Frisa Salentina: lo spuntino pugliese più sprint dell’estate

Frisa Salentina: lo spuntino pugliese più sprint dell’estate

4 Luglio 2019 1 Di Cristiana Lenoci

Se c’è un alimento che, più di ogni altro, rappresenta meglio la terra del Salento, è sicuramente la frisa, un piatto “povero” che, nella sua semplicità, è particolarmente adatto nei mesi estivi, quando l’afa si fa sentire, ed è ottimo in qualsiasi momento della giornata (anche a colazione!). La frisa salentina non ha bisogno di cottura, è sempre gustosa anche con pochi ingredienti, ed è conosciuta in Salento e in altre zone della Puglia anche con il nome di “Frisella” o “Freseddha”.

Origini della frisa

Questa specialità tipica salentina, che piace molto anche ai turisti (che la gustano con piacere al mare o come spuntino durante le passeggiate) è abbastanza antica: di conseguenza non si hanno notizie certe circa le sue origini. Pare che la frisa, anticamente, sia stata consumata soprattutto dai Cristiani che viaggiavano per raggiungere la Terra Santa, e per questo motivo veniva denominata anche “pane dei Crociati”. La frisa, per la sua semplicità e genuinità, era inoltre il pasto preferito dei contadini, che la mangiavano durante le lunghe giornate trascorse a coltivare la terra. Lo stesso facevano i pescatori del luogo, che lasciavano di notte le loro case per recarsi al lavoro a bordo dei pescherecci.

I pescatori, in particolare, avevano l’abitudine di inumidire le frise con l’acqua di mare, e questa tradizione permane ancora oggi (anche se non viene più utilizzata l’acqua del mare per motivi di sicurezza igienica). Sono due principalmente le ragioni per cui la frisa tale alimento è così diffuso sia in passato che oggi: il costo è più basso rispetto a quello del pane, e inoltre si mantiene più a lungo dei tradizionali panini (quindi può essere consumata anche dopo più giorni). Anche dal punto di vista economico, quindi, la frisa è una scelta conveniente.

Preparazione della Frisa salentina

Nelle famiglie salentine si usava provvedere all’impasto e alla cottura delle frise in maniera autonoma. Con il tempo, però, questa abitudine è stata sostituita dall’acquisto diretto dei prodotti in vendita presso panettieri e supermercati. E’ però preferibile comprare le frise artigianali nei tanti negozi tipici disseminati lungo le coste del Salento e in tutta la provincia di Lecce. Siccome la frisa è abbastanza dura, prima di consumarla bisogna ammorbidirla con l’acqua (questa operazione viene chiamata “sponzatura”): in pratica la frisa viene lasciata a mollo in un recipiente colmo di acqua per alcuni secondi.

Mentre i pescatori bagnavano la frisa in acqua di mare anche per insaporirla un po’, oggi per condirla si utilizza una manciata di sale da spolverare quanto basta per renderla più gustosa e appetitosa. L’ingrediente principale per condire la frisa salentina è il pomodoro, in abbinamento con olio di oliva e origano. C’è però la possibilità di aggiungere altri ingredienti come olive e prodotti sott’olio (ed infatti la frisa si trova condita in diversi modi sia quando è servita nei ristoranti come antipasto che nei locali come aperitivo).

Frise sfiziose: qualche idea

Avete poco tempo a disposizione ma in spiaggia non volete rinunciare al gusto e alla genuinità? Le frise salentine sono allora l’ideale per uno spuntino veloce e fresco in riva al mare o durante un pic nic con amici. Potete condirle con pomodori, olio evo e formaggio primosale, ma anche con tonno, capperi e olive (verdi o nere a seconda dei gusti). Per i palati più esigenti le frise sono ottime anche con le acciughe, con vari tipi di formaggi, con frutti di mare, mentre per chi non rinuncia alla carne la frisa con la salsiccia è una specialità golosa tutta da provare!