha ideato “Daimon: la scuola per Restare”.

Non è certo una scuola come tutte le altre, non vi sono compiti da svolgere, né pagelle, o aule. In questa particolare scuola si apprende nelle botteghe, nei campi, nelle cantine dislocate sul territorio pugliese.

Come spiega il fautore della scuola per Restare, Daimon è “lo sguardo interiore, lo spirito guida che conduce ognuno di noi a riconoscere e realizzare la nostra individualità”. Parti integranti di questa scuola sono docenti, organizzazioni, istituzioni e cittadini.

Il progetto, tra i suoi obiettivi principali, ha quello di riportare in vita i borghi fantasma (e anche in Puglia ve ne sono tanti), preservare il patrimonio paesaggistico e culturale dei piccoli centri che subiscono più di tutti il triste fenomeno dello spopolamento.

E’ fondamentale tutelare i borghi e i paesi del Sud dal punto di vista agricolo, culturale ed enogastronomico. Ogni paese ha una forte connotazione identitaria, e su questa bisogna puntare per una ricostruzione e una rivalorizzazione del territorio.

Il progetto, permanente e itinerante in vari posti del Sud dell’Italia (Puglia, Calabria, Basilicata, Molise, Sicilia) va alla ricerca di quei luoghi che rischiano di essere abbandonati in massa e che invece andrebbero riscoperti e valorizzati come veri e propri gioielli del nostro Paese.

Il concetto di Restanza è stato coniato dall’antropologo Vito Teti. Il termine indica non una resistenza passiva o rassegnata, bensì un atteggiamento attivo e propositivo, da praticare nella quotidianità. Partendo dal presupposto che i paesi del Sud rappresentano una grande risorsa ed opportunità per tutti.

Ogni paese può iscriversi alla scuola della Restanza, proponendo idee e “lezioni” per re-stare ed abitare poeticamente e civicamente i propri paesi e territori. Di sicuro una bella sfida che può portare risultati interessanti.

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