Ciak si gira: il cinema subisce il fascino dei Monti Dauni

Ciak si gira: il cinema subisce il fascino dei Monti Dauni

11 Maggio 2019 0 Di Cristiana Lenoci

Chiunque abbia visitato la zona dei Monti Dauni è rimasto sicuramente colpito dalle ambientazioni naturali e paesaggistiche, e dalla bellezza di alcune location in particolare. In provincia di Foggia vi sono borghi che si prestano a ricostruire scene del passato oppure luoghi immaginari e fiabeschi. Per questo molti registi e produttori sono interessati a queste zone della Puglia per girare alcune scene dei loro film o documentari.

I borghi di Deliceto e Bovino

Il regista Mario Martone, nel suo film “Noi credevamo” del 2010, ha scelto i castelli di Deliceto e Bovino per ricostruire gli ambienti del Bagno penale di Montefusco in Irpinia, dove sono stai reclusi molti patrioti del Regno delle Due Sicilie. La pellicola, girata in Italia e in Francia, premiata con il David di Donatello per il miglior film, racconta le vicende di tre ragazzi nell’Italia del Risorgimento. Il prestigioso cast di attori si muove in un intreccio spiccatamente meridionalista.

A Bovino, invece, tra le case bianche e l’atmosfera rarefatta che fa sembrare di essere “fuori dal mondo”nasce “Marina” (2012), il film prodotto da Stijn Coninx ispirato alla biografia del cantante Rocco Granata. Questa produzione internazionale affronta i delicati temi dell’integrazione, dell’emigrazione e dei conflitti generazionali. La bellezza senza tempo di Bovino è la cornice perfetta per il racconto dell’infanzia del protagonista, ambientata nella Calabria degli anni Cinquanta.

L’attore Luigi Lo Cascio, tra i protagonisti di alcuni film assai noti girati proprio in Puglia, ha affermato: “Bovino si presta a tante possibilità per il cinema, perché è un borgo meraviglioso, con il castello, le viuzze del centro storico, le chiese antiche. L’integrità dell’architettura e il modo in cui è tenuto tutto il paese aiutano il cinema a poter ambientare tantissime storie”.

Lucera set di film famosi

Nella città di Lucera, e in particolare nel suo antico Castello, si svolsero le riprese del film di Pasquale Festa Campanile, intitolato “Soldato di Ventura” (1976). Il film racconta in chiave comico-grottesca l’episodio della Disfida di Barletta. La città d’arte lucerina appare, splendida, con la sua piazza principale e la magnifica cattedrale, anche nel capolavoro di Massimo Troisi, “Le Vie del Signore sono Finite” del 1987.

Monti Dauni e Michele Placido

E’ interamente “made in Monti Dauni” la storia raccontata dal regista pugliese (nativo di Ascoli Satriano) Michele Placido, nella pellicola intitolata “Del Perduto Amore” del 1998. Anche se il film fu girato tutto in Lucania, è comunque ispirato alla vicenda di Liliana Rossi, nata a Bovino e vissuta ad Ascoli Satriano, dove è nato lo stesso regista. La storia di Liliana è emblematica: comunista e cattolica, dedicò la sua breve vita al miglioramento delle condizioni di vita di donne e braccianti.

Candela e Valle dell’Ofanto

Lo splendido film “Io non ho Paura” di Gabriele Salvatores, girato nel 2003, tratto dall’omonimo romanzo di Niccolò Ammaniti, è ambientato in Basilicata, ma sono facilmente riconoscibili i campi di grano della valle dell’Ofanto e delle campagne che circondano Candela. Il film ci restituisce in dettaglio l’atmosfera della vita contadina della fine degli anni Settanta.

Puglia inedita con Biccari

Il corto “La Stagione dell’Amore” (2012) di Antonio Silvestre, è stato girato a Biccari, un piccolo borgo dei Monti Dauni. La sua torre, le sue vie e le cime dei Monti Dauni imbiancate dalla neve, mostrano una Puglia del tutto inedita. Il film indaga sulla complessità delle borse femminili, su quella dell’amore e delle sue possibili forme.

Volturino e Celenza Valfortore

Il Tempo che Tiene” (2009) è un film del giovane Francesco Marino ambientato nel suo paese d’origine, Volturino. L’autore racconta una storia di occasioni perdute e poi ritrovate, compiendo un atto d’amore nei confronti del paese del vento, del quale ritrae paesaggi urbani e naturali. Nel film si fa riferimento anche al personaggio realmente esistito di Romanina, raccontato attraverso i ricordi degli abitanti, nel documentario di Raffaele Petrone e Teresa Monaco, “La Romanina” (2012). E’ la storia delle discriminazioni subite da una transessuale nell’Italia di fine anni Sessanta, e svela un borgo rurale ancorato ai valori tradizionali, dove tra paesaggi senza tempo prende vita un inatteso esempio di integrazione. Nei pressi di Celenza Valfortore, invece, è stato girato il cortometraggio “Child K” (2013), di Roberto De Feo e Vito Palumbo.

Produzioni cinematografiche importanti hanno sempre interessato i Monti Dauni, e più in generale tutta la Puglia, anche grazie alla Apulia Film Commission, che sostiene il cinema e ci tiene a raccontare la bellezza di una terra che ha fatto dell’accoglienza un suo grande punto di forza.

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