Annamaria Vigliotti: ” Ogni donna ha la propria femminilità ed io devo solo modellargliela sul corpo per farla spiccare”

Annamaria Vigliotti: ” Ogni donna ha la propria femminilità ed io devo solo modellargliela sul corpo per farla spiccare”

16 Aprile 2019 0 Di Vincenzo Barnabà

“Ogni donna ha la propria femminilità ed io devo solo modellargliela sul corpo per farla spiccare” – è così che vi presentiamo Annamaria Vigliotti, stilista affermata di Cerignola (FG) che nel giro di pochi anni si è garantita vari successi nel mondo del fashion e dell’alta moda grazie alla sua grinta e alla sua determinazione. Ma cosa si nasconde dietro la grande donna a cui è stato affidato un bel 9 da Giovanni Ciacci durante la trasmissione Detto Fatto? Scopriamolo.


INTERVISTA
1 – Chi è Annamaria Vigliotti?
Mi potrei definire una stilista che nasce come insegnante modellista ma che trovando un po’ monotono l’insegnamento ha deciso di intraprendere un’altra strada. Essendo una creativa sin dalla nascita, ho continuato a studiare, a disegnare a mano libera i miei bozzetti ed a curare la base da autodidatta.
2 – La creatività è l’epicentro del tuo lavoro. Da dove prendi ispirazione solitamente?
La mia creatività mi ha spinto a prendere ispirazione dalle ultime passerelle del Red Carpet, come quelle del David di Donatello, ma anche dal Festival di Sanremo. Alla ricerca continua di nuove fonti d’ispirazione però, non mi fermo ad osservare nei dettagli solo quel mondo, ma bensì anche quello circostante; difatti sempre più spesso le idee per le mie collezioni vengono partorite durante i miei viaggi lavorativi. Che sia un decoro incrociato o un piccolo dettaglio, tendo ad intrappolare un’idea su di un foglio per poi riportarli sul mio bozzetto grafico. È questo il mio punto di partenza per accontentare le mie clienti. Solitamente loro mi richiedono un abito che le faccia sentire importanti ed io non faccio altro che attingere da quello che vedo per sottolineare, a modo mio, la loro femminilità. Da modellista studio la loro fisicità e molto spesso devo occultare i loro difetti, per valorizzarne i pregi.


3- Cos’è la femminilità secondo la Vigliotti?
La femminilità è una cosa che viene da dentro e che tutte le donne, chi meno e chi più, ha. È un aspetto della donna a cui io sono molto legata ed attraverso i miei abiti cerco sempre di esprimerla al massimo. Puntando su una scollatura o su di un particolare, cerco di metterla sempre in risalto in vari modi.
4 – Qual è la collezione che porti nel cuore? E quale quella che devi ancora creare?
Quando lavoravo a Roma, nella premer di Valentino, mi sono fatta ipnotizzare dall’idea di una donna elegante, curata e femminile. Qui ho imparato molte tecniche che tutt’oggi rielaboro e riesamino nel mio quotidiano. Quindi sicuramente la mia prima collezione ha firmato la mia svolta. La linea che ho ancora nel mio cassetto non è prettamente per una clientela italiana ma bensì estera. Ecco, si, vorrei uscire fuori con le mie idee ed i miei concept d’eleganza. Questo potrebbe essere il punto d’inizio per la mia collezione che devo ancora realizzare.


5 – Quali tessuti usa Annamaria Vigliotti e perché?
Amo la semplicità, sono attenta più al modello che al tessuto in sé. Sono attenta in modo morboso più al decoro che inserisco rispetto al tessuto. Per questo punto sempre su dei colori neutri, monocromatici, auna tinta. Però su di una cosa non transigo: Io utilizzo sempre e solo tessuti in fibra naturale. Siccome son dell’idea che la donna si debba sentire a proprio agio nel suo abito, tessuti come il cotone e la seta pregiata, la possono aiutare a spiccare tra la folla.
6 – Nella tua ultima linea abbiamo ritrovato una modella asiatica, come mai?
Lei è una fashion blogger che lavora a Roma e che io stessa ho conosciuto quando abbiamo inaugurato un negozio a Roma che vende parte della mia collezione. Durante questo evento, il Principe Giovanni Torlonia, che vendeva in esclusiva il suo nuovo profumo in edizione limitata, doveva esser intervistato da Mariella Milani ma quando quest’ultima ha visto i miei abiti, ha deciso di intervistare anche me. È in questo contesto che ho conosciuto questa ragazza bellissima ragazza asiatica. Ho subito immaginato che potesse essere lei il volto da unire alla mia ultima collezione e quando gli e ne ho parlato, lei ha accettato. Lei stessa, poi, ha parlato della mia ultima linea attraverso il suo blog.
7 – Quanto Cerignola pensi ti abbia penalizzato come stilista e quanto, secondo te, Annamaria Vigliotti poteva emergere se fosse stata a Milano?
Rimanere nel mio paese è stata una mia scelta. Ho avuto in passato delle proposte su Milano le ho rifiutate perché quando vedi i tuoi colleghi spezzarsi la schiena per poi percepire uno stipendio misero, realizzi che è meglio investire su sé stessi. È qui che è nata la mia scelta di restare tra le mura di Cerignola. Questa, senza neanche saperlo, mi ha premiata nel tempo con una clientela fittizia che ha scelto i miei prodotti e la mia qualità. Ad oggi, infatti, diverse realtà limitrofe entrano nel mio atelier. Però va sottolineato il mio impegno, il mio costante impegno d’affermazione come stilista. Quello stesso impegno che in una precedente amministrazione mi è stato attestato da una targa a me dedicata. Un bel premio se ci riflettiamo bene, anche se tutt’oggi le cose son cambiate. Una cosa vorrei sottolinearla: “Questa amministrazione dovrebbe aiutare il proprio Paese ma invece non lo sta facendo!”.


8 – Com’è cambiata la Vigliotti nella sua carriera?
Rispetto ad una vecchia me, oggi sono più forte. È il carattere che deve emergere, la grinta. Senza quelli non vai da nessuna parte. Sono orgogliosa di me come donna e come stilista e rispetto a qualche anno fa, sicuramente oggi mi sento più sicura di me. Infatti, ti racconto: “Quando sono andata a registrare la puntata di Detto fatto, sono entrata in un laboratorio colmo di stiliste, sarte, modelliste e quant’altro. Qui ho dovuto tirar fuori il carattere, per forza di cose. Purtroppo, tra stilisti vi è rispetto, invece tra sarti e modellisti un po’ meno. Dico purtroppo perché son dell’idea che se si facesse squadra, si lavorerebbe meglio.”

9 – Quali sono state le sensazioni provate durante il programma “Detto fatto” e come quest’ultima comparsa televisiva è stata accolta dal pubblico?
L’essere stata in Rai è sicuramente un privilegio che non mi sarei mai aspettata e quando Ciacci, il critico più temuto della Rai, mi ha dato 9 il mio volto si è illuminato. Come giusto che sia. Sai, Ciacci non ha mai dato voti alti a nessuno eppure a me ha dato un bel nove ed ovviamente, da stilista che sono, la gioia più grande è nata quando la mia linea è stata acquistata dai buyer. In merito, non dimenticherò mai quando Bianca Guaccero si è rivolta a me dicendomi “Annamaria mi dai soddisfazione!” e quando gli autori stessi del programma mi hanno affermato che Ciacci non ha mai dato un voto così alto in tutte le edizioni di Detto Fatto. Sicuramente la preparazione alle spalle è stata tanta: Ho preparato tre capi ex nuovo in una sola settimana e come possiamo ben capire, ci ho lavorato giorno e notte pur di riuscire a portare in TV in un prodotto di qualità che venisse associato al mio nome. In realtà la cosa che più mi ha sorpresa è stata l’affluenza di gente che mi ha seguita: Quando sono rientrata ho trovato un via vai di gente in atelier che veniva a complimentarsi con me e quando ho riacceso i social ho trovato circa 600/700 messaggi. Mi ha fatto molto sorridere quando, poi, la domenica non riuscivo a rientrare a casa dopo una passeggiata nel centro di Cerignola. Tutti mi fermavano e tutti mi ponevano domande. In quel momento ho capito che ai cerignolani ha fatto molto piacere. È stato bello insomma.

10 – Qual è il consiglio che daresti ad un nuovo fashion designer?
Non mollare, il percorso sicuramente è duro da affrontare ma non mollare. Alcune volte ti verrà la voglia di mollare tutto, di mollare la presa ma se si è convinti di nutrire una forte passione per questo mestiere, non indietreggiare. Affronta tutto di petto e con il tempo vedrai che tutto arriva.

13 consigli per mettersi in risalto quest’estate by Annamaria Vigliotti:


1 – Togliere, togliere, togliere: Troppi accessori non fanno bene all’outfit ma bensì lo annullano. O orecchino o bracciale.
2 – Stupire con un accessorio particolare se l’abito è troppo semplice: Se si ha un tubino classico, una giusta collana importante è essenziale. Puntare, quindi, sull’accessorio per personalizzare il tutto.
3 – Occultare i propri difetti: Studiate i vostri difetti e mettete in risalto i vostri pregi. Ad esempio, se si ha un copro a pera bisogna giocare con degli abiti a ruota, per quello a mela una linea dritta è quella consigliata.
4 – Il classico va sempre bene: Il classico tubino, in ogni evento importante, è l’ideale. Semmai con uno spolverino sopra. Questo ad esempio è l’ideale per un matrimonio o per accompagnare il proprio figlio all’altare. Attenzione però, se sei la festeggiata e stai per compiere la maggiore età, abito lungo. In questo caso bisogna spiccare!
5 – La mantella, per una sposa, non deve mai mancare: Abbinata all’abito, dona eleganza e classe!
6 – Scollature e schiena nuda sono i dettagli ideali per una serata importante.
7 – Fiori? Solo come applicazioni. Meglio se sia abbinato ad un abito monocolore.
8 – Il rosa in tutte le sfumature: Dal cipria al nude, dall’accessorio all’abito, il rosa non può non esserci quest’anno.
9 – Il profumo: In ogni borsa deve esserci. L’odore è fondamentale per essere ricordate. Meglio se tascabile!
10 – Velato si, solo se c’è del pizzo. Come la sottoveste, che non deve mai mancare!
11 – Non sottovalutate il trucco e parrucco: Tutto deve essere in armonia con l’outfit.
12 – Attenzione all’abbronzatura: Deve essere d’orata. Qui, ad esempio, un outfit color cipria potrebbe essere azzeccatissimo per quest’estate!
13 – Niente Black, colorati: Osa e colora la tua estate con le sfumature del verde. Meglio se è Tiffany!

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