Vito Diciolla: “Mio padre Francesco e la bicicletta come metafora della Vita”

Vito Diciolla: “Mio padre Francesco e la bicicletta come metafora della Vita”

16 Giugno 2021 0 Di Cristiana Lenoci

A pochi giorni dalla presentazione del “1° Memorial Francesco Diciolla” e l’intitolazione della pista MTB di Cerignola (Fg) al ciclista ed imprenditore cerignolano nel settore sportivo, abbiamo voluto ricordare Francesco Diciolla attraverso le affettuose parole di suo figlio Vito, e di alcune persone che lo hanno conosciuto e apprezzato per le sue doti sportive e imprenditoriali.

Erano gli anni 1972-73 quando Francesco Diciolla correva in bicicletta piazzandosi bene nei vari campionati regionali e nazionali a cui partecipava. C’è chi, come Gianluca Russo, in quegli anni atleta corridore e appassionato di sport, ricorda che quando gareggiava le persone inneggiavano il suo nome per sostenerlo verso la vittoria. “Era davvero forte, molto determinato, sicuramente un grande appassionato di ciclismo e un uomo con grandi valori. A Cerignola molti pensavano che potesse arrivare lontano, magari proprio al Giro d’Italia”, dice Gianluca.

E’ vero, il sogno di mio padre era proprio quello di partecipare al Giro d’Italia. Purtroppo, come è accaduto ad altre persone della sua generazione, non è stato capito e appoggiato dai genitori, che snobbavano la sua passione per lo sport e spingevano affinchè si dedicasse piuttosto al lavoro. Mio padre andava in bicicletta dall’età di 11 anni, e non ha lasciato mai questa passione, anche quando ha dovuto rinunciare allo sport agonistico e convogliare le sue energie nell’attività professionale”, racconta Vito Diciolla, che insieme alle sorelle, dopo la morte del padre, ha preso in mano le redini dell’azienda familiare.

Con Vito abbiamo voluto ripercorrere gli esordi imprenditoriali di suo padre Francesco, che in molti a Cerignola ricordano per aver aperto, in una strada del centro, la prima piccola rivendita di biciclette. Dagli anni 1997 al 2000 l’attività commerciale si sposta in Via dei Mille.

Ma Francesco non è interessato alla semplice vendita: lui le biciclette vuole realizzarle da zero, assemblando le parti a suo piacimento e creando modelli nuovi ed originali.

Mio padre ha sempre avuto un’attitudine imprenditoriale piuttosto spiccata, e noi figli lo abbiamo capito fin da quando eravamo piccoli. Lui era solito considerare la bicicletta come metafora della vita e la prendeva ad esempio per spiegarci come dovevamo comportarci in generale.

A noi figli diceva spesso: nella vita incontrerete tante difficoltà, ma in fondo è come andare in bicicletta durante una salita o quando si pedala su un terreno sconnesso. Bisogna stringere i denti, concentrarsi e pensare che presto arriverà la discesa. Da lui ho imparato a dare sempre il meglio, sia nello sport (io sono Tecnico Allenatore di Ciclismo, n.d.r.), che nel lavoro”.

Il ciclismo era ed è uno sport faticoso, che allena e forma anche dal punto di vista psicologico. Non è facile mantenere il controllo dei nervi e la concentrazione, soprattutto quando il percorso si fa duro e la meta è ancora lontana. “Dal ciclismo mio padre ha imparato a non arrendersi mai, e questi insegnamenti li ha inculcati a noi figli, che a lui dobbiamo davvero tanto”, prosegue Vito.

Francesco, con la sua tenacia e determinazione, riesce a realizzare una fabbrica di biciclette e creare un suo marchio, che inizialmente è “Freddy”.

Passano alcuni anni e nasce la prima catena di montaggio con il marchio “Special Bike”, che è quello che ancora esiste grazie alla bravura e professionalità di Vito e le sue sorelle.

Produciamo circa 15 mila biciclette all’anno in un capannone di 1500 mq. Mio padre aveva cominciato con 1000 biciclette all’anno, e siamo felici di proseguire l’attività con questi risultati”, dice Vito.

Mio padre Francesco è arrivato sino in Cina per trovare forniture di pezzi per costruire le biciclette. Più volte è stato in questo lontano Paese, è andato di persona a prendere contatti, e quei contatti sono validi per noi ancora oggi”.

Francesco Diciolla ha trasformato la sua grande passione per il ciclismo in una attività professionale di grande rilievo. “La passione ha mosso sempre mio padre, che ha cominciato ad andare in bicicletta per il gusto di farlo. Il suo è l’esempio tangibile che chi fa le cose con passione riesce sempre, nonostante le difficoltà che incontra sulla strada”.

Quando parlavo con lui– ricorda ancora Gianluca Russoero rapito dalle sue parole e dai suoi racconti. Ho sempre visto in lui un fantastico “folle visionario” che è riuscito a realizzare il suo sogno partendo da una grande passione sportiva. Sicuramente un modello da imitare, un uomo di grande spessore e volontà come ne esistono pochi”.

Se i genitori avessero appoggiato mio padre nelle sue scelte, forse avrebbe potuto sfondare nel campo del ciclismo. Per questo io dico ai genitori di seguire i figli che hanno una passione sportiva ed assecondarli se vogliono proseguire, sempre con i piedi per terra e senza mai trascurare lo studio ed il lavoro”, conclude Vito.

Tali parole risuonano davvero utili in un momento in cui, con la ripresa della normalità, i giovani tornano a dedicarsi allo sport e alle passioni accantonate a causa della pandemia.

E come per molti altri cerignolani che si sono distinti nello sport o in altre attività, speriamo che a Francesco Diciolla possano essere dedicati altri premi e altri riconoscimenti per i risultati ottenuti nello sport, nell’imprenditoria, ma soprattutto nella vita.

Una foto di archivio di Francesco Diciolla, ciclista cerignolano.

Vito Diciolla, imprenditore e tecnico allenatore di ciclismo