“Dalle porte del futuro”: il cantautore pugliese Pietro Verna torna a far sognare tra musica e poesia

“Dalle porte del futuro”: il cantautore pugliese Pietro Verna torna a far sognare tra musica e poesia

13 Aprile 2021 0 Di Cristiana Lenoci

Di Pietro Verna, cantautore pugliese, ci hanno colpito tante cose. Se guardiamo al passato, ci ha incuriosito parecchio il fatto che abbia dedicato la sua tesi di laurea a Fabrizio De Andrè, e che questo abbia rappresentato il primo passo, per lui, di considerare la musica (e in particolare la genesi dei testi dei brani) come strumenti catartici di cambiamento e crescita personale, sia per chi la crea che  per chi l’ascolta.

Poi ci ha colpito il suo modo di fare poesia e da questa trarre le basi per comporre musica. La sua è una poesia delle piccole cose, fatta di sguardi, di gesti non plateali o eroici, ma semplici e spontanei. Proprio per questo riesce ad arrivare subito alle emozioni e al cuore degli ascoltatori.

Abbiamo chiesto a Pietro di parlarci un po’ di lui, della sua musica, delle sue ispirazioni, dei progetti e dei brani più recenti che ha composto. Ne è venuta fuori questa piacevolissima chiacchierata che vi proponiamo e che sa di Puglia, di passione per la musica e per le parole che nascono dal profondo. Quindi assolutamente mai banali e mai scontate.

R: “Dalle porte del futuro” è un brano corredato da un video molto emozionante e attuale. Ciascuno può facilmente riconoscersi nelle tue parole e nelle immagini che hai scelto per descrivere il periodo complicato che tutti noi stiamo vivendo. Da dove è nata l’ispirazione per questo brano e come hai vissuto il lockdown?

PV: Ho scritto questo brano tra marzo e aprile del 2020, durante il primo lockdown. Mi piaceva pensare alla situazione di clausura e distanza che – un po’ tutti o quasi – eravamo costretti ad abitare, non tanto come condizione di resa, sconfitta o fallimento, quanto come opportunità di cambiamento. Una sorta di fermata obbligata per ripensare al proprio vissuto, per spostare un punto di vista, guardarci   dal   di   fuori,   reinventarsi,   ricominciare.

È   passato esattamente   un   anno,   e   ci   ritroviamo   quasi   nella   medesima condizione. Viviamo un tempo sbandato fatto di solitudini forzate, che mette in castigo le mani e rivela distacchi e debolezze. Ogni situazione, però, resta teorica e poco chiara fino a quando non la si vive in prima persona, dalla pancia: io e la mia famiglia abbiamo avuto – nel bene o nel male – questa possibilità. Ne siamo venuti fuori,   più  consapevoli  e  tenaci.

Il   messaggio   intrinseco   della canzone, quindi, è senz’altro un messaggio di speranza: credere fortemente nell’idea che tutto ciò che è stato accantonato in questo tempo complicato, prima o poi, tornerà a farci visita; i luoghi, i gesti, le relazioni – mi auguro – si riveleranno in una veste nuova e diversa, semplicemente perché avremo imparato a guardare con occhi   vergini,  addomesticando   approcci   nuovi,   entusiasmi spolverati, piccole ingenuità, esplorazioni quotidiane.

R: Ti piace definirti “artigiano della musica e della parole”: ci spieghi meglio questo concetto?

PV: Mi piace concepire la canzone come il risultato di un mestiere da bottega. Credo che approcciarsi all’arte, a qualsiasi forma d’arte, debba assomigliare al lavoro di un artigiano, piuttosto che a quello di un commerciante. Scrivere canzoni, per quanto mi riguarda, è un po’ come levigare il legno, denudare i dettagli, non censurare le imperfezioni, scegliere accuratamente, innamorarsi ogni volta.

È respirare polvere e fallimenti, ma anche salvarsi con una parola sussurrata   nella   più   tenace   tempesta.   Un   lavoro   d’artigianato, insomma, nel quale si maneggiano la meticolosità, la dedizione, la passione,   il   sacrificio,   il   sudore,   la   pazienza,   l’insoddisfazione, l’appagamento.  Un modo umile per rivolgere  le  più sacrosante attenzioni ai valori, non alle statistiche e ai numeri.

R: Cosa pensi della canzone d’autore, attualmente, in Italia? Credi ci sia stata una riscoperta di questo grande patrimonio umano musicale oppure no?

PV: La canzone d’autore in Italia credo sia ancora molto affascinante, ma poco valorizzata e riconosciuta. Negli anni, inevitabilmente, ha cambiato   forma,   struttura,   linguaggio,   contenuto,   ma   esistono realtà – la maggior parte nascoste, purtroppo – che fanno fatica ad emergere, a crearsi il giusto spazio e l’ascolto che meritano.

