Damiano Azzizia: quando la vita di ogni giorno diventa Arte che vibra e affascina

Damiano Azzizia: quando la vita di ogni giorno diventa Arte che vibra e affascina

12 Febbraio 2020 0 Di Cristiana Lenoci

C’è una generazione di giovani artisti che sceglie di fare arte partendo dalla semplicità, dai materiali “poveri” che di solito finiscono al macero. Un’arte che parte dalle piccole cose di ogni giorno, dall’osservazione reale e al tempo stesso poetica della realtà che ci circonda. Damiano Azzizia, artista pugliese originario di Martina Franca (Ba) utilizza spesso il cartone per realizzare sagome e oggetti che personalizza con bordi corrosi, incerti, sfaldati.

Provvisorietà, delicatezza, esaltazione della fragilità, sono tutte caratteristiche che rendono le opere di questo artista riconoscibili e meritevoli di grande considerazione. Damiano realizza per lo più lavori di piccole dimensioni, ma i suoi soggetti si impongono comunque nello spazio, pur essendo atemporali e astratti. L’uomo è assente, ma la sua presenza è forte, è lui il protagonista pur se nell’ombra.

Abbiamo rivolto a Damiano alcune domande per “entrare” nel vivo della sua arte e delle sue creazioni. Ogni artista è un mondo a sé che ci piace esplorare, e da questo viaggio viene sempre fuori qualcosa anche di noi stessi e della nostra anima.

R: L’arte che parla del quotidiano: da dove prendi l’ispirazione per creare?

DA: Di solito sento l’esigenza di spostarmi in un luogo personale dove tutte le idee possono iniziare a prendere forma. Trovo molto interessante le improbabili direzioni che il processo creativo può prendere. Il connubio tra l esperienza e la realtà determina volta per volta la direzione del lavoro. Trovo interesse nel rivivere la ciclicità delle azioni che quotidianamente svolgiamo per scoprirne lati sempre nuovi.

R: Arte e Riuso, un connubio vincente. Quali opere da te realizzate hanno avuto un maggiore riscontro e apprezzamento da parte del pubblico?

DA: In generale non credo ci sia un’ opera che abbia avuto maggior efficacia rispetto ad un altra. Diciamo che l’utilizzo del cartone come materiale principale appare già insolito, e quindi fonte di stimolo e interrogativo.

R: Le mostre collettive sono strumenti per presentare le proprie opere al pubblico: quali sono le emozioni legate a tali momenti di incontro e confronto con i fruitori della tua arte?

DA: È importante, a mio parere, essere capaci di gestire un confronto, uno scambio di opinioni o semplicemente una discussione. Le mostre sono per eccellenza lo strumento ideale per parlare e spiegare quello che si è fatto, dove si vuole arrivare e quali sono stati i punti di partenza. Sono molto interessato alle interpretazioni che di solito la gente concepisce dopo aver visto il lavoro, anche questi sono spunti di ispirazione nel mio processo. Credo che le opere non debbano essere spiegate nella totalità, ma bisogna lasciare un margine di interpretazione, quindi trovare un punto di incontro tra l’ artista e l’osservatore.

R: Arte contemporanea: quali sono i nuovi sbocchi e gli sviluppi rispetto al passato?

DA: Tenendo sempre presente l’importanza e la coerenza del proprio lavoro artistico, noi dalla nostra parte, abbiamo la possibilità di muovere l’informazione con più velocità tramite i numerosi mezzi tecnologici. Utilizzandoli in maniera corretta, potrebbero essere funzionali al nostro percorso, senza sostituire la realtà.

R: Essere un giovane artista in Italia oggi: cosa significa?

DA: Penso che in generale abbiamo molte responsabilità, possiamo solamente metterci al passo con quelli che sono i tempi  odierni e andare oltre quelle che sono le nostre attuali condizioni attraverso la conoscenza, la ricerca sperimentale e la nostra presenza in scenari attivi nel territorio italiano. Con questo voglio intendere che dobbiamo essere i primi a metterci del nostro prima di pretendere di ricevere qualcosa.

R: Quali sono i tuoi prossimi obiettivi e progetti professionali?

DA: Siamo ancora all’ inizio del nostro percorso formativo, e  le cose da comprendere sono ancora molte. Penso che non bisogna avere fretta di fare tutto e subito, quanto invece prendere delle giuste e sane decisioni rispettando se stessi e il proprio lavoro. Mi piacerebbe visitare nuove realtà e apprendere le diversità di varie culture, le usanze e gli stili diversi. Ricevere stimoli nuovi non può che far bene per continuare a progettare, apportare modifiche al lavoro e crescere.

R: C’è un’opera d’arte a cui sei particolarmente legato?

DA: Sono molto legato a tutte le opere che vengono fuori, partendo dal più piccolo bozzetto fino ad arrivare all’opera più compiuta. Hanno tutti uguale valenza per me, non potrei mai sceglierne una rispetto che a un altra. Ognuna di queste nasce per una determinata necessità, essendo tale, non può essere nè più importante nè meno della successiva.

BIO Damiano Azzizia

Damiano Azzizia nasce a Martina Franca (TA) il 02/04/1993. Ha conseguito il Diploma presso il Liceo Artistico Lisippo, Martina Franca. Successivamente consegue il Diploma di I Livello presso l’Accademia di Belle Arti di Bari.

Attualmente è iscritto al secondo biennio specialistico presso la stessa accademia. Ha al suo attivo diverse mostre sia personali che collettive.

Tra le mostre personali possiamo ricordare “Polvere”, a cura di Francesco Paolo Del Re e Sabino De Nichilo presso Casa Vuota in Via Maia 12, Roma.

Le sue esperienze espositive recenti sono state “Trullo 227_Relazioni” a cura di Graziella Melania Geraci e Shazar Gallery in Martina Franca.

In concomitanza al periodo Erasmus sostenuto nella città di Cluj-Napoca in Romania, ha effettuato diverse mostre collettive come “The Night Watch” presso Muzeul de Arta e “Exibhition” presso UBB Galeria Paoul Sima.

Nel 2018 partecipa a diverse collettive nel territorio pugliese tra cui possiamo ricordare “Accademia In e Out “ presso MAAC Museo archeologico e Arte contemporanea di Cisternino e “Ovunque” presso Sala dei Templari, Molfetta. Partecipa e vince nella sezione di pittura il concorso nazionale “Premio Nocivelli” alla sua decima edizione nel 2017; nello stesso anno partecipa in collettiva alla mostra “Non contate sul mio passaggio” presso la prestigiosa sede Ex Manifattura Tabacchi in Città Sant’Angelo, Pescara.

Attualmente, e fino al 1° Marzo prossimo, le opere di questo artista pugliese possono essere ammirate in una mostra collettiva “G20” a Palazzo Beltrani a Trani (BAT).

Annunci