Chicca Maralfa: la Puglia dei ciceri e tria incanta e fa riflettere

Chicca Maralfa: la Puglia dei ciceri e tria incanta e fa riflettere

23 Ottobre 2019 0 Di Cristiana Lenoci

Un’inchiesta romanzata, quella realizzata da Chicca Maralfa con il suo ultimo libro intitolato “Festa al Trullo”. La giornalista e autrice pugliese abbandona ogni sentimentalismo e ci invita a riflettere un’altra faccia del turismo in Puglia. Intanto riesce con grande abilità a rendere particolarmente familiari i personaggi della sua storia. Come non provare tenerezza per un uomo tradizionalista e un po’ rude come Mimmo? E una tipa come Chiara? Quali reazioni scatena nei lettori una donna che di professione fa l’influencer di moda?

Di fronte alla “grande bellezza pugliese” raccontata con maestria dalla penna di Chicca Maralfa, si resta piacevolmente attoniti: ogni pagina alimenta spunti di riflessione. Leggendo il libro si viene catapultati in un mondo fatto di apparenze, ruoli, status e luoghi utilizzati come templi in cui esibirsi come attori e primedonne. Il trullo dei Lacerenza, acquistato da Chiara, diventa la splendida location di una festa in cui tradizione e innovazione tentano di trovare un disperato punto di contatto. Mimmo, il fattore del trullo da generazioni, cerca di resistere, ma la forza del nuovo lo sovrasta rischiando di travolgere anche i valori faticosamente difesi per una vita intera.

Il libro trasporta il lettore in un vortice di personaggi strambi, eccessivi, per i quali si provano sentimenti contrastanti: pena, invidia, curiosità, amarezza. Tutti sono protagonisti di una giostra, quella del successo, che gira vorticosamente rendendo cinici, ciechi e inconsapevoli.

Il finale, a sorpresa, è alimentato da un’atmosfera crescente di suspense, così come succede nei migliori libri gialli.

Quando abbiamo incontrato Chicca Maralfa, che sta presentando il suo libro in giro per la Puglia e non solo, le abbiamo chiesto di soffermarsi soprattutto sull’altra faccia del turismo pugliese. Lei ha accolto di buon grado il nostro invito. “La Puglia sta vivendo un momento di confine tra la tradizione contadina che l’ha sempre contraddistinta ed un tipo di turismo foriero di trasformazione, che purtroppo, spinto all’eccesso, condurrà l’intero territorio ad una perdita di autenticità dei luoghi”, esordisce Chicca. Basti pensare ai centri storici pugliesi più rinomati, come Polignano a Mare oppure Ostuni. “Sono ormai diventati- dichiara l’autrice- una grande e unica vetrina, vi sono soltanto attività commerciali create ad hoc per accogliere i turisti. Il turismo di massa che si riversa nei centri storici li snatura e li svuota dei loro simboli tipici: tra qualche anno in quelle strade non si sentirà più il profumo del sugo cucinato alla domenica e nessuno stenderà i panni ad asciugare al sole. I turisti, con la loro invadenza, cambieranno i connotati dei centri storici, che verranno abbandonati dai loro abitanti”.

Come vivono i pugliesi questo aspetto ambivalente del turismo?  “La gente che abita in certi posti si vende senza rendersene conto, in maniera del tutto inconsapevole. Il problema non è che arrivano i turisti, ma consiste nella mancanza di regolamentazione dei flussi turistici e di scelte stilistiche precise riguardo ai centri storici. Di questi aspetti dovrebbero occuparsi le istituzioni che si occupano di turismo a livello regionale”, puntualizza Chicca.

E dal punto di vista occupazionale? “ Questo tipo di sviluppo aumenta le presenze in Puglia, soprattutto di turisti stranieri. E anche se vi sono margini di ampliamento del settore, dal punto di vista occupazionale non vi è un incremento significativo. Nel senso che ad aumentare sono soltanto i lavoratori stagionali (camerieri, addetti di sala, cuochi, ecc.). Lo ha evidenziato di recente un documento regionale”, conclude Maralfa.

“Io non sono contraria tout court all’evoluzione dei contesti, ma ritengo che in Puglia lo sviluppo turistico andrebbe gestito e regolamentato, per evitare spiacevoli conseguenze future. Stiamo vivendo un momento di confusione dei simboli, le tipicità pugliesi perdono la loro identità e si trovano sui banchetti di indiani e cinesi venduti a poche lire. Anche la moda “importa” i simboli pugliesi: di recente Dolce & Gabbana ha esibito un carretto insieme agli abiti, per rendere più incisivo il legame con il territorio. Il mio ciceri e tria, marchio di moda che riprende la ricetta tipica salentina,  nasce proprio con l’intento di mettere alla berlina questo trend della moda che sta prendendo piede ultimamente”.

Il libro “Festa al trullo” di Chicca Maralfa (edito da Les Flaneurs Edizioni) è un mix perfetto fra tradizione e modernità, tra resistenza e apertura al nuovo, elementi sui quali tutti dobbiamo trovare punti di incontro e validi compromessi per crescere e migliorare.

Qualche cenno sull’autrice

Chicca Maralfa

È nata e vive a Bari. Giornalista, è responsabile dell’ufficio stampa dell’Unioncamere Puglia. Si è laureata in Giurisprudenza per tenere contento suo padre e ha sempre scritto storie – mai pubblicate – fra cui, ai tempi del Liceo Classico, una biografia non autorizzata dei Rolling Stones.

Appassionata di rock indipendente, ha collaborato per le pagine culturali della Gazzetta del Mezzogiorno, i periodici Ciao 2001 e Music, Antenna Sud e Rete 4. Si è occupata anche di cronaca nera.

È stata ideatrice del concorso internazionale di fotografia “Bariphotocamera”, insieme a Cosmo Laera, curando il catalogo edito da Federico Motta.

Viaggia spesso, è fan sfegatata della band americana The National. Ha una figlia femmina, Nicole, e due gatti maschi, Storm e Noel.

www.festaltrullo.it

L’autrice del libro Chicca Maralfa
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