Certo, tra  gli  appassionati  della canzone d’autore  ci  si  conosce,  ci si scruta,   ci   si   approfondisce   con   curiosità,   ma  credo manchi quell’educazione all’ascolto – ad ampio raggio – del cantautorato italiano; ci si limita, molto spesso, a riascoltare chi ha fatto la storia,​ chi ci ha donato un patrimonio musicale indelebile, ma si è un po’ pigri nel voler scovare nuove proposte, nuovi orizzonti. È anche vero, però, che la forza della canzone d’autore vive proprio nella rarità, nella ricerca, nella resistenza.

R: La Puglia nelle tue canzoni è quasi sempre presente, spesso in maniera velata: qual è il tuo rapporto con la terra in cui sei nato e vivi tuttora?

PV: Amo la Puglia, e quando posso cerco di inserirne un pezzo nei miei videoclip o nella mia scrittura, sia pur in maniera sottesa. Ho un amore viscerale per il mare, ma direi per la natura in generale. Campi   aperti,   boschi,   centri   storici,   campagne,   spiagge   sono nutrimento necessario, come anche il clima favorevole che la mia Regione offre.

Ciò che porto nelle mie composizioni è una sorta di “mediterraneità”, un’idea del Sud che si manifesta poi nei suoni, nelle ambientazioni, nelle sfumature, nelle timbriche, nelle storie raccontate e nella scelta degli strumenti musicali. La Puglia odora fortemente di  Mediterraneo,   di   terra   e   di   mare,   di   ossimori   e dialetti, di approdi e fughe, di contaminazioni che immancabilmente inciampano nelle mie canzoni.

R: Ci descriveresti la Bellezza e la Difficoltà dell’essere un cantautore e poeta oggi?

PV: La bellezza dell’essere cantautore oggi sta nel poter continuare una tradizione assai solida, sperimentando un nuovo lessico – testuale e musicale -, mettendosi in discussione nelle molteplici occasioni di confronto,   usufruendo   di   tante   possibilità   di   conoscenza   e formazione   artistica,   costruendo   uno   stile   personale   che   abbia esempi   concreti   e   punti   di   riferimento   validi,   osando   nella costruzione di un percorso indipendente ma di qualità, espandendo il pubblico di ascolto attraverso piattaforme digitali.

Le difficoltà, invece, potrebbero derivare da alcune conseguenze distorte delle stesse bellezze. In modo particolare, credo che il mondo musicale sia abbastanza saturo di artisti (o presunti tali) che tendono a farsi guerra tra di loro, senza una prospettiva costruttiva e solidale; la digitalizzazione, per quanto possa favorire grandi numeri, rende tutto abbastanza liquido, effimero, comodo, rapidamente rimovibile; il cantautorato, inoltre, non riscuote lo stesso interesse del passato, e gli spazi e le possibilità di ascolto dal vivo si riducono sempre di più. Insomma, tra bellezze e difficoltà, è pur sempre necessario un atto di coraggio.

R: L’idea di realizzare live musicali a domicilio (nei giardini, terrazze, cortili) è davvero bella. E’ un’iniziativa nata a causa della situazione di emergenza sanitaria o già era tra le tue attività di cantautore/ artista?

PV: Mi   ha   sempre   affascinato   l’idea   intimistica   dei   concerti,   la dimensione quasi familiare e casalinga che crea contesti in cui con la   musica   sembra   quasi   darsi   del   tu.   Porto   le   mie   canzoni   a domicilio, attraverso house concert, ormai da diversi anni, anche fuori   Regione;   è  un   modo   confidenziale   per   raccontare   storie, abbattere filtri, demolire sovrastrutture, barattare commozioni e debolezze,   denudarsi.

La   situazione   di   emergenza   sanitaria,​ indubbiamente, ci ha costretti a riconsiderare questa formula, quasi come unica alternativa possibile, oltre le solite dirette in streaming. L’iniziativa,   in   particolare,   è   stata   promossa   dall’attore   Ippolito Chiarello, e accolta dalla mia agenzia di comunicazione Asteria Space. Venerdì 16 aprile, quindi,  faró tappa in giardini, terrazzi e cortili privati; è possibile prenotare – nella fascia oraria fra le 18.00 e le 21.00, da chi risiede nei comuni di Palo del Colle (BA) e Bitonto (BA) – un mio live di 15 minuti, nel quale presenterò, in anteprima esclusiva e per la prima volta dal vivo, alcuni dei brani inediti che saranno contenuti nel mio prossimo disco, tra cui anche il singolo “Dalle porte del futuro”.

Pietro Verna: Biografia 

Pietro Verna nasce a Bari il 02/04/1986.

Nel 2009 si laurea presso la Facoltà di Scienze dell’Educazione e della Formazione all’Università degli Studi di Bari, discutendo una tesi dal titolo Le figure femminili nei testi di Fabrizio De Andrè.

Pietro preferisce considerarsi un “artigiano” della musica e delle parole, piuttosto che un cantautore. Contrario alla banalità e appassionato della scrittura, approfondisce gli studi musicali, lasciandosi nel frattempo accarezzare dall’influenza di artisti del calibro di F. De Andrè, I. Fossati, G. Testa, J. Barbieri, L. Dalla. Amante della musica francese, etnica e mediterranea.

Nell’aprile del 2012 ultima l’autoproduzione del suo primo disco di inediti, dal titolo Ritratti. Il 4 novembre 2016 pubblica il suo secondo disco A piedi nudi, prodotto dall’etichetta Digressione Music di Molfetta (BA).

Nel novembre del 2017 pubblica la sua prima silloge poetica, dal titolo Mia, con la “Di Felice Edizioni”.

Il 25 marzo 2021 è uscito il suo nuovo singolo “Dalle porte del futuro” che anticipa la pubblicazione del suo terzo disco d’inediti, dal titolo Carne e poesia, prodotto sempre dalla Digressione Music.

 Open act:

  • Bungaro – (2019)

  • James Senese e Napoli Centrale – (2018)

  • Franco Fasano – (2015)

  • Roberto Vecchioni – (2015)

  • Joe Barbieri – (2015)

  • Michele Zarrillo – (2015)

  • Max Manfredi – (2014)

 Riconoscimenti e premi:

  • Segnalazione del brano “Dalle porte del futuro” al  concorso “Parole e Musica – Premio Gianmaria Testa”, indetto dal Circolo Culturale Saturnio – (2021)

  • Secondo classificato con la silloge “MIA” alla quarantesima edizione del “Premio Letterario Internazionale – Città di Moncalieri” – (2020)

  • Secondo classificato col brano “Nereo” al  concorso “Parole e Musica – Premio Gianmaria Testa”, indetto dal Circolo Culturale Saturnio – (2020)

  • Menzione d’Onore al Premio Letterario Internazionale “Voci di Roma 2019” – (2019)

  • Menzione di Merito al Concorso Letterario “Città di Cologna Spiaggia” – (2019)

  • Partecipazione al Festival “La Luna e i Calanchi”, organizzata dal poeta/paesologo Franco Arminio – (2019)

  • Quarto classificato al concorso letterario “A Vento e Sole” – (2019)

  • Menzione d’Onore al Concorso Nazionale “Poesie d’Amore” – (2019)

  • Premio Speciale della Giuria al “Premio Nazionale di Poesia e Narrativa Alda Merini” – (2019)

  • Finalista del “Premio Poetico Internazionale Michelangelo Buonarroti” – (2018)

  • Primo classificato al “Premio Poetika” di Verbania (VB), nella sez. Silloge Edita – (2018)

  • Vincitore e miglior testo con Pomeriggio, premiato da Roberto Casalino, nella Rassegna “CantAuthoRap” di Castellana Grotte (BA) – (2015)

  • Partecipazione alla Rassegna “Multiculturita Jazz Festival” di Capurso (BA) – (2015)

  • Miglior testo con InteriorMente, premiato da Bungaro, nella Rassegna “CantAuthoRap” di Castellana Grotte (BA) – (2015)

  • Finalista del “Premio F. De Andrè” di Roma – (2013)

  • Premio della Critica al concorso “Cantautori Bitontosuite” di Bitonto (BA) – (2013)

  • Vincitore del “FestivalBand” di Adelfia (BA) – (2012)

  • Vincitore del “Contursi Festival” di Contursi Terme (SA) – (2012)

  • Partecipazione alla Rassegna “Argojazz” di Marina di Pisticci (MT) – (2012)

  • Finalista del “Premio Mauro Carratta” di Ugento (LE) – (2011)

  • Finalista del concorso “MusicaControcorrente” di Roma – (2010 – 2011)

  • Finalista del Festival Canzone d’Autore “In Musica” (Salerno) e vincitore del Premio Web – (2010)

  • Finalista del concorso “Botteghe d’autore” di Albanella (SA) – (2010)

 

Il Parco dell’alta Murgia, la Rocca del Garagnone, il Belvedere di Poggiorsini, la Cava di bauxite di Spinazzola, le Saline di Margherita di Savoia, la spiaggia di Margherita di Savoia sono alcune delle pittoresche location in cui è stato girato questo bellissimo videoclip.