Paese che vai, pettole pugliesi che trovi: tanti nomi, un’unica ricetta

Paese che vai, pettole pugliesi che trovi: tanti nomi, un’unica ricetta

21 Novembre 2019 0 Di Cristiana Lenoci

Quando si parla di pettole pugliesi in realtà si fa riferimento ad un’unica ricetta a cui vengono attribuiti nomi diversi a seconda delle zone di riferimento della regione.

A Bari, inoltrandosi nel centro storico, in qualsiasi periodo dell’anno, si trovano donne che preparano e friggono le “popizze baresi”. Le frittelle di pasta lievitata di forma circolare sono una goduria per il palato anche nei mesi estivi, magari accompagnate da una bottiglia di Peroni fresca.

Le gustose popizze sono ottime come antipasto o stuzzichino: l’ideale è servirle a tavola insieme ad olive fritte o pesto di pomodori secchi. I più tradizionalisti amano associare a queste specialità tipiche pugliesi del buon vino casereccio e preferibilmente rosso.

Spostandoci nella zona della Daunia, a San Severo (Fg) le pettole si chiamano scorpelle, mentre a Torremaggiore assumono una forma allungata e vengono denominate “sfringioli”. Nel leccese, invece, si chiamano “pittule” in dialetto, e nel Brindisino si usa chiamarle “pettuli”.

Pettole pugliesi: tradizioni diverse

Nella zona di Taranto si usa preparare le pettole il 22 Novembre, giorno in cui si celebra Santa Cecilia, ma anche durante le festività natalizie in genere. A Rutigliano, paese in provincia di Bari, le pettole sono tradizionalmente riservate al 25 Novembre, che è Santa Caterina. A Gallipoli (Le) si comincia a preparare le pettole a partire dal 15 Ottobre, Santa Teresa D’Avila, per poi proseguire per tutto il periodo natalizio.

A Foggia, per tradizione, si mangiano le pettole la mattina del 24 Dicembre: si preparano per il pranzo della Vigilia.

Nella zona di Brindisi, invece, le pettole sono destinate alla vigilia dell’Immacolata, che è l’8 Dicembre. Ma qualcuno invece preferisce mangiarle la mattina del 31 Dicembre, in attesa del cenone di Capodanno.

Come gustare le pettole: le originali varianti

Non è facile trovare l’origine di questa specialità tipica pugliese: sicuramente la ricetta originaria si tramanda di famiglia in famiglia, ma ognuno poi  apporta le varianti che preferisce a seconda dei gusti personali.  La tradizione vuole che all’interno di ogni pettola si inserisca una acciuga sott’olio. C’è anche chi predilige la versione delle pettole dolci, intingendole nel vincotto o miele oppure spolverizzate con lo zucchero.Altre varianti riguardano l’impasto, che potrà essere arricchito con pomodorini, capperi e olive, con verdure o baccalà. Ottenere un impasto ben lievitato e morbido è il segreto per avere pettole buonissime, croccanti fuori e morbide all’interno.

Ingredienti per Pettole Pugliesi

Procuratevi: 400 grammi di farina 00, 320 grammi di acqua tiepida, 3 gr di lievito di birra disidratato, 10 gr di sale, olio di semi (q.b.).

Come si preparano le Pettole

Per prima cosa, setacciate la farina in un recipiente e mettete il lievito al centro. Versate su di esso una piccola quantità di acqua per farlo sciogliere. Aggiungete ancora acqua mescolando nel contempo con le mani. Quando avrete amalgamato tutta l’acqua aggiungete il sale, senza mai smettere di impastare energicamente. L’obiettivo è quello di ottenere un impasto liscio, e per fare questo ci vogliono almeno 15 minuti di lavorazione. Ricoprite la ciotola con pellicola per alimenti e lasciate a lievitare fino a che l’impasto non raddoppia di volume.

In una padella versate un bel po’ di olio e portatelo a temperatura. Fate cadere nell’olio bollente piccole parti di impasto aiutandovi con un cucchiaio. Tenete le pettole in olio fino a che non vi sembreranno abbastanza dorate, poi scolatele e lasciatele asciugare. Servite a tavola e buon appetito!

 

 

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