Nico Angiuli, “The Human Tools”: l’opera filmica  sull’evoluzione dei robots nella società

Nico Angiuli, “The Human Tools”: l’opera filmica sull’evoluzione dei robots nella società

12 Agosto 2019 0 Di lamiapugliablog
L’artista pugliese Nico Angiuli, originario di Adelfia (Ba)

Chi ama l’arte nelle sue forme sperimentali e moderne non può perdersi questo progetto filmico, in esposizione presso il Museo Sigismondo Castromediano di Lecce (al piano terra). A realizzarlo è stato l’artista pugliese Nico Angiuli, che con questa interessante installazione ha vinto la terza edizione del bando “Italian Council” (2018) ideato dalla Direzione Generale Arte e Architettura contemporanee e Periferie urbane (DGAAP) del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, al fine di promuovere l’arte contemporanea italiana in tutto il mondo.

L’oggetto del film (della durata di 75 minuti) di Angiuli, artista originario di Adelfia (Ba) è l’umanizzazione delle macchine umanoidi, e la conseguente de-umanizzazione dell’essere umano, che viene completamente assorbito e asservito in un sistema in cui le “macchine” sono ormai le protagoniste dell’intero ciclo e sviluppo produttivo. Proprio la modernità del tema e le sue implicazioni sul tessuto sociale ci hanno spinto a contattare l’artefice di questo progetto filmico, intitolato “The human tools”, per saperne qualcosa in più.

R: È un dato di fatto purtroppo innegabile che le macchine ed i robot soppianteranno ben presto l’essere umano in molte attività: con la tua opera “The human tools” hai voluto stimolare una riflessione su questo argomento?

NA: Lo scenario che citi è già presente nel lavoro globalizzato. Con questo nuovo progetto filmico si è trattato piuttosto di ragionare sulla convinzione che i robot esistano da sempre nelle società umane. La logica del robot nel corso dei secoli si è sviscerata in forma di meccanismo, ma anche attraverso l’asservimento di esseri umani, come nell’Antica Roma per fare un esempio.

R: E dai riscontri ottenuti dai visitatori fino a questo momento, quanto sei riuscito a “centrare l’obiettivo”?

NA: Credo sia giusto lasciar trarre ad ogni visitatore le sue personali conclusioni. Il film è lungo 75 minuti, non è molto estivo per così dire, richiede molto impegno se lo si vuole cogliere al meglio e rispetto a tutte le tematiche che sviscera. Però ne consiglio la visione se si passa per Lecce città!

R: Hai realizzato un film sperimentale di grande impatto visivo, ed infatti il tuo lavoro ha ottenuto un prestigioso premio. Quali sono i temi sui quali preferisci cimentarti e per quale motivo?

NA: Il film che ho realizzato è stato una sperimentazione vera non un titolo da didascalia; la forma circolare ( 8 metri di diametro e 24 metri di superficie di proiezione), la maniera con cui abbiamo creato il gruppo attoriale, i continui simposi e altro mi lasciano la sensazione di un progetto particolarmente complesso e stratificato. I temi su cui mi concentro di solito sono sempre il lavoro, il gesto, la ridefinizione del reale, ed ora anche le nuove forme di genere in relazione alla meccanizzazione, l’antico concubinato, il caporalato.

Tra l’altro, con il regista Giuseppe Valentino e la casa di produzione pugliese Ferula Film stiamo iniziando un nuovo progetto di ricerca sul ruolo del lavoro nella società italiana, in cui prenderemo in considerazione diversi luoghi simbolo.

R: Promuovere l’arte contemporanea italiana nel mondo: i tuoi lavori sicuramente sono tra i più adatti per farlo. Cosa significa essere un artista nel nostro Paese? Hai mai pensato di raggiungere altri Paesi europei?

NA: Qui in Italia porto avanti la mia ricerca e ho diverse occasioni di lavoro. Rispetto all’estero cerco sempre di fare cose che abbiano una capacità di dialogo molto ampia, in modo che all’estero o dovunque sia si creino le condizioni per aprire un dibattito. Con il mio tipo di ricerca spesso sono all’estero, vivo l’Europa in particolare come se fosse la mia terra per eccellenza. Stessa sensazione che provo anche nei Balcani.

R: Il tuo rapporto con la Puglia: quanto c’è di davvero “artistico” in questa Regione e quanto c’è di pugliese nei tuoi lavori artistici?

NA: Vivo bene in Puglia, è una terra equilibrata, mi piace l’idea di somigliarle. La Regione vanta grandi figure nel panorama artistico nazionale e internazionale; ha diverse eccellenze in termini di festival di cinema di musica, anche la sezione museale sta crescendo lo testimonia il Museo Castromediano leccese con la sua recente riapertura. Tra alti e bassi credo le cose siano cresciute molto qui, specie negli ultimi quindici anni.

 R: Tre motivi per cui è utile visitare la tua installazione e un aggettivo con cui ti piace definirla.

NA: Il film aiuta a capire meglio tutta questa moderna vicenda dei robots;  è ispirato -nella forma e nello sviluppo dei contenuti- alle sessioni di autoanalisi di gruppo degli alcolisti anonimi. Mi piace definirlo trans-storico.

The Human Tools di Niko Angiuli è visitabile per tutta l’estate presso il piano terra del Museo Castromediano di Lecce, e fino ad Ottobre a Cittadellarte Fondazione Pistoletto di Biella come installazione gemella. Vale la pena sicuramente andare a vedere quest’opera filmica moderna e interessante. E ringraziamo Nico per la sua disponibilità!

Alcune immagini tratte dal progetto filmico “The Human Tools” di Angiuli
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