Disfida di Barletta: l’evento storico e la rievocazione 2019 (dopo 14 anni!)

Disfida di Barletta: l’evento storico e la rievocazione 2019 (dopo 14 anni!)

14 Settembre 2019 0 Di Cristiana Lenoci

Uno degli eventi cruciali della Guerra d’Italia che si combattè dal 1499 al 1504 è la Disfida di Barletta, ridente cittadina marittima pugliese che fu appunto sede dello scontro militare. La Disfida di Barletta è un duello cavalleresco che vide contrapposti gli schieramenti formati da tredici cavalieri italiani (guidati dagli Spagnoli) e altrettanti cavalieri provenienti dalla Francia. Gli italiani ebbero la meglio. Il duello fu l’acme dell’avvicendarsi di diversi episodi e questioni che riguardavano la gestione del Regno di Napoli, che all’epoca era governato da Federico I di Napoli.

All’indomani del Trattato di Granada (firmato l’11 Novembre 1500), con il quale il sovrano di Francia Luigi XII e quello di Spagna Ferdinando II di Aragona si accordarono per la divisione del Regno di Napoli in parti uguali, cominciarono i dissidi e i dissapori legati all’interpretazione del documento. Nel 1502, in estate, i due schieramenti vennero alle armi. Le battaglie che si susseguirono numerose videro come protagonista il condottiero Ettore Fieramosca. Spesso, come appunto accadde a Barletta, le sfide assumevano le sembianze di duelli cavallereschi (come avvenne nel 1502, proprio alle porte della città di Trani).

Le Cause della Disfida di Barletta e suo svolgimento

Dopo una breve scaramuccia militare tra francesi e spagnoli nei pressi di Canosa di Puglia (Ba), le truppe spagnole comandate da Diego de Mendoza catturarono alcuni soldati francesi e li condussero a Barletta. Tra i prigionieri vi era anche il valoroso Charles de Torgues, soprannominato “Monsieur Guy de la Motte”. Successivamente, il 15 Gennaio 1503, i prigionieri furono portati ad un banchetto presso una cantina del posto (oggi denominata “Cantina della Sfida”), e in tale occasione la Motte accusò i combattenti italiani di essere vili e codardi.

Gli spagnoli intervennero a difesa degli italiani, ma si decise di risolvere la questione d’onore con uno scontro, e lo stesso le Motte chiese che i cavalieri dei due schieramenti fossero tredici. A Prospero e Fabrizio Colonna fu affidato il compito di preparare la “squadra italiana”, reclutando i combattenti più forti dell’epoca. A capo dei tredici cavalieri italiani fu messo Ettore Fieramosca, il cui valore militare era indiscusso. Lo scontro avvenne in un’area appositamente delimitata e lo svolgimento fu affidato ad alcuni giudici. Il primo scontro non fu molto acceso: gli italiani preferirono non attaccare, mentre i francesi sembrarono subito poco organizzati.

La sfida proseguì con l’ausilio di spade e scuri, finchè tutti i francesi furono disarmati e catturati dagli schieramenti italiani. I francesi, che erano sicuri di poter vincere, non avevano soldi per il riscatto. E così fu Consalvo a pagare il dovuto per restituire a libertà ai francesi prigionieri a Barletta. La vittoria degli italiani fu festeggiata dagli abitanti di Barletta, che organizzarono anche una Messa di ringraziamento presso la Cattedrale.

Disfida di Barletta: il parere degli storici

Alcuni studiosi di eventi storici concordano nell’affermare che la Disfida di Barletta ha avuto una risonanza maggiore rispetto ai suoi reali effetti e alle conseguenze che ebbe dal punto di vista storico. La vittoria degli italiani fu celebrata con festeggiamenti in tutta l’Italia dell’epoca, e per secoli questo evento fu richiamato per esaltare le virtù militari degli italiani. A partire dal XX° secolo l’evento fu declinato in chiave patriottica, e per opera del Fascismo la Disfida di Barletta acquisì una grande fama. L’evento, la cui rievocazione storica