Il Braciere, il fuoco e la famiglia riunita: la Puglia di una volta

Il Braciere, il fuoco e la famiglia riunita: la Puglia di una volta

19 Gennaio 2020 0 Di Cristiana Lenoci

Mi è capitato, un po’ di tempo fa, di ritrovare per caso un braciere. Uno strumento in ferro o rame che fungeva da riscaldamento quando ancora non esistevano i termosifoni e per portare calore negli ambienti domestici si utilizzava il carbone. Stiamo parlando di moltissimi anni fa, ma in alcune case il braciere (insieme agli arnesi per attizzare il fuoco) esiste ancora come cimelio che ricorda i tempi passati. In Puglia questo accessorio era indispensabile, e sono tanti i musei cittadini che lo custodiscono in modo che non se ne perdi la memoria.

Attorno al braciere, che ha forma concentrica e che di solito veniva posizionato al centro di una stanza, ad una certa ora si riuniva la famiglia. Il tempo, quando non esisteva la televisione né altro tipo di distrazione, scorreva più lentamente e le sere d’inverno erano interminabili.

Le famiglie di una volta intorno al fuoco

Il signor Luigi, che abita a Cerignola (Fg), in una casa a piano terra del centro storico, ha voluto raccontarci di quando lui, ancora bambino, sedeva con la nonna e i genitori attorno al braciere, al cui interno ardeva il nero carbone. Di quando, per ravvivare la brace che tendeva a spegnersi, si interveniva sventolando il ventaglio di cartone. L’operazione, che richiedeva maestria e delicatezza, solitamente veniva effettuata dai più anziani, che erano appunto i “custodi del fuoco”. I piccoli venivano tenuti lontani dalla brace ardente, ma partecipavano attivamente alla quotidiana riunione serale in famiglia, per raccontare e ascoltare aneddoti, proverbi, curiosità e qualche innocuo pettegolezzo.

Quando i nipotini restavano soli con i nonni, spesso loro si addormentavano con la testa sulla poltrona e venivano svegliati con qualche sussulto. Ad una certa ora- racconta Luigi commosso- il suono del campanello annunciava l’arrivo di parenti o vicini di casa che si univano al cerchio intorno al braciere. I bimbi si incontravano con cuginetti o altri piccoli, e correvano a giocare in un’altra camera, mentre gli adulti restavano fino a tardi (ma anche il “tardi” era un concetto assai relativo, a quei tempi). Spesso i grandi si cimentavano in lunghe partite a carte gustando rosolio al gusto di anice, oppure liquori fatti in casa tipo “Strega”.

Per eliminare dall’aria l’odore forte e persistente del carbone si mettevano bucce di limoni o mandarini sulla cenere. In questo modo così artigianale si profumava l’ambiente impregnato dell’odore del braciere.

E’ un passato preistorico, oserei dire. Chiunque l’abbia vissuto, però, dice di aver provato la sensazione di spensieratezza, felicità e unione familiare che purtroppo con il tempo sono andate perse.

“Era bello- conclude Luigi– sapere di potersi ritrovare intorno al braciere, ogni sera. Un ritrovo familiare che faceva bene al cuore e che oggi non esiste più. Ringrazio Dio di aver vissuto un’infanzia così spensierata, così ricca di emozioni e di piccole cose.”.

E noi ringraziamo lui per questa bella testimonianza.

 

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