La Storia dei Martiri d’Otranto: la tradizione che si rinnova ogni anno

La Storia dei Martiri d’Otranto: la tradizione che si rinnova ogni anno

31 Agosto 2020 0 Di Scupola Giovanni Maria

Il 13 agosto di ogni anno  Otranto ricorda con una grande e suggestiva celebrazione i suoi Martiri uccisi nel 1480.

Il significato di tale episodio è da ricercare nella storia. Risaliamo esattamente alla prima metà del 1400, quando il sultano  Maometto II iniziò un progetto volto alla realizzazione di un grande Impero Ottomano e, per il raggiungimento di tale disegno bellico, era indispensabile conquistare nuovi territori, tra cui anche la provincia di Otranto.

Come tristemente auspicato, il 27 luglio del 1480 l’Impero Ottomano approdò con alcune delle proprie imbarcazioni nei pressi di Roca e l’esercito otrantino uscì dalla città per affrontare i Turchi nei pressi dei Laghi Alimini.

Gli otrantini furono abbandonati al loro triste destino e l’esercito turco iniziò ad attaccare la città. La popolazione riuscì a resistere per 14 giorni e l’11 agosto del 1480 i turchi riuscirono ad entrare nella città.

La popolazione, sospinta da una solida fede religiosa, si consegnò nelle mani del nemico affermando di voler morire in onore della fede di Cristo e così, all’interno della cattedrale, si consumò una delle carneficine più terribili.

Circa 813 sopravvissuti  all’eccidio dopo essersi rifiutati di ripudiare la propria religione, furono condotti sul colle della Minerva e decapitati su una pietra.

Il primo a subire questa fine atroce fu un anziano tessitore, Antonio Pezzulla: fu il primo a venire decapitato, motivo per cui fu soprannominato Primaldo.  Da questa triste vicenda storica sono stati riconosciuti ufficialmente Martiri della Chiesa, i cui resti si trovano in sette grandi teche in legno nella Cappella dei Martiri ricavata nell’abside all’interno della Cattedrale.

Canonizzati il 12 maggio 2013 da Papa Francesco, erano stati dichiarati beati il 14 dicembre 1771 da Papa Clemente XIV.

La loro memoria liturgica ricorre il 14 agosto, tranne che nella diocesi di Napoli, che ospita le reliquie di circa 250 di essi, e che li onora invece il 13 agosto.