“Controra”, il libro di Katia Ricci ambientato a Rignano Garganico: una storia personale e collettiva

“Controra”, il libro di Katia Ricci ambientato a Rignano Garganico: una storia personale e collettiva

8 Marzo 2022 0 Di Cristiana Lenoci

In Puglia, quando si parla di “controra” si allude a quel particolare momento che segue il pranzo, in cui- d’estate- ci si dedica al riposo e alla pennichella. In particolare, nella civiltà contadina di un tempo, durante la controra i bambini rientravano in casa dopo aver trascorso l’intera mattinata fuori, in strada o in campagna, a giocare, mentre gli adulti smettevano di lavorare nei campi per godere del fresco dopo tanto sole.

La controra, al Sud Italia, ha un fascino particolare. E’ quel momento in cui si ferma qualsiasi attività, ed anche i pensieri annaspano e restano sospesi come in una bolla di sapone.

Si intitola proprio così, “Controra”, il nuovo romanzo di Katia Ricci, scrittrice, docente, critica d’arte e fondatrice del circolo culturale “La merlettaia”, con sede a Foggia. L’associazione si occupa, tra le altre cose, di temi fondamentali come le libertà civili e l’emancipazione delle donne.

Katia Ricci, originaria di Rignano Garganico ma residente a Foggia, racconta in questo libro un interessante microcosmo fatto di cultura, storia e tradizioni riguardanti il piccolo paese garganico, situato su una collina a cui si arriva percorrendo una strada tutt’altro che agevole.

Ambientato nel dopoguerra, il libro di Katia Ricci è la storia corale di uomini e donne che vivono in simbiosi con il loro lavoro, incentrato sull’agricoltura e la pastorizia. Con grande delicatezza, l’autrice descrive da una parte gli uomini, cupi, silenziosi e concentrati sui campi, influenzati da una cultura maschilista che vuole le donne schiave e sottomesse al loro volere. E dall’altra le donne, che pur subendo ingiustizie e vessazioni, riescono comunque ad entrare in relazione tra loro, affrontando la vita con il sorriso sulle labbra.

Nel libro c’è anche altro. Come sottolinea la scrittrice, “vi è un percorso di crescita interiore, riconciliazione, ricerca della libertà femminile”.

Il fulcro del romanzo è la storia d’amore che unisce Pasquale (di Rignano) e Anna (di Potenza), che sono anche i genitori della scrittrice pugliese.

Il loro è un amore ostacolato a causa della differenza di status sociale. Un legame che, nonostante le difficoltà, riesce a trionfare e a concludersi con un matrimonio felice.

Nel libro, uscito il 28 Febbraio scorso per Les Flauners Edizioni, la scrittrice ripercorre i luoghi in cui ha trascorso la sua infanzia insieme agli amichetti di gioco e ai suoi fratelli: i dintorni del palazzotto di Via Gioielli, l’Arco di Don Pietro o quello di Don Vincenzo.

Dal punto di vista storico e sociale, questo libro è davvero prezioso. Contiene infatti un epistolario risalente all’Ottocento ed alcune fotografie antiche di indubbio valore.

La scrittrice è riuscita con grande maestria a ricostruire la storia di un amore del passato, ma anche di una civiltà contadina che ormai non esiste più. Il suo romanzo è sicuramente la “fotografia” più reale di un tempo che molti ancora ricordano con piacere ed un pizzico di nostalgia.

Biografia Autrice

Katia Ricci, insegnante di Storia dell’Arte e cofondatrice dell’Associazione culturale La Merlettaia. Ha curato mostre e cataloghi di artisti contemporanei. Tra le sue pubblicazioni più recenti: La lezione delle tessitrici del Bauhaus, in Lingua bene comune, a cura di Vita Cosentino (Città Aperta Edizione, 2006); Charlotte Salomon, I colori della Vita (Palomar, 2006); Seraphine de Senlis. Artista senza rivali (Luciana Tufani, 2015); Per amore della vita in La Spirale del tempo a cura della Comunità di storia vivente di Milano, (Moretti e Vitali, 2018); Lupini violetti dietro il filo spinato. Artiste e poete a Ravensbrück (Luciana Tufani, 2020).

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