Protesta Green Pass, la Puglia fanalino di coda: le testimonianze

Protesta Green Pass, la Puglia fanalino di coda: le testimonianze

15 Ottobre 2021 0 Di Cristiana Lenoci

Mentre i lavoratori portuali del Nord e Centro Italia, coadiuvati dagli autotrasportatori, guidano in queste ore la protesta contro il Green Pass, in Puglia la scarsa partecipazione di tutte le categorie lascia riflettere.

A partire da oggi, 15 Ottobre, e per la durata di cinque giorni, è stata indetta una protesta “ad oltranza” che coinvolge tutte le categorie produttive, i servizi, il pubblico impiego.

La Puglia, una delle regioni italiane con il più alto tasso di vaccinati, sembra invece “fuori dal coro”. In particolare, è la scuola il fanalino di coda tra tutti i settori. Pochi infatti i docenti che hanno aderito all’invito della FISI (Federazione Italiana Sindacati Intercategoriali). Alla base della protesta vi è la convinzione che il Green Pass è uno strumento discriminatorio, il cui utilizzo contraddice palesemente con uno dei principi cardine del nostro ordinamento: il diritto al lavoro.

Nella pratica il certificato vaccinale, imposto ai lavoratori per indurli ad aderire alla campagna vaccinale intrapresa dal Governo, è una vera e propria forma di coercizione, inaccettabile in un Paese democratico come il nostro.

Abbiamo chiesto il parere ad alcuni rappresentanti della scuola, tra docenti e personale scolastico, per avere un’idea di quello che sta accadendo nelle scuole pugliesi.

Giuseppe Gresia, docente di scuola media, originario di Andria, ci ha raccontato la sua esperienza. “Lavoro presso la scuola media statale “G. Pavoncelli” di Cerignola, e ho aderito allo sciopero indetto dalla Fisi. Con questo mio gesto voglio unirmi al coro di chi, in tutta Italia, sta protestando contro il Green Pass, uno strumento discriminatorio che sta creando divisioni e contrasti in tutti i settori. Anche a scuola, oltre ad essere pochi coloro che partecipano allo sciopero, sono ancora di meno i colleghi che solidarizzano con chi ha fatto una scelta diversa”.

Stesse argomentazioni adduce Lucia Tattoli, RLS Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza presso l’I.T.I.S. “Augusto Righi” di Cerignola. “Non aderirò allo sciopero indetto questa volta, perchè, avendo partecipato agli scioperi proclamati da Anief, in corrispondenza del primo giorno di scuola, e l’11 Ottobre scorso indetto da altre sigle sindacali, vista la scarsa partecipazione, mi sono resa conto che il mio dissenso è passato completamente inosservato. La maggior parte dei docenti e del personale scolastico è vaccinato, quindi non si pone il problema, non rendendosi conto però che, attraverso l’imposizione della carta verde, si stanno calpestando i principi fondamentali della Costituzione, creando un precedente grave che potrà avere ricadute negative in futuro per tutti i lavoratori”.

Per alcuni commercianti (nello specifico venditori ambulanti) il “problema” non si pone. “Abbiamo sofferto due anni per le chiusure e il lockdown, ora che ci stiamo riprendendo non possiamo permetterci di restare a braccia conserte”, dichiara uno. Gli altri annuiscono e uno solo esce dal gruppo e dice: “Però dobbiamo ammettere che il Green Pass non è giusto, e che Draghi ci sta affossando con gli aumenti”.

Questa è un’altra storia. In Puglia ci si prepara per la terza dose, e la protesta arriva con echi lontani.