Le fontane in ghisa pugliesi raccontano storie di vita e di comunità

Le fontane in ghisa pugliesi raccontano storie di vita e di comunità

10 Settembre 2020 0 Di Cristiana Lenoci

Anche se oggi poco utilizzate e anzi rimosse in numerosi paesi, le fontanine dell’Acquedotto Pugliese realizzate in ghisa sono tra le testimonianze storiche e sociali più forti presenti al Sud Italia. In Puglia, in alcuni borghi, le fontanine, un tempo abbandonate, sono state ripristinate proprio per garantire una continuità con il passato e per non lasciare che oggetti un tempo così preziosi finiscano nel dimenticatoio.

In Puglia le fontanelle dell’Acquedotto Pugliese hanno avuto un importante ruolo sociale. Era qui che le famiglie si radunavano per raccogliere l’acqua, in una terra che ha sempre vissuto il dramma della siccità.

Queste fontanelle, costruite in diverse zone del paese, erano vere e proprie sorgenti da cui sgorgava acqua fresca, considerata come ristoratrice dopo una lunga giornata di lavoro nei campi o pulizie domestiche.

Ma non solo: attorno a queste piccole fontane si svolgeva gran parte della vita sociale dei paesi. Per molti sono stati luoghi di incontri e innamoramenti, ma anche di appuntamenti con la donna amata o con la comitiva di amici. Qui le donne si incontravano per chiacchierare, ed era spesso anche il luogo in cui i bambini preferivano giocare a rincorrersi o con le biglie.

Le fontanelle rappresentano fortemente l’identità di una territorio, e da sempre servono a caratterizzarlo. Ne sanno qualcosa i turisti, che quando le trovano per strada si avvicinano per bere acqua fresca (quando sono attive) e ammirarle per come sono costruite.

Queste piccole fontane sono le stesse, dal Gargano al Salento: hanno una forma conica, con un cappello a vaschetta per il recupero delle acque, sono dotate di un rubinetto a getto intermittente, con un meccanismo interno in ottone.

Origini delle fontanelle in ghisa

Nel 1902 una legge dispose che il Consorzio dell’Acquedotto Pugliese costruisse, in base al numero di abitanti dei paesi, un numero proporzionato di fontanine a proprie spese. In questo modo gli abitanti dei paesi pugliesi avrebbero potuto usufruire di acqua gratuitamente. La gestione di queste fontane era affidata al Comune, che doveva disciplinarne l’utilizzo da parte delle persone e provvedere al pagamento periodico della fornitura.

Con il successivo decreto regio, entrato in vigore nel 1904, vennero diffuse le regole più specifiche di distribuzione delle fontane all’interno dei centri abitati.

A partire dalla loro installazione, questi oggetti fin da subito hanno rappresentato dei beni preziosi dati in fruizione ai pugliesi, tanto è vero che gli sono stati dedicati versi in prosa e poesia,  e tante sono le storie che ruotano attorno ad essi.

Proprio a sottolineare l’importanza ed anche la bellezza di queste fontane antiche, alcuni architetti le hanno volute ripristinare in luoghi di passaggio importanti, come ha fatto Renzo Piano all’entrata della Chiesa dedicata a San Pio, a San Giovanni Rotondo (Fg).

E voi, avete storie e aneddoti legati a queste costruzioni tipiche del Sud Italia?