Casalnuovo Monterotaro, dalla casa della centenaria alla tesi di laurea: la storia di Marianna
23 Ottobre 2026C’è un filo che lega un annuncio pubblicato su Facebook, le chiavi di un’abitazione del centro storico e un capitolo di una tesi universitaria. È il filo che ha portato Marianna e la sua famiglia a Casalnuovo Monterotaro, paese situato nei Monti Dauni.
Tutto nasce dall’acquisto di una casa appartenuta a Maria Leonarda, la centenaria del paese. Un’abitazione che, più che un immobile, si è rivelata una porta d’ingresso nella comunità dei Monti Dauni. L’accoglienza ricevuta è stata talmente significativa che la giovane ha deciso di farne oggetto di studio nel suo percorso accademico.
Marianna, laureanda in Scienze dell’Educazione e della Formazione presso l’Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale, ha infatti dedicato una parte della sua tesi al tema della socializzazione, scegliendo proprio Casalnuovo come caso di osservazione diretta.
Nei ringraziamenti del suo elaborato la genesi è chiara: «Grazie a Paolo, che con un annuncio su Facebook, ha reso possibile tutto questo». Il riferimento è a Paolo Zeoli, da tempo attivo nella valorizzazione del borgo. Un pensiero riconoscente va anche a Maria Leonarda e alla figlia Filomena, che hanno scelto di affidare proprio a loro quella casa.
Da quel momento il rapporto con il paese è cresciuto rapidamente. Integrarsi, racconta Marianna, è stato naturale e immediato, grazie a una comunità che li ha accolti come se ne facessero parte da sempre.
Al centro della sua analisi ci sono i luoghi della quotidianità dove la socialità prende forma. In particolare il bar del corso, descritto come una vera piazza coperta intergenerazionale: gli anziani che chiacchierano, gli adulti alla pausa caffè, i giovani attorno a un tavolo da carte, i più piccoli salutati per nome. Emblematica la frase di uno dei gestori, citata nella tesi: «anche se sei solo, non sei mai solo».
È da qui che parte la riflessione più ampia sul bisogno di appartenere. Come scrive la stessa autrice a pagina 58: «Casalnuovo sembra essere esattamente questo luogo: non un paradiso idilliaco, ma uno spazio comunitario reale in cui questo bisogno trova ancora una risposta concreta e quotidiana».
Non mancano, nei ringraziamenti finali, i riferimenti più personali: il gruppo di amici “Po vdim”, gli avventori del bar, le persone conosciute giorno dopo giorno e quegli «sguardi gentili incontrati passeggiando per il corso» che, nota la laureanda, l’hanno fatta sentire apprezzata e hanno ispirato il suo lavoro.
Quella che era iniziata come una compravendita si è così trasformata in un’esperienza di cittadinanza. Una casa diventa occasione di relazione, e l’esperienza di accoglienza diventa materia di studio.
La dedica finale non poteva che essere collettiva: «Un grazie alla grande comunità di Casalnuovo Monterotaro, senza cui tutto questo, non sarebbe stato possibile».

