Bari, operaio di cantiere: “Costretto a scegliere tra quarantena e lavoro, sono stato licenziato”

Bari, operaio di cantiere: “Costretto a scegliere tra quarantena e lavoro, sono stato licenziato”

15 Marzo 2020 0 Di Cristiana Lenoci

La salute e il lavoro: due valori tutelati dalla nostra Costituzione ma spesso in contraddizione, tanto che- a volte-  bisogna decidere a favore dell’uno o dell’altro a costo di grandi rinunce. E’ quello che è successo ad un operaio barese che, in questi giorni di stop forzato e quarantena a causa del Coronavirus, si è trovato costretto a scegliere tra lo stipendio e il restare a casa per tutelare la salute dei figli e dei genitori anziani.

L’uomo, addetto in un cantiere edile, fino a qualche tempo fa ha continuato a svolgere la sua attività per ultimare nei tempi previsti la consegna dei lavori. Quando, dopo la restrizione delle attività avvenuta con l’ultimo decreto del Governo, ha chiesto (legittimamente) spiegazioni formali al suo datore di lavoro, si è sentito rispondere: “Se non vuoi rischiare, da domani non venire più a lavorare”. L’attività edilizia del cantiere rientra sicuramente tra quelle non strettamente necessarie, ma a quanto pare in molti casi si procede a vista, interpretando il decreto dell’emergenza a proprio piacimento.

L’operaio, messo alle strette, ha optato per la tutela della sua salute e dei membri della sua famiglia. Il risultato? Un licenziamento.

Evidentemente andare al lavoro rischiando di mettere a repentaglio la propria incolumità e quella altrui è una sensazione alquanto scomoda che nessuno, in questi giorni, vorrebbe provare. Non dev’essere neppure piacevole sentirsi dire: “E’ una questione di interpretazione”.

Il datore di lavoro di questo operaio (che non ha voluto rivelare la sua identità) ha comunque promesso di mettere in atto tutti gli accorgimenti previsti dalla legge e applicare i dispositivi di protezione individuale stabiliti dai contratti nazionali e rafforzati per evitare il contagio da coronavirus.

Ma è così difficile capire (in Puglia come altrove) che, se non si rimane in casa per il tempo necessario, i danni economici e occupazionali dopo il coronavirus potranno essere ancora maggiori? Meglio stringere i denti adesso, restando uniti e solidali in questo momento, per poi far ripartire l’economia dopo che l’emergenza sanitaria sarà definitivamente finita.

#restateacasa

 

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