Putignano (Ba): il signor Vincenzo artigiano dei coriandoli da oltre vent’anni

Putignano (Ba): il signor Vincenzo artigiano dei coriandoli da oltre vent’anni

25 Gennaio 2020 0 Di Cristiana Lenoci

Mi è capitato spesso di pensare a come vengono fabbricati i coriandoli che si vendono a Carnevale, e che da sempre rendono più gioiose e colorate le feste dei bambini. In Puglia, dove per fortuna le tradizioni artigianali resistono ancora, c’è un pensionato sessantenne che, in un basso di Putignano, città in cui si organizza un Carnevale rinomato in tutta Italia, realizza coriandoli da più di vent’anni ormai.

Nella piccola bottega ubicata nel centro storico di Putignano, in Via Bruni, Vincenzo Lombardi produce quintali di coriandoli utilizzando una macchinetta assai datata che però, a quanto pare, continua a fare il suo dovere.

Vincenzo, che ha lavorato per circa 23 anni come operaio nel settore calzaturiero, si è reinventato come ciabattino dopo essere stato licenziato. Nei ritagli di tempo, come hobby, ha cominciato a ritagliare giornali, riviste e volantini, diventando così un “fabbricante di gioia” per tutti i bambini del suo paese, Putignano. “Inizialmente ho cominciato a produrre coriandoli per i miei figli, poi ho proseguito accontentando anche gli altri bambini del paese”, ha raccontato Vincenzo.

La bottega di Vincenzo, l’ultimo artigiano dei coriandoli ormai rimasto, è inserita nel percorso del Museo Diffuso Le Maschere Perdute del Carnevale di Putignano. Oggi l’artigiano dei coriandoli Vincenzo è un punto di riferimento anche per altri Carnevali del Sud Italia, come quello di Rutigliano, Massafra e Monopoli.

Coriandoli, una Storia Antica

Oggi i coriandoli rappresentano il simbolo del Carnevale, sono immancabili durante le sfilate dei carri allegorici e gli eventi legati a questa festa colorata e gioiosa. Nel corso dei secoli il lancio dei coriandoli in aria ha sostituito quello dei confetti (almeno in alcune occasioni). In alcune lingue, infatti, la parola “coriandolo” richiama proprio quella di “confetto”. Nel XVI secolo in paesi come la Spagna e la Francia i confetti erano chiamati anche “coriandoli”.

Nel 1875 l’ingegnere Enrico Mangili realizzò i coriandoli con i cerchi di carta che ricavava dall’allevamento dei bachi da seta. La paternità dei coriandoli viene attribuita anche ad un altro ingegnere, Ettore Fenderl, che asseriva di aver utilizzato triangolini di carta colorata per festeggiare il Carnevale a Trieste nel 1876.

Coriandoli a Putignano

Giuseppe detto “Peppin Recchtidd” è stato il primo produttore di coriandoli di Putignano. La sua produzione artigianale, una delle poche del Sud Italia, era realizzata nella piccola bottega ubicata nel centro storico. Peppin Recchtidd confezionava coriandoli e li vendeva durante le sfilate cittadine del Carnevale, almeno fino ai primi anni Novanta. Proprio da lui, Vincenzo Lombardi ha acquistato la macchina che produce coriandoli, che funziona ingurgitando pagine e pagine di ogni tipo di carta e riviste. Una volta assimilate e digerite, le restituisce sotto forma di piccoli dischetti.

 

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