Quali sono i cinque vini pugliesi che si potrebbero sorseggiare il giorno di Natale?

Quali sono i cinque vini pugliesi che si potrebbero sorseggiare il giorno di Natale?

25 Dicembre 2019 0 Di Vincenzo Barnabà

Uno dei prodotti tipici della Puglia che è sempre un regalo gradito (a meno che non siateastemi) e può rappresentare benissimo la nostra terra è il vino. Per cantine e tipologie di vini c’è l’imbarazzo della scelta. Ma quali sono i cinque vini pugliesi che si potrebbero sorseggiare il giorno di Natale? Scopriamolo insieme!

1. Spumante Gran Cuvée delle cantine d’Araprì

Per aprire un pasto è l’ideale, perfetto per l’aperitivo, soprattutto se si tratta di crudo di mare. Prodotto con il metodo classico pugliese il Gran Cuvèe è lo spumante più particolare e di maggiore impatto organolettico della cantina sanseverese.  Invecchiato lungamente, ogni bottiglia riposa almeno 60 mesi, racchiude aromi complessi ottenuto da tre diversi tipi d’uva: Bombino Bianco, Pinot nero e Montepulciano. È un vino di grande vivacità. Ogni bottiglia riposa minimo sessanta mesi al riparo da luce e correnti d’aria.

2. Come d’incanto cantine carpentiere

Abbinamento perfetto per l’antipasto. I suoi vigneti nella zona a denominazione di origine di Castel del Monte a Corato sono producono Nero di Troia al 100% vinificato in bianco. La sua scheda tecnica lo definisce come “un vino complesso e deciso pur conservando una elegante freschezza. La sua incantevole ricchezza aromatica spazia dalle note agrumate a quelle di mora selvatica, dai sentori di melacotogna a quelli di zucchero a velo con spiccate sensazioni di miele. Polposo e minerale”. Gradazione 14°.

3. Rosato Metiusco cantine Palamà

Per il primo piatto, un rosato. Il metiusco è un vino salentino ottenuto da uve selezionate dalle più importanti varietà di Negroamaro coltivata ad alberello in località Cutrofiano in provincia di Lecce. Dal colore rosato vivo, dal gusto armonico e dal profumo fruttato intenso. Gradazione 13°.

4. Es di Gianfranco Fino

Se avete in mente un secondo importante tipo brasato o un arrosto questo è il vino che fa per voi.  È un primitivo di manduria.  La vendemmia di quest’uva avviene dopo un lieve appassimento delle stesse sulla pianta, raccolta a mano in cassette di plastica con attenta selezione dei grappoli, trasporto in camion con cella isotermica.  Da diversi anni ormai fa incetta di premi nazionali è ormai nella top ten dei vini italiani a pieno titolo.

5.  Primitivo passito dolce di attanasio

Dulcis in fundo, il vino da dessert. Il Primitivo dolce delle cantine Attanasio è una prelibatezza per pochi. È ottenuto solo in particolari annate asciutte che permettono di prolungare l’appassimento fino ai primi giorni di ottobre. Questo vino risulta essere profondo e fruttato, con un bouquet complesso che va da i fichi secchi a ricordi di ciliegia nera e anice, il colore è rubino concentratissimo e viscoso. Sviluppo gustativo costante e a intensità crescente, note di lampone, di confettura di ciliegia e prugna, speziatura scura di china. Nella tradizione della famiglia, i grappoli venivano tagliati e riposti ad asciugare su un letto di erba secca preparato ai piedi del ceppo per ottenere un vino dolcissimo che in passato si serviva in occasione delle feste e delle ricorrenze più importanti accompagnandolo a tipici dolcetti di mandorle. Attendi a non abbusarne però, la gradazione alcolica è di 21,5° per un fine pasto col botto.

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