Il Carnevale è sinonimo di “Chiacchere”

Il Carnevale è sinonimo di “Chiacchere”

21 Febbraio 2019 0 Di Cristiana Lenoci

Per la maggior parte degli italiani, le croccanti e delicate sfoglie fritte spolverate di zucchero rappresentano il pretesto giusto per accomodarsi in famiglia e per godersi le svariate sfilate in maschera che le nostre città ci offrono. Seppure il carnevale sia un momento dell’anno dove spensieratezza e colori raggiungono il perfetto connubio, per il 90% della nostra popolazione significa semplicemente “Chiacchere”.

Esse hanno un’antichissima tradizione che probabilmente risale a quella delle frictilia, dolci fritti nel grasso di maiale che nell’antica Roma venivano preparati proprio durante il periodo di Carnevale; questi dolci venivano prodotti in gran quantità poiché dovevano durare per tutto il periodo della Quaresima.

Amate e desiderate da tutti, esse sono tra i dolci italiani più famosi e conosciuti. Ripiene o piatte, fritte o al forno, dalle sembianze di una maschera a quelle di un rettangolo, con zucchero a velo o semolato… Queste frittelle fanno impazzire tutti e sono conosciute con i nomi più disparati nelle varie province e regioni italiane.  Scopriamoli insieme!

Le chiacchiere sono così chiamate in Basilicata, Sicilia, Campania, Puglia, Calabria, a Milano e Parma. A Roma e nelle Marche (soprattutto ad Ancona), invece, si chiamano frappe. A Genova, Imperia e Torino prendono il nome di “bugie” mente si chiamano crostoli a Ferrara, Rovigo, Vicenza, Treviso e Trento. A cambiare da una provincia all’altra è solo l’accento, alcune lo mettono sulla prima o e altri sulla seconda.

Ingredienti per circa 40 chiacchiere

Farina 00 500 g Zucchero 70 g Burro a temperatura ambiente 50 g Grappa 30 g Uova (medie) 3 Lievito in polvere per dolci 6 g Baccello di vaniglia 1 Tuorli 1 Sale fino 1 pizzico

Preparazione

Per preparare le chiacchiere, setacciate la farina assieme al lievito e versate in una planetaria con foglia. Aggiungete lo zucchero, il sale, le uova sbattute in precedenza  e la grappa. Lavorate fino ad amalgamare bene gli ingredienti.

Sostituite la foglia con il gancio, unite i semi della bacca di vaniglia e il burro , quindi continuate ad impastare per 15 minuti fino ad ottenere un composto omogeneo : dovrà risultare sostenuto ma abbastanza malleabile. Se necessario potete aggiungere 5/10 gr di acqua.

Trasferite l’impasto su un piano da lavoro, e maneggiatelo rapidamente per dargli una forma sferica. Avvolgete il panetto con la pellicola trasparente e lasciatelo riposare a temperatura ambiente per almeno 30 minuti . Trascorso questo tempo, dividete la pasta in porzioni da 150 g circa e iniziate a lavorare ognuna singolarmente.

Appiattite leggermente una prima porzione con il palmo della mano , infarinatela e stendetela con il tirapasta impostato sullo spessore più largo. Ripiegate verso il centro i lati corti della striscia di pasta ottenuta, dopodiché tiratela nuovamente impostando ogni volta il tirapasta su uno spessore sempre minore, fino a raggiungere i 2 mm. Eseguite lo stesso procedimento su tutte le porzioni di impasto.

Lasciate riposare qualche minuto la sfoglia tirata e nel frattempo portate l’olio alla temperatura di 150-160°. Con una rotella a taglio smerlato procedete sagomando dei rettangoli di circa 5×10 cm e praticando su ognuno due tagli centrali, paralleli al lato lungo. on appena l’olio ha raggiunto la giusta temperatura immergetevi 2-3 rettangoli di sfoglia con l’aiuto di una schiumarola e fateli cuocere rigirandoli su ambo i lati fino a che non raggiungono la doratura.

Scolate le sfoglie su carta assorbente e, una volta fredde, impiattatele e cospargetele con abbondante zucchero a velo setacciato. Et voilà…. Le vostre chiacchiere sono pronte

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