Mulino di comunità in Puglia: si inaugura il 31 Marzo a Castiglione d’Otranto

Mulino di comunità in Puglia: si inaugura il 31 Marzo a Castiglione d’Otranto

29 Marzo 2019 0 Di Cristiana Lenoci

Una struttura che serve a stimolare la coltivazione di cereali di qualità: il mulino di comunità permetterà a chiunque di produrre farine qualitativamente superiori ad un costo equo. Il primo esemplare di mulino di comunità in Puglia verrà inaugurato domenica 31 Marzo a Castiglione d’Otranto, durante la seconda edizione della “Festa della Terra”.

Spinta dal basso e collaborazione da parte delle istituzioni: da questo connubio è venuto fuori un percorso che ha portato a questo progetto che è sperimentale in Italia. L’idea di realizzare un mulino di comunità è arrivata dall’associazione “Casa delle Agricolture Tullia e Gino” insieme a “Rete Salento Km0”. Per realizzare il progetto è stata lanciata una raccolta fondi che in un solo mese ha raggiunto la cifra ragguardevole di 37 mila euro. A donare un contributo per l’apertura di un mulino di comunità partendo dalla ristrutturazione dei locali che lo ospiteranno sono stati soprattutto piccoli agricoltori, ma anche semplici cittadini.

Poi, con la legge di bilancio 2017, è arrivata anche la somma di 50 mila euro, stanziata con un emendamento approvato in Consiglio regionale. Con questi soldi sono stati acquistati i macchinari che serviranno alla produzione.

Gli attivisti di “Casa delle Agricolture”, promotori del progetto, dichiarano che questo è un esperimento sociale che cerca di assicurare la “democrazia alimentare”: ai cibi di qualità non devono avere accesso solo i più ricchi, quelli che possono permettersi di acquistare gli alimenti migliori, ma anche i figli dei poveri, dei cassintegrati, dei disoccupati, di quelli che occupano fasce di reddito “deboli”.

Il Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano ha definito il mulino di comunità come “patrimonio di tutti”. Nel concreto, verranno assicurati costi di molitura equi e sostenibili affinchè possano accedere a tale servizio anche i contadini, le famiglie e le piccole e medie aziende.

Il mulino di comunità dovrebbe incentivare soprattutto i microproduttori e potrebbe dare nuova vita ai terreni ormai improduttivi. Si tratta di un esperimento senz’altro vincente e replicabile altrove, poiché in grado di generare economia e innovazione sociale.

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