In Puglia si fa lezione al mare: l’esperienza di scuola diffusa a Bisceglie (Ba)

In Puglia si fa lezione al mare: l’esperienza di scuola diffusa a Bisceglie (Ba)

23 Novembre 2020 0 Di Cristiana Lenoci

E’ possibile educare e insegnare sempre. Qualsiasi situazione, anche la più ordinaria o quotidiana, può offrire ai bambini gli stimoli e gli strumenti giusti per far emergere i loro talenti. Ne sono pienamente convinti i docenti e gli istituti scolastici che, in molte regioni italiane, stanno puntando sul “sapere diffuso”, portando gli alunni a fare lezione all’aperto: nelle piazze, al parco, al mare.

Chiara Cassanelli è un’insegnante di scuola primaria presso l’istituto comprensivo Caputi di Bisceglie (Ba). D’accordo con la collega Giusy Camero, lo scorso settembre, ha portato gli studenti al mare, sugli scogli, dove hanno lezione per l’intera mattinata.

Il mare è a soli 200 metri dalla scuola, e così ho pensato che dopo questi mesi difficili i bambini avessero bisogno di un’aula speciale”, ha detto la maestra Chiara in una recente intervista su “Donna Moderna”.

Usciamo tutte le volte che ne abbiamo la possibilità: andiamo al parco, al mare, passeggiamo per le strade della città”. I bambini gradiscono parecchio questi modi “alternativi” di fare lezione, e sembrano anche più ricettivi e attenti, rispetto a quando sono in classe.

I bambini stanno imparando a guardare il mondo. Ad esempio, memorizzano le strade che percorrono durante le uscite e poi disegnano le mappe. Inoltre imparano a calcolare tempo e distanza per arrivare da una parte dell’altra”, conclude Chiara.

L’esperienza pugliese di Bisceglie, località del Nord Barese, è una delle tante realtà di “scuola diffusa” che si stanno moltiplicando in tutta Italia, da Sud a Nord. Proprio al fine di condividere e diffondere il principio del sapere diffuso, soprattutto in un periodo particolare come quello che stiamo vivendo, è nato il network di scuole “Dalla parte dei bambini”, diretto da Rachele Furfaro, che è anche Presidente della Fondazione Quartieri Spagnoli.

Portiamo i ragazzi dal panettiere per studiare la chimica, dagli artigiani per imparare la tecnica, la sera sulla spiaggia per raccontare come è nata la costellazione dell’Orsa Maggiore. Oppure andiamo in montagna a raccogliere le castagne”, spiega Furfaro.

Aperta, innovativa, diffusa e non legata a schemi di tempi e spazi prestabiliti: sono queste le caratteristiche che la scuola dovrebbe avere per uscire vincente da questo difficile periodo di pandemia.