Giovani pugliesi disoccupati lavorano nei campi: boom di curriculum alle associazioni di categoria

Giovani pugliesi disoccupati lavorano nei campi: boom di curriculum alle associazioni di categoria

17 Maggio 2020 0 Di Cristiana Lenoci

Le piattaforme di Coldiretti e Confagricoltura sono state prese d’assalto da giovani pugliesi che hanno inviato il loro curriculum per lavorare nei campi: si stima che un terzo di loro ha un’età compresa fra i 30 e i 40 anni. Ci sono anche ragazzi freschi di laurea in Agraria  e giovani donne che coltivano il sogno di diventare archeologhe, insieme a camerieri, musicisti e altri lavoratori precari che, in seguito alla pandemia, hanno perso la loro occupazione.

Sono centinaia i giovani residenti in Puglia che in questi giorni hanno dichiarato alle associazioni di agricoltura la loro immediata disponibilità a lavorare in campagna nei prossimi mesi, con l’inizio delle diverse raccolte, dalla frutta al pomodoro.

I nuovi disoccupati riscoprono la terra e le sue potenzialità, ora che la crisi minaccia seriamente alcuni settori in particolare, come la ristorazione e il turismo. Sono tanti infatti i barman che, trovandosi senza lavoro, hanno deciso di ripiegare in agricoltura e dedicarsi ai raccolti della stagione estiva. Lo stesso dicasi per le guide turistiche, ad esempio, ferme da mesi e con prospettive assai incerte di ripresa.

Lo stesso settore agricolo ha subito un grave tracollo economico, a causa dell’emergenza sanitaria. I braccianti stranieri, di solito impiegati nei campi nei mesi estivi in cui si concentra la maggior parte delle raccolte, si sono dati alla “fuga” per timore del contagio da Covid-19, e molti di loro sono rimasti bloccati nei loro paesi di origine.

Nonostante la possibilità di regolarizzazione dei braccianti stabilita dal recente Decreto Rilancio, c’è il serio rischio che non si faccia comunque in tempo ad avere il numero di braccianti sufficiente ad assicurare le prossime raccolte (secondo una stima i lavoratori necessari sarebbero circa 200 mila).

E’ chiaro che la maggior parte dei giovani pugliesi che ha inviato la propria candidatura per lavorare nei campi non lo fa per passione, ma per necessità. E molti di loro non hanno esperienza. Alcune aziende hanno appunto sollevato il problema della professionalità necessaria per alcune figure in particolare, come gli addetti alla valutazione dei prodotti e gli organizzatori di gruppi di lavoro.

Al momento si sta procedendo al reclutamento di giovani e disoccupati provenienti da altri settori, ma è chiaro che si auspica anche il ritorno in Italia di chi, avendo esperienza di anni nel settore, è già pronto per svolgere operazioni più complicate e delicate rispetto alla raccolta nei campi.

Ciò non toglie, ovviamente, che ci sarà chi, mettendoci impegno e passione, si innamorerà della terra e farà dell’agricoltura la sua professione futura. 

 

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