Giuseppe Bungaro: “Il diciottenne che ha inventato lo Stend salva cuore”

Giuseppe Bungaro: “Il diciottenne che ha inventato lo Stend salva cuore”

29 Febbraio 2020 0 Di Vincenzo Barnabà

C’è anche Giuseppe Bungaro, di Fragagnano in provincia di Taranto, tra i 29 “Alfieri della Repubblica” premiati dal presidente Sergio Mattarella. Il 18enne tarantino è una delle eccellenze per la ricerca scientifica, avendo progettato uno stent pericardico in grado di ridurre i rischi post-operatori nei pazienti che hanno subito un intervento di angioplastica, premiate dal capo dello stato, sabato 23 febbraio. Il riconoscimento è stato conferito a tutti i giovanissimi, nati tra il 1999 e il 2008, che si sono contraddistinti “come costruttori di comunità, attraverso la loro testimonianza, il loro impegno, le loro azioni coraggiose e solidali”.

Per Bungaro il premio del Quirinale si aggiunge alla medaglia d’oro alle olimpiadi internazionali dei progetti scientifici e a quello vinto per il Contest for young scientists dell’Unione europea. Figlio di un operaio Ilva e di una casalinga, il ragazzo fa anche il cameriere durante il weekend, ma vuole diventare medico al San Raffaele di Milano.

La sua passione per la cardiochirurgia è nata da un’operazione al cuore subita dalla cugina nel 2013. Bungaro ha iniziato a studiare il suo caso, approfondendo su testi specialistici in inglese, e dopo poco tempo anche lui è stato sottoposto a un intervento cardiaco in ospedale.

Nel 2015 la sua ricerca è stata approvata da Fausto Castriota (coordinatore dell’Unità operativa di emodinamica e cardiologia interventistica di Maria Cecilia hospital, in provincia di Ravenna) e da Luigi Specchia, cardiochirurgo del Città di Lecce hospital, con cui ha iniziato a frequentare la sala operatoria per seguire gli interventi di angioplastica fino all’invenzione dello stent speciale. Il tutto, di nascosto dai suoi genitori che mai immaginavano cosa il figlio facesse chiuso nella cameretta.

Tra gli altri esempi di cittadinanza positiva e modelli da seguire per i giovani figurano altri due ragazzi pugliesi. Davide Indino, 17enne di Tricase, ha fatto della promozione e diffusione dei libri la sua ragione di vita, ricevendo una serie di premi e riconoscimenti come autore. Fin dalle scuole medie ha organizzato eventi sul territorio che avessero alla base la lettura, la scrittura e la letteratura.

A Rebecca Maria Abate, una bambina di appena 10 anni di Lucera, in provincia di Foggia, è stato dato il premio per il supporto e l’affetto dato a una compagna di classe affetta da grave disabilità. Grazie al suo impegno nel voler cogliere e interpretare i segnali dell’amica, è riuscita a superare il silenzio creato dalla diversità e a fare della classe un ambiente inclusivo e aperto, coinvolgendo i compagni.