Roberto Russo: “Mobil Tv, gli spot televisivi e la scoperta di un talento made in Puglia”

Roberto Russo: “Mobil Tv, gli spot televisivi e la scoperta di un talento made in Puglia”

18 Giugno 2020 0 Di Cristiana Lenoci

Ricostruire il percorso artistico di Roberto Russo, artista, creativo ed esperto di comunicazione originario di Cerignola (Fg) è un grande piacere per noi, che della Puglia amiamo scoprire e valorizzare le eccellenze a 360°.

La carriera artistica di Roberto fino ad oggi ha seguito tre filoni diversi ma paralleli: autore cine-televisivo, presentatore/narratore e talent-scout.

Lo abbiamo incontrato per conoscere e approfondire i suoi esordi nel settore della tv e della comunicazione, e una cosa è chiara:  vi sono tutti i presupposti per affermare che è stato un precursore dei tempi con le sue intuizioni geniali.

R: Ciao, Roberto. Il tuo percorso artistico e professionale è davvero molto interessante. Ci racconteresti i tuoi esordi in tv?

RR: La prima volta che ho messo piede in uno studio della Rai è stato nell’aprile del 1986. All’epoca ero un fan accanito di “Tandem”, programma per ragazzi presentato dal compianto Fabrizio Frizzi. Chi mi diede la possibilità di varcare i cancelli del Centro di Produzione TV di Via Teulada 66, fu Marco Danè, uno degli autori e conduttori storici della “TV dei ragazzi”, nonché ideatore e arbitro dei giochi d’intelligenza con i quali i giovani concorrenti in studio si cimentavano giornalmente. La trasmissione andava in onda in diretta dallo studio 3. Per me, all’epoca non ancora ventenne, fu un’emozione straordinaria che non ho mai dimenticato. Ricordo che in quell’occasione scambiai anche due chiacchiere col famoso giornalista Ruggero Orlando.

Da adolescente ho presentato alcuni programmi per i più piccoli su alcune stazioni radio locali di Cerignola e questa passione non mi ha mai abbandonato, tanto che quando sono approdato a Roma, nell’autunno  del ’94 avevo una gran voglia di sperimentare nuovi linguaggi in ambito televisivo. Al Festival del Cinema Indipendente di Bellaria, dove avevo conosciuto Enrico Ghezzi e Piero Chiambretti, rispettivamente giurato e presentatore della kermesse, mi fu presentato anche Paolo Armillotta, un giovane pugliese appassionato di cinema, già residente a Roma. Così, l’anno dopo anch’io partii  alla volta della capitale.

R: E proprio con lui, il pugliese Paolo Armillotta, hai cominciato a Roma un’altra avventura televisiva, quella di “Mobil Tv”, la “tv di condominio”. In che cosa consisteva?

RR: Era un programma sperimentale che si svolgeva per strada. Arrivavamo con il nostro camion nei quartieri romani e invitavamo le persone a sintonizzarsi su un canale (utilizzavamo la stessa banda di Rai Uno, intercettando lo spazio vuoto presente) dove appunto trasmettevamo il nostro programma. Con “Mobil Tv” abbiamo inaugurato una nuova tendenza, quella della tv di condominio. Così come era già successo per “Blob”, alcuni programmi della “grande TV” furono incuriositi dalle nostre scorribande mediatiche nella capitale e ci dedicarono alcuni reportage che ci permisero tra l’altro di raccontare la nostra esperienza sul mitico palco del “Maurizio Costanzo Show”. Ciò avveniva esattamente nel maggio del 1996. L’esperienza, primo esempio di microtelevisione indipendente in Italia, in notevole anticipo sulla nascita delle web-TV, è durata un paio d’anni e poi si è interrotta per motivi fisiologici. Il primo programma che si interessò a Mobìl TV fu “Telesogni” ideato e condotto dal giornalista sportivo Claudio Ferretti e dallo storico autore Rai Umberto Broccoli.

R: Successivamente arrivò il periodo degli spot televisivi. Cosa ci racconti al riguardo?

RR: Dopo l’avventura di Mobìl TV, sempre con Paolo Armillotta, pubblicammo con l’editore Parole di Cotone il CD umoristico “Segreteria Telefonica Show – 99 messaggi fuori di testa per dire che siete fuori di casa”. 99 perché il CD uscì nel primo semestre del 1999. In quell’occasione io ideai e, nei panni di uno strano extraterrestre, interpretai uno degli spot televisivi andati in onda sulle reti Mediaset per pubblicizzare l’originale proposta editoriale. Gli altri due spot invece vedevano protagonisti Paolo Armillotta nei panni di un simpatico mimo, e, per la prima volta in TV, molto prima che diventasse una star mediatica, una gentilissima e semisconosciuta Vladimir Luxuria. Pensa che lo spot con Luxuria all’epoca fu rifiutato da Mediaset e trasmesso tutti i giorni per un mese solo su TMC e TMC2 (ex Videomusic, poi La7). Qualche mese dopo, Vladimir sarebbe diventato uno degli ospiti più frequenti del Maurizio Costanzo Show.

R: Altrettanto interessanti e degne di nota le tue iniziative nel campo della comunicazione audiovisiva che hanno ricevuto anche importanti riconoscimenti.

RR: Dopo le esperienze romane, ho realizzato reportage e creazioni audiovisive, organizzato e presentato eventi culturali e spettacoli di vario tipo nella mia città a partire dal 2001. Nel Settembre 2006, a Matera, il Ministero della Pubblica Istruzione ha premiato il mio documentario “Il mio progetto di vita” e il mio spot contro l’evasione scolastica intitolato “Poniamo che..  abbiate afferrato l’idea“.

Tra le monografie audiovisive di artisti che ho realizzato in questi anni, c’è n’è una alla quale sono particolarmente legato, è il mio reportage “Dal Mare alle Stelle“, sul poeta Potito Occhiobianco. Il video è stato presentato ufficialmente alla Fiera dell’Autore di Potenza nel maggio del 2012, alla presenza dell’On. Gabriella Carlucci, allora Sindaco di Margherita di Savoia.

R: Sei davvero un artista a tutto tondo, e hai avuto la giusta intuizione anche come talent scout. Ci racconteresti qualche tua scoperta?

RR: In quest’ultimo settore la mia “scoperta” più importante è il cantautore Mikelangelo Loconte, anche lui nato a Cerignola. Lui 14 anni, io 21, ci siamo conosciuti verso la fine degli anni ’80, quando lavoravo in una cooperativa che organizzava attività culturali e ricreative per bambini e adolescenti. La prima cosa che mi colpì di lui fu il suo innato talento attoriale e la sua straordinaria capacità di dominare la scena, malgrado la sua giovane età. Qualche hanno più tardi fui colpito anche dal suo innato talento musicale, che esprimeva attraverso composizioni originali ed emozionanti.

Così, nel 1983, lo segnalai a sua insaputa al Festival di Castrocaro, dove però fu invitato a partecipare solo nel 2001, quando già viveva e lavorava in Belgio. Fu comunque una bella soddisfazione constatare che avevo visto giusto, e fui ancora più felice nel 2009, quando Michele (il suo nome anagrafico) fu scelto a Parigi per interpretare il ruolo del protagonista in un musical di grande successo, ispirato alla vita di Wolfgang Amadeus Mozart. Con Michele ho scritto parte del testo di qualche suo brano e ho girato e montato alcuni video ispirati alle sue canzoni. “Torta di Mele“,  in cui mi si vede in qualche inquadratura, è una canzone surreale che parla del bisogno di libertà e della nostalgia di un tempo migliore idealizzato nell’infanzia.

Il percorso artistico e professionale di Roberto Russo è sempre in divenire, e siamo sicuri che presto torneremo a parlare di lui e delle sue belle iniziative. Ad maiora!

Roberto Russo e Paolo Armillotta