Mariantonietta Scalera: “Vivere a contatto con la natura e gli animali è il mio stato naturale”

Mariantonietta Scalera: “Vivere a contatto con la natura e gli animali è il mio stato naturale”

23 Settembre 2020 0 Di Cristiana Lenoci

Quando ci si rende conto dei benefici del vivere in natura, molti sono tentati dal mollare tutto e ritirarsi in campagna. Ma c’è chi, immersa nella natura, ci è nata e vive ormai in perfetta simbiosi con i ritmi del sole, della luna, della terra. Lei è Mariantonietta, trentenne di Altamura (Ba), e fin da piccola ha assaporato la bellezza del contatto con la natura e con gli animali che in modo naturale la popolano. Questa giovane ed entusiasta allevatrice gestisce con la famiglia una Masseria nel territorio murgiano, nei pressi di Altamura (Ba).

L’abbiamo raggiunta per entrare in punta di piedi nel suo mondo affascinante, fatto di pascoli, cura degli animali, di sacrifici e grande passione per la terra in cui vive.

R: Ciao Mariantonietta. Tempo fa, raccontando la tua storia, hai affermato: “Portare aventi una masseria è una missione, una prova di resilienza, che però rischia di farti andare a gambe all’aria”. Ricordi il momento in cui hai detto a tuo padre che eri disposta a prendere le redini della masseria, la cura degli animali e della terra?

MS: “Portare avanti una masseria è una missione, una prova di resilienza, che però rischia di farti andare a gambe all’aria” sono le parole che  Andrea Mattei (giornalista che ha dedicato un capitolo del suo libro “La via dei Sassi” alla nostra masseria) ha utilizzato per descrivere la complessità e l’impegno che serve nel mio lavoro. Non c’è stato un momento preciso in cui ho detto a mio padre di voler fare questo, la mia è una passione che ho da quando sono nata, ho sempre aiutato mio padre nei lavori nelle stalle  e prendermi cura degli animali è qualcosa che è stato spontaneo. Ho frequentato l’istituto tecnico agrario e subito dopo ho iniziato il percorso lavorativo all’interno della mia azienda.

R: Hai fatto una scelta di vita sicuramente alternativa. Quali sono le tue “ancore di salvezza”, i principi, i capisaldi, i punti di riferimento a cui ti aggrappi nei momenti di difficoltà?

MS: La mia scelta di vita è considerata da molti alternativa, invece per me è la cosa più naturale del mondo. Fin dall’antichità l’uomo è stato abituato a vivere a stretto contatto con la natura. È un lavoro molto impegnativo il mio, e spesso accade che ci siano momenti di sconforto, ne abbiamo passate tante condizioni meteo avverse, attacchi da parte di lupi, problemi agli animali… Vivere fin da piccola questi tipi di eventi ti fa sviluppare sempre un pó più di forza, impari anche dalla natura che per quanto sia spietata trova sempre il modo di farcela, proprio come quegli alberi che una volta tagliati non vogliono arrendersi e fanno nascere nuove gemme.

R: Ci piacerebbe conoscere una tua giornata tipo: quale è la prima cosa che fai appena ti svegli? E l’ultimo pensiero che ti capita più spesso di fare prima di andare a letto?

MS: Appena sveglia bevo un bel bicchiere di latte e caffè e poi comincio la giornata, che prevede delle operazioni prestabilite ma che in realtà si rivela sempre nuova e abbastanza imprevedibile. Ci dividiamo il lavoro con mio padre: iniziamo  con la mungitura, il dare da mangiare agli animali presenti in masseria, mio padre si dedica alla trasformazione del latte   e all’accoglienza dei pellegrini del cammino materano, mentre io esco al pascolo. Poi torno a casa, pranziamo e nel pomeriggio si riparte con il dar da mangiare agli animali e la mungitura. Questa è la giornata tipo… Ma cambia molto a seconda della stagione, delle condizioni meteo, della gente che viene a trovarci in masseria, dallo stato di salute degli animali, dal parto degli animali. Insomma è un pó impossibile mettere in uno schema quello che faccio, ci sono linee base da seguire ma bisogna avere dose di flessibilità, essere multitasking, imparare a decifrare il comportamento degli animali. Non ho un pensiero ricorrente prima di andare a letto, a volte penso al futuro ai miei sogni, a quello che vorrei migliorare e realizzare all’interno dell’azienda.

R: Il tuo rapporto con la natura e gli animali è speciale. Come è stata la tua infanzia, e quando hai capito “questa è la mia strada”?

MS: Quando penso alla mia infanzia ricordo la sensazione di libertà mi arrampicavo ovunque, saltavo, correvo dietro agli animali, aiutavo mio padre a prendermi cura di loro. È stata un infanzia bella, libera, creativa e un pó fuori dagli schemi.

R: La migliore promozione del territorio consiste proprio nelle testimonianze di vita come la tua. Come ti senti ad essere considerata un modello da seguire? Te la senti di descrivere il tuo rapporto con il territorio in cui sei nata e vivi?

MS: È strano sentirmi dire che sono un modello da seguire, perché quello che faccio per me è così naturale. Però sarei contenta se più gente ritornasse alla terra e a prendersi cura del territorio. Amo il territorio in cui sono nata, le tradizioni, il cibo, le pietre che caratterizzano le Murge, i muretti a secco, la bellezza delle fioriture, i profumi di finocchietto del timo che puoi odorare mentre sei al pascolo, la bellezza degli insetti, delle farfalle, dei tramonti, la lucentezza della luna piena, l’oscurità della notte puntellata di stelle, il cinguettio degli uccelli, il volo delle rondini… Un territorio di infinita bellezza.

R: La transumanza è una fenomeno sociale che rischia di scomparire soppiantato dalle moderne tecniche di allevamento. Secondo te cosa si potrebbe fare per salvaguardare questo immenso patrimonio di cui la Puglia è ricca?

MS: La transumanza è un patrimonio da salvaguardare, è importante che il territorio torni a vivere, che la gente torni a passare del tempo a contatto con la natura e a rispettare gli animali.

Mariantonietta è una boccata di aria fresca in un mondo sempre più claustrofobico: siamo contenti di averla incontrata sul nostro cammino.

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