Aaaah, le partenze intelligenti!

Aaaah, le partenze intelligenti!

4 Febbraio 2020 0 Di domatore di meduse domatore di meduse

Raga, qui noi ridiamo e scherziamo, ma là fuori c’è veramente chi vuol partire per andare a vedere la linea di confine del mondo, pertanto ho deciso che quest’anno non ci sono cazzi, devo assolutamente brevettare un motore alimentato a luoghi comuni, prendere il reddito di cittadinanza e vincere almeno una decina di SuperEnalotto per diventare ricco a merda, ma tipo che se mi gira compro la Juventus e la utilizzo come serbatoio di risorse umane per le mie partite di calcetto con i colleghi, tipo che quando all’ultimo minuto capita uno che ti dà buca perché deve andare a prendere la suocera alla stazione, o deve portare il coniglio dall’urologo, allora alzi il telefono e chiami Bonucci perché ti manca uno in difesa. Così.

Questo è il mio obiettivo. Ma perché proprio quest’anno? Perché tutta questa urgenza di diventare ricco? Per avidità? Per vantarsi con gli amici al bar? Ma non scherziamo.

L’obiettivo affonda le radici in motivazioni molto più profonde. Ieri ero dal barbiere, nell’attesa do un’occhiata ad una nota rivista e leggo, non senza stupore, che gli incommensurabili, nonché irreprensibili terrapiattisti stanno organizzando una crociera con una mega nave a 12 piani, per dimostrare che ad un certo punto il mondo arriva a fine corsa.

Così, senza un perché. Che quando l’ho letto, la prima cosa che ho pensato, è stata: “Coronavirus, prendimi!”. Non solo vogliono fare sta crociera, ma a quanto pare, la faranno senza usare il navigatore satellitare, anche perché se lo usassero, questo la prima cosa che fa è dirgli che la terra è tonda, e già si partirebbe con l’umore di Platinette davanti ad un piatto di insalata. Capite che non sia il massimo per chi parte con la smania di vedere la soglia del mondo, ma è altresì vero che navigare senza GPS una nave da crociera è consigliabile quasi quanto andare a giocare a mosca cieca in un campo minato di Fallujah.

Ecco, il mio obiettivo è diventare tanto ricco da poter comprare 4 yacht e poterli equipaggiare con due dozzine di mega casse acustiche Avalon Saga potenziate al plutonio da gigalioni di watt (tipo quelle che aveva Gino Scamorza nella sua 127 Sport, che quando si fermava ai semafori, sulle note di “People from Ibiza”, per le vibrazioni gli cedevano le saldature del pregiatissimo mezzo e ogni tanto perdeva i pezzi, come un albero perde le foglie in autunno… un fanale, uno specchietto retrovisore, una coppa dell’olio, dipende. Ma questa è un’altra storia!).

Ma navighino costantemente equidistanti affiancati alla nave e che sparino verso di essa un sonoro continuo di pernacchie registrate di vario genere. Lunga, secca, a parabola, potente, a voragine, armonica, melodica, notte e giorno non-stop.

Il progetto è molto ambizioso, tanto che ho convinto Briatore a darmi la sua partnership, cioè… non è che me l’ha data proprio così… Ho dovuto evidenziare le parole “c’è figa”, e mettere un emoticon con l’occhiolino. Ok, come idea business sarebbe a posto così.

 

 

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