Festival di Sanremo: i clamorosi retroscena del televoto

Festival di Sanremo: i clamorosi retroscena del televoto

19 Febbraio 2020 0 Di domatore di meduse domatore di meduse

Forse non tutti sanno che, nella settimana della kermesse sanremese, tiro su gli ubriaconi dalle panchine per il Televoto.

Li sveglio dal torpore, li equipaggio con i cellulari rubati e ricettati da Tonino senza luce (detto così per alcuni vecchi contenziosi con l’Enel) e con il loro prestigiosissimo polpastrello incrostato, mandano la preferenza a Sanremo.

Come lavoro complessivo gli porta via pochi minuti, si divertono e gli passa anche la giornata.

Il guaio è che c’è scarsità di ubriaconi. Sono arrivati un sacco di barboni, accattoni, senza tetto, nulla facenti, nulla tenenti, ma io ho una mia etica da rispettare, per cui accetto solo gli ubriaconi, e i sindacati se ne facciano una ragione.

Chiamatemi razzista, ma sono fatto così.

L’accordo è che, ogni 50 voti integrali Amadeus (o chi per lui) di contrabbando ne gira 5 a mio favore su un conto offshore alle Cayman. Io personalmente non me ne faccio nulla, li rivendo a 10 euro cadauno al blog che mi ospita, così ci comprano dei ticket restaurant e aboliscono la fame nel mondo.

Perbenismo level master.

Con il ricavato faccio stampare dei vocabolari Italiano-cerignolano/ cerignolano-italiano da spacciare nella provincia di Dubai. Dal guadagno netto dei vocabolari, il 50% me lo tengo, l’altra metà lo do agli ubriaconi.

Di solito gli compro dei decanter per il Tavernello, soldi non ne vogliono e il resto hanno già tutto. Come business planning gli manca solo la parola, solo che io a fortuna sto messo malissimo. Pensate che sono l’unico ad aver pagato un divano da Poltrone & Sofà a prezzo pieno. Questo per dirvi che quando sembrava andare tutto liscio, ricevo una videochiamata da Gerry Drinkthewater dalla California del Sud, e mi fa tutta una filippica sulla mercificazione dei filtratori seriali di prodotti vinicoli in cartone, e mi accusa di sottrargli risorse importanti.

Adesso non gli servono, ma quando apre la campagna elettorale per le prossime elezioni comunali, avrebbe proprio bisogno che siano liberi da accordi e convenzioni, senza impegni contrattuali di nessun genere, perché deve mandarli ai comizi del suo acerrimo rivale politico a ruttare con arroganza.

Quando gli ho comunicato che probabilmente il suo rivale storico non si candiderà alle prossime comunali, lui ha avuto un attimo di smarrimento durato 5/6 minuti durante il quale si è esibito in un isterico tip-tap al termine del quale si è ripromesso di riciclarli sui carri del Gay Pride a dare fastidio.

Tutto questo per dire cosa?

Che questa contesa sugli ubriaconi è un nervo scoperto della nostra società che mette in evidenza una forte crisi di vocazioni. I giovani di oggi non sanno cogliere le opportunità, non vogliono privarsi di niente, sono testardi, presuntuosi e piuttosto che fare gli ubriaconi vanno persino a lavorare. Ma è proprio questa l’Italia che vogliamo lasciare ai Cinesi?