Torre Guaceto è immortalata sulla copertina del rapper Rocco Hunt: Corrado Tarantino – “L’ennesima occasione per raccontare il nostro immenso patrimonio naturale”

Torre Guaceto è immortalata sulla copertina del rapper Rocco Hunt: Corrado Tarantino – “L’ennesima occasione per raccontare il nostro immenso patrimonio naturale”

19 Settembre 2019 0 Di Vincenzo Barnabà

Torre Guaceto torna a fare bella mostra di sé con il nuovo progetto musicale del poeta urbano Rocco Hunt. La copertina dell’album del rapper salernitano appena lanciato sul mercato, infatti, lo ritrae mentre fa il bagno in una delle meravigliose calette di Torre Guaceto. Ma non solo, tra le immagini diffuse da Sony ci sono anche quelle nelle quali l’artista è immortalato sul promontorio della torre aragonese con il meraviglioso simbolo della riserva alle spalle.

Questa rappresenta per noi – ha commentato il presidente del Consorzio di Gestione di Torre Guaceto, Corrado Tarantino -, l’ennesima occasione per raccontare il nostro immenso patrimonio naturale. Esistono tanti modi per veicolare presso il grande pubblico il brand Torre Guaceto, sinonimo di sostenibilità e bellezza, ed ospitare gli shooting degli artisti, così come i set cinematografici sono alcuni di questi».

La notizia della scelta della riserva per la realizzazione degli scatti fotografici era giunta al Consorzio nell’estate 2018. Verificata la compatibilità dell’attività con lo status di area protetta di Torre Guaceto, l’ente è stato ben lieto di aprire le proprie porte al team Hunt. Gli scatti fotografici sono stati realizzati poco più di un anno fa, ad agosto ed il personale dell’ente ha offerto il proprio supporto. Alla guida del set, il fotografo Riccardo Ambrosio, giovane ritrattista dei protagonisti internazionali della scena musicale e dello spettacolo più in generale, che con il suo talento è riuscito ad esaltare l’unicità di Torre Guaceto accarezzandola con i guanti di velluto.

TORRE GUACETO

La Riserva naturale statale Torre Guaceto è una riserva naturale statale situata sulla costa adriatica dell’alto Salento, a pochi chilometri dai centri di Carovigno e San Vito dei Normanni e 17 km da Brindisi. I litorali carovignesi della riserva, le spiagge di Torre Guaceto e Punta Penna Grossa, sono state premiate con l’insigne della Bandiera Blu negli anni 2007, e dal 2016 al 2019.

La Riserva Naturale dello Stato di Torre Guaceto si estende per circa 1.200 ettari presentando un fronte marino che si sviluppa per 8.000 m L’area è configurata come un rettangolo più o meno regolare, con una profondità media di 3.000 metri, attraversata e divisa dalla strada statale 379.

I sistemi che si sviluppano a monte e a valle della strada statale sono profondamente diversi. A monte permane un sistema agricolo tipico della zona, posto in continuità con la copertura vegetale esterna alla Riserva. A monte, infatti, permane un sistema agricolo tipico della zona altosalentina, posto in grande continuità con la copertura vegetale esterna alla riserva. Grandi oliveti secolari attentamente mantenuti divisione degli appezzamenti e limitazione delle strade realizzate con muretti a secco di pietra locale ed ancora negli oliveti, terreni rossi, non coperti da vegetazione e non interessate da altre culture. La bonifica dei terreni (risalente al 1931) ne ha determinato la regolarizzazione dei confini e della struttura viaria di servizio, la divisione in piccole proprietà, la realizzazione di modesti edifici colonici annessi (attualmente se ne contano circa centocinquanta). L’immagine dell’area a monte della superstrada è dunque quella di un ambito agricolo di bonifica, caratterizzato dalla presenza diffusa di oliveti, seminativi ed ortaggi e perlopiù privo di ambiti naturalisticamente qualificati, se non per piccoli appezzamenti marginali.

Nell’area posta a valle della superstrada i terreni hanno una connotazione più naturale. Qui sono riconoscibili due tratti principali. In primo luogo, nella parte prossima al mare e per circa metà della lunghezza della costa protetta della riserva vi è un apparato dunale imponente, concluso verso terra da una fitta macchia mediterranea. Una significativa varietà di ambiti diversificati si succedono in questo tratto costiero per alcune centinaia di metri verso l’entroterra. Al suo interno vi sono piccole zone umide che si formano durante e dopo le piogge e che scompaiono nei periodi più caldi, ed alcune risorgive di acqua dolce anch’esse stagionali.

La successione spaziale spiaggia, duna, macchia mediterranea si conclude con aree agricole (prevalentemente orticole) ed alcuni rimboschimenti di non grande qualità. Il secondo tratto costiero, che si sviluppa verso sud, non presenta né dune né spiaggia. Si caratterizza come una costa bassa e rocciosa, con piccole spiaggette ed una vegetazione che si spinge fin sulla linea di costa. La zona che si sviluppa alle spalle del promontorio della Torre di Guaceto è stata interessata, in passato, da una bonifica dei terreni di cui rimane traccia nei segni lasciati dai canali. Tale bonifica servì a far defluire le acque che si accumulavano in questa zona a causa della ridotta acclività del terreno e all’affioramento della falda di acqua dolce. Ciononostante, una parte dell’area è sempre rimasta umida.

Una volta abbandonato l’uso agricolo dei terreni bonificati, le acque hanno nuovamente allagato interi settori, creando specchi d’acqua permanenti. Successivamente la crescita dei canneti ha chiuso parzialmente le superfici libere delle acque. Il sistema che n’è scaturito riviste un grande interesse da punto di vista ambientale, essendo luogo di passo di numerose specie di avifauna e, inoltre, essendo caratterizzato dalla presenza costante di uccelli, anfibi ed insetti connessi ai sistemi umidi.

La parte di territorio posto a valle del tracciato della superstrada è caratterizzata da una bassa densità insediativa: sulla costa si trovano gli edifici di Punta Penna Grossa e di Torre di Guaceto, mentre nell’immediato entroterra l’edificato è costituito dalla casa del guardiano e, oltre la macchia da alcune case coloniche. Oltre ciò, sono presenti i ruderi delle strutture di un campeggio risalente agli anni ottanta attrezzatura da sempre inutilizzata e che, abbandonata definitivamente all’azione distruttiva del tempo e degli agenti atmosferici, è attualmente oggetto di atti di vandalismo che ne minano il già precario stato di conservazione.