Botti di Capodanno e Cani: i consigli di Angelo Stuppiello, Responsabile Rifugio Amici di Balto di Cerignola (Fg)

Botti di Capodanno e Cani: i consigli di Angelo Stuppiello, Responsabile Rifugio Amici di Balto di Cerignola (Fg)

30 Dicembre 2019 0 Di Cristiana Lenoci

Domani, a mezzanotte, saranno in molti a festeggiare il 2020 a suon di rumorosissimi botti. Succede così ogni anno, anche se in parecchi comuni italiani (anche pugliesi) i Sindaci vietano la vendita e l’utilizzo dei botti con apposita ordinanza, prevedendo multe piuttosto salate per i trasgressori.

Per chi possiede un cane, sempre più spesso ormai, la notte di Capodanno viene vissuta come un incubo, soprattutto a partire dalla mezzanotte in poi, quando i botti si susseguono freneticamente. Molti cani, infatti, hanno paura del suono improvviso e forte degli spari, e se vengono sopraffatti dal panico potrebbero anche perdere il controllo delle proprie azioni.

Abbiamo chiesto ad Angelo Stuppiello, Responsabile del Rifugio “Amici di Balto” di Cerignola (Fg) dalla sua inaugurazione (avvenuta ad Agosto 2015) di offrirci qualche “dritta” su come affrontare la paura dei botti del nostro cane.

R: Ciao Angelo, e grazie di aver accettato il nostro invito di parlare di un argomento che sta a cuore a molte persone che possiedono un cane che, ahimè, ha paura dei botti di Capodanno. Cominciamo da una situazione piuttosto comune: si è in giro con il proprio cane e qualcuno comincia a sparare botti non lontano da noi. Se il cane mostra di essere agitato e spaventato, qual è la cosa migliore da fare?

AS: Se ci si trova per strada mentre sparano dei botti in vicinanza, il padrone deve subito rasserenare, infondere sicurezza all’animale attraverso la voce e i movimenti del corpo, evitando però di accarezzarlo. Non tutti sanno, infatti, che la carezza è un rafforzativo: “ti accarezzo perché hai ragione tu ad avere paura”, e quindi potrebbe aumentare il timore invece di calmarlo. Il tono della voce deve mantenersi sempre fermo e deciso, in modo che il cane percepisca la determinazione del padrone e la sua sicurezza. Se noi stessi abbiamo timore dei botti infondiamo la medesima paura al nostro cane, così come succede con i bambini. Una volta calmato, possiamo mettergli il guinzaglio (se è sciolto) e tornare a casa. Questo anche se non ha ancora fatto i bisogni. Il motivo è semplice: I bisogni rappresentano una forma di comunicazione verso gli altri cani: se in qual momento l’animale ha paura non evacua. Quindi, meglio tornare a casa, rasserenare il cane e poi magari uscire più tardi quando avrà dimenticato l’episodio. Ovviamente, è preferibile optare per una zona diversa da quella rispetto alla quale sono giunti i botti. Nei giorni di Capodanno è preferibile non sciogliere il cane, per evitare che scappi una volta avvertito il botto in vicinanza.

R: Un’altra situazione comune è quella del cane lasciato solo a casa la notte di Capodanno: cosa bisogna fare per evitare che si agiti troppo per la paura?

AS: Se il cane si trova in cane da solo, meglio lasciare accesa la tv o la radio a volume sostenuto in modo da coprire i rumori esterni e disseminare per la stanza giochini oppure ossa sui quali può scaricare la tensione accumulata. Se noi siamo presenti in casa, la cosa principale è distrarre il cane, farlo giocare mentre fuori sparano i botti, tenendo sempre il volume di tv o radio piuttosto alto.

R: Si può educare il cane a non avere più paura dei botti?

AS: Tutto dipende dal rapporto che si riesce ad instaurare con il proprio cane. Dovremmo essere per lui la prima fonte di sicurezza, in modo che in nostra presenza possa sentirsi sicuro al 100%. Tutto ciò non è facile, si costruisce nel tempo e dedicando tempo al nostro amico a quattro zampe.

R: Quali sono le reazioni più immediate che si manifestano in un cane che ha paura dei botti?

AS: Più volte, a Capodanno, abbiamo dormito nel rifugio per tenere sotto controllo eventuali cani più timorosi o fobici rispetto ai botti. Ogni animale si comporta diversamente: c’è chi, nel momento dello scoppio, si mette a correre, chi invece scarica la tensione mordendo gli altri o chi si trova nelle vicinanze. I cani che hanno proprio una fobia dei botti potrebbero manifestare anche crisi più serie, ad esempio se già soffrono di epilessia o patologie simili. In un rifugio ci sono cani che possono aiutare gli altri ad affrontare e sminuire la paura.

R: Le ordinanze comunali che vietano i botti di Capodanno possono essere di aiuto?

AS: Fino ad un certo punto. E’ positivo che ci sia questa tendenza da parte dei Sindaci, ma alla fine chi possiede la licenza vende lo stesso i botti e quindi il problema non lo si risolve comunque.

Il Rifugio “Amici di Balto”: una realtà modello in Puglia

Dal canile lager di 600 e più cani ad un rifugio che ne ospita circa sessanta. Tanta strada è stata fatta, a Cerignola, grazie all’impegno e alla determinazione della promotrice del progetto Chiara Valentino (scomparsa prematuramente a Giugno scorso a causa di un tumore) e dei volontari e soci dell’associazione animalista “Amici di Balto” che opera sul territorio da tanti anni. Oggi il Rifugio è una realtà pugliese di tutto rispetto presa a modello in tutta Italia per altre strutture simili, perché qui i cani vengono tenuti in spazi adeguati, protetti e soprattutto con l’obiettivo di essere adottati o reimmessi nel territorio. “Siamo sempre aperti a collaborare con altri enti e associazioni del territorio per far conoscere la nostra realtà e avviare proficue relazioni: ad esempio vorremmo realizzare progetti scolastici per far capire ai bambini e ai ragazzi quanto sia importante imparare a comunicare nel modo giusto con i cani”, dice Fabrizio Pasqualicchio, socio dell’associazione di Manfredonia (Fg). Con loro, ogni giorno, a prestare cura e assistenza ai cani ospiti del Rifugio, c’è anche Chiara Totaro, anche lei di Manfredonia.

Il nuovo anno si aprirà all’insegna di tante iniziative e progetti  per questa associazione che, a livello locale e non solo, gode di fiducia e sostegno da parte di molti.

 

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