Gelso: un frutto che i pugliesi adorano, ma che sta scomparendo

Gelso: un frutto che i pugliesi adorano, ma che sta scomparendo

13 Giugno 2020 0 Di Cristiana Lenoci

E’ assai facile incontrare alberi di gelso nelle campagne pugliesi. I frutti di questi alberi molto frondosi  sono i gelsi, che si trovano nelle varietà di nero, bianco e rosso. Il termine botanico è “Morus L.”, che identifica le specie di piante che fanno parte della famiglia delle Moracee.

Sicuramente la coltivazione del gelso, di origine asiatica, è piuttosto antica. Ed è un peccato, sia perché gli alberi da gelso sono ricchi di foglie ornamentali e fanno anche ombra, sia perché i suoi frutti sono dolcissimi e succulenti (l’ideale è consumarli raccogliendoli dall’albero stesso, e non acquistati dal fruttivendolo). Per secoli questi frutti hanno avuto una notevole importanza a causa delle loro proprietà e caratteristiche benefiche. Le foglie di gelso vengono utilizzate da sempre come cibo per i bachi da seta, allevati per la produzione del filato.

Oggi però i gelsi tendono ad essere sottovalutati e spesso sono lasciati sugli alberi senza neppure provvedere alla loro raccolta. Ho ricordi nitidi di quando, da piccola, ci si riuniva in famiglia per raccogliere questi frutti succulenti utilizzando un grande telo da stendere sotto l’albero mentre qualcuno provvedeva a percuotere leggermente il tronco per far cadere i più maturi.

Gelso: la leggenda

Lo scrittore romano Ovidio, autore delle “Metamorfosi”, scrive di una leggenda riguardante due giovani amanti che erano soliti incontrarsi sotto un grande albero di gelso che si trovava nei pressi di una fonte. A seguito di un tragico incidente, il sangue dei due giovani andò a tingere i frutti dell’albero che assunsero il tipico colore rosso che contraddistingue le c.d. “more di gelso”. Il racconto citato da Ovidio fu ripreso anche nel Medioevo, ed è presente anche nella “Divina Commedia” di Dante Alighieri, precisamente nel Purgatorio.

Le caratteristiche

L’albero del gelso può tollerare senza alcun problema sia l’aridità che il freddo, ma a causa della folta chioma sono consigliate potature frequenti per alleggerire il fogliame. Proprio a causa delle sue dimensioni, l’albero di gelso in passato veniva posizionato nei luoghi in cui il terreno era eccessivamente franoso.

La mora di gelso, di colore nero-rossastro, è un frutto succoso e dolce che matura nei mesi estivi e può durare fino a settembre (dipende dalle varietà).

Questo frutto ha effetti diuretici, rinfrescanti e depurativi per l’organismo. Pur essendo poco calorico, il gelso in generale possiede una buona quantità di sali minerali, vitamine, potassio, magnesio, ferro e manganese.

Anticamente Plinio il Vecchio, nella sua ‘Naturalis Historia’ affermava che i frutti acerbi del gelso nero (Morus nigra), portati addosso, arrestavano le emorragie, mentre quelli maturi erano utilizzabili per produrre l’arteriace, un medicamento preparato con miele, agresto secco, mirra e zafferano, che a suo dire combatteva mal di gola e disturbi di stomaco.

Marmellata di Gelsi Bianchi

Con i gelsi bianchi potete preparare quest’ottima ricetta: la marmellata. Procuratevi questi ingredienti per procedere: 500 gr di gelsi bianchi, 4 cucchiai scarsi di zucchero di canna, 1 limone e 1 mela non trattati.

Preparazione

Lavate i gelsi e sgocciolateli bene; sbucciate la mela. Mettete i gelsi in una pentola con pochissima acqua e il succo del limone, lo zucchero e la mela a pezzetti. Se non sono molto dolci, aumentate un po’ la quantità di zucchero. Lasciate sobbollire per 25-30 minuti, e poi provate a stendere un velo di confettura su un piattino per testarne la densità, e se risultasse ancora troppo liquida continuate a far bollire. Una volta pronta la marmellata invasatela in un barattolo sterilizzato (previa bollitura) e capovolgetelo quando è ancora bollente. Conservate in luogo buio e, una volta iniziato, tenetelo il barattolo in frigo fino a consumazione completa.