Bernardo Palazzo: i centrini di Cisternino omaggio alla tradizione e promozione del territorio

Bernardo Palazzo: i centrini di Cisternino omaggio alla tradizione e promozione del territorio

1 Settembre 2020 0 Di Cristiana Lenoci

Sicuramente sarà capitato anche a voi, nei giorni scorsi, di ammirare sui giornali o sul web alcune suggestive immagini di Cisternino (Br), uno dei borghi pugliesi tra i più belli d’Italia, immortalato con centrini ricamati sospesi nel cielo. L’ideatore di questa installazione artistica che ha riscosso grande consenso si chiama Bernardo Palazzo, è un designer pugliese appassionato di fotografia e innamorato della sua terra.

Abbiamo voluto intervistarlo perché il suo progetto “Rainbow” ci ha parecchio incuriosito: si tratta di una sperimentazione artistica (sicuramente ben riuscita) che esce fuori dagli schemi canonici della mostra d’arte e riesce a regalare emozioni e suggestioni positive in chi la guarda.

Cadde un fulmine sulla terra

E fu fuoco

Ed il fuoco divenne Dio E Dio fu rispettato

E il rispetto divenne preghiera

E la preghiera divenne suono

Ed il suono divenne mantra

Il mantra divenne vibrazione

La vibrazione divenne disegno

Il disegno divenne geometria

La geometria divenne sacra

Il sacro divenne arte

L arte decoró i luoghi sacri

Il sacro fu voce di popolo

Il popolo si mischió al divino

Il divino scese in terra

E fu fuoco”.

Con questo preambolo denso di significato comincia la nostra piacevole chiacchierata che parla di arte, di tradizione, di emozioni e amore per la terra di Puglia.

R: Da dove nasce l’ispirazione per il progetto Rainbow?

BP: Nasce dall’idea di unire l’arte alla storia del territorio e offrirla agli occhi di un pubblico eterogeneo che possa così usufruirne in maniera libera ed inaspettata al di fuori dei circuiti canonici dell’arte. Qualcosa da sempre unisce tutti i popoli. “Siamo fatti della stessa materia di cui sono fatte le stelle.” (Cit. Carl Sagan)

Il nome Rainbow è ispirato al significato che l’arcobaleno ha avuto da sempre per i popoli: speranza, buon auspicio e bellezza, necessarie in questo periodo difficile. Sette colori illuminano l’installazione di sera, sette colori come i chakra buddisti, come i sette sacramenti,  i sette attributi fondamentali di Allah e sette sono anche i doni dello spirito santo. Questo numero rappresenta la conoscenza la dottrina e la completezza.

R: Come sono stati realizzati i centrini posizionati in alto come a voler ricamare il cielo?

BP: I centrini vengono da collezioni private e da mercati, montati su strutture di ferro fatte su misura, così da non dover tagliarli, poiché  ho voluto rispettare la loro integrità considerandoli come storie scritte con le mani; storie di donne semplici, maestre di un mestiere pieno di conoscenza, pazienza, meditazione e sacralità.

R: Lei ha voluto mettere in risalto la sacralità che emerge dalla realizzazione dei centrini da parte delle ricamatrici di una volta: può spiegarci meglio in cosa consiste?

BP: Disegni come quelli dei centrini sono presenti scolpiti su pietra o legno in gran parte dei siti sacri del pianeta, dalle chiese alle moschee, ai templi in India ecc.

Questo perché sono geometrie sacre, precise misure e proporzioni che sono l’espressione grafica di fondamentali simbolismi. La sfera, il cubo, il tetraedro e le altre “figure perfette” sono sempre state oggetto di studi e ancora oggi fanno parte della simbologia che è alla base di molte filosofie, credo religiosi, scienze e discipline meditative.

La tecnica dei centrini è stata praticata in tutta Europa, e penso che ad un certo punto della storia le donne di tutta Europa, senza avere contatti, abbiano espresso gli stessi disegni come attingendo ad una biblioteca astrale collettiva, la stessa da cui hanno attinto i nostri avi nel mondo e che è dentro di noi ed in ogni forma di vita in natura.

R: Tradizione e modernità: il progetto Rainbow è un mix armonico di presente e passato che si intrecciano in questi meravigliosi oggetti che molti pugliesi custodiscono nelle loro case. Qual è il messaggio che vuole trasmettere con questa installazione?

BP: Il messaggio che vorrei far passare è quello di non dimenticare il passato, la storia i dialetti, e di ascoltare gli anziani che sono i pilastri per i nuovi ponti verso un futuro ricco di cultura arte e bellezza.

R: I turisti con il naso all’insù sono rimasti affascinati dai centrini che dominavano il cielo di Cisternino: è uno degli eventi estivi pugliesi di cui si sta parlando di più. Può ritenersi soddisfatto?

BP: Sì certo, mi ritengo soddisfatto. Anzi, la riuscita ha superato la mia aspettativa e quindi ringrazio chi ha contribuito a diffonderla e divulgarla.

R: Quali sono i suoi progetti futuri?

BP: Cisternino rimane sempre il punto di partenza dei mie progetti che porterò anche all’estero, ma l’idea di rendere la Valle d’Itria una galleria a cielo aperto è il mio sogno. I campi di grano vorrei che diventassero sede d’installazioni d’arte che si spingono anche verso architetture di land art usufruibili ed emozionali.

BIOGRAFIA – BERNARDO PALAZZO

Bernardo Palazzo, classe 1975, diplomato al Liceo Artistico di Brindisi frequenta nei primi anni ’90 l’Accademia delle Belle Arti di Firenze e attratto dalla fotografia inizia a lavorare nel mondo della moda a Milano.

La patria del design lo influenza e lo conduce su un personale percorso di ricerca artistica incentrato sulla manualità e sull’artigianalità attraverso l’utilizzo di ferro, legno, tessuti e in generale materiali di recupero arrivando a creare un proprio stile. In questo percorso lo studio della luce assume un posto di rilievo sino a costituire un elemento essenziale delle sue installazioni.

La sua terra perfeziona il suo viaggio artistico: attratto dall’energia e dalla bellezza della Valle d’Itria, torna a Cisternino e capisce così che quella terra è perfetta per la sua ricerca.

La luce della Puglia, il legno degli ulivi, le linee dei fichi d’India, il ferro dei trattori, la pietra bianca e gli antichi merletti diventano parte di un unico disegno. Dopo solo due anni di ricerca e lavoro, Bernardo viene chiamato dal Salone del Mobile a Milano dove presenta i suoi fichi d’India luminosi e da lì non si è più fermato.

Ed è a Cisternino che ha aperto al pubblico la sua omonima Art Gallery, all’interno di un antico frantoio con vista sulla sua Valle d’Itria.

L’installazione di Bernardo Palazzo a Cisternino sarà visibile fino al prossimo 30 Settembre 2020.

Ringraziamo Giuseppe Lupoli per le foto.

Il designer pugliese Bernardo Palazzo