Bovino: La città che nasconde risorse naturali, sorgenti d’acqua e boschi.

Bovino: La città che nasconde risorse naturali, sorgenti d’acqua e boschi.

13 Luglio 2019 0 Di Vincenzo Barnabà

All’interno della suggestiva cornice dei Monti Dauni, nella Valle del Cervaro, di fronte al Tavoliere delle Puglie, sorge il borgo di Bovino: Un territorio magnifico, ricco di risorse naturali, sorgenti d’acqua e di boschi. Le sue origini affondano dentro la storia del nostro paese, in epoca romana. Dal latino Vibinum, si hanno notizie della sua esistenza già nel 217 a.c., quando Annibale vi si accampò prima della celebre battaglia di Canne, una delle principali battaglie della seconda guerra punica, che vide i Cartaginesi scontrarsi con i Romani. Considerata la Urbino del Sud, fu poi fortificata dai Bizantini nell’alto medioevo, periodo a cui risale anche l’edificazione del Duomo (905 d.c.), la Cattedrale di Santa Maria Assunta, che rappresenta il più antico esempio di Romanico Pugliese. Al suo interno è conservato il frammento di una delle spine che formavano la corona di Gesù Cristo durante la sua crocifissione.

La sua posizione strategica a livello militare è stata poi consacrata dai Normanni, che sempre nel medioevo costruirono il Castello di Bovino, sull’altura che domina il borgo, conosciuto anche come la Città degli ottocento portali di pietra che abbelliscono quasi tutte le abitazioni private. Anche qui il fascino medioevale dell’abitato, giunto perfettamente intatto sino a noi, affascina con le sue suggestioni. Avventurandosi fuori dal paese, in prossimità del Ponte di Bovino, le rive del fiume Cervaro ospitano dal 1810 un complesso sistema di mulini ad acqua e macine.

Numerosi sono i prodotti tipici regionali che i Monti Dauni ci donano. Primo fra tutti il caciocavallo, il vino Nero di Troia e un IGT meno conosciuto, il Tuccanese. Dal cacio-ricotta ai salumi di maiale nero; dalla ‘Nogghje’ di Pietramontecorvino al Guanciale di Bovino; dallo Zafferano di Deliceto all’Olio Extravergine di Oliva DOP ‘Dauno’. Non perdete l’occasione di gustare le eccellenze di questo meraviglioso territorio.

COSA VEDERE?

Nel cuore del centro storico di Bovino si erge sobria e imponente la basilica Cattedrale. In stile romanico pugliese, con chiari elementi bizantini, ha la facciata attribuita ad un architetto gallico di nome Zano, che la costruì nel 1231 su commissione del vescovo Pietro I.

L’ingresso principale è delimitato da due piedritti, che sorreggono due mensole con motivi floreali scolpiti nella pietra calcarea, e da un ampio archivolto a sesto acuto con cornice decorata a palmette continue, che si imposta su due mensole con elementi floreali e zoomorfi. Anche il portale di destra è sormontato da un arco a sesto acuto con una cornice a foglioline intagliate nella pietra. Il tetto che sovrasta le navate laterali, più basso di quella centrale, è asimmetrico. Nella parte sommitale, un bue, dalle corna mozzate, domina l’intera facciata.

L’interno si presenta a croce latina con la navata centrale doppia sulle navate laterali e con presbiterio rialzato da gradini. Le colonne, tutte in granito, provengono probabilmente da edifici romani. Esse hanno differente altezza, alla quale si è sopperito con l’impiego di basi di dimensioni e fattura diversa (capitelli e pulvini romani reimpiegati). Precedenti alla chiesa romanica sono una fonte battesimale, ricavata da una grosso mortarium romano in pietra su un capitello ionico capovolto e le colonne che descrivono l’arco absidale con le mensole istoriate. La basilica non si chiude, come di consueto, con un’abside. La parte superiore della parete è completamente coperta dalle canne dell’organo. Una scalinata, aperta sul transetto della basilica, permette l’accesso diretto al cosiddetto “Cappellone” di San Marco.

La chiesa, originariamente autonoma, presenta anche un portale monumentale, che dà sull’esterno, con la lunetta riproducente in bassorilievo S. Marco di Aecae, con mitra e pastorale, tra due diaconi, che reggono la suppellettile liturgica. L’edificio venne realizzato nel 1197, come attesta un’epigrafe datata al 1703, forse in occasione dell’arrivo in città delle reliquie del Santo, da allora venerato come Patrono del paese. Questa chiesa ha rivestito anche il ruolo di “cimitero dei Vescovi”, per aver ospitato le tombe monumentali di alcuni dei più importanti vescovi, che ressero l’antica diocesi di Bovino.  

Insieme alla Cattedrale rappresenta uno dei complessi storici più interessanti per la sua mole e la sua posizione dominante, con la sua torre normanna sostenuta da un massiccio barbacane a forma piramidale. La costruzione si conserva ancora bene, tra rocce e mura che in parte conservano vestigia di epoca romana e giardini pensili. Il Castello si colloca su uno sperone roccioso e domina su tutto il “Vallo di Bovino”, famoso per le scorrerie di briganti che, fino all’avvento dell’Italia unita, presero ad assaltare e depredare carovane e carrozze che, dalla Campania, per raggiungere il versante adriatico, erano costrette ad attraversare questa angusta e pericolosa gola tra le montagne.

Le stanze del Palazzo Ducale offrono al visitatore la possibilità di apprezzare il ricco arredamento e di visitare la piccola ma suggestiva cappella privata con pavimento in maiolica, dove vi è conservato un frammento della Sacra Spina, incastonata in una croce di mirabile fattura, insieme a molte reliquie di santi tra cui una particella della porpora di Gesù Cristo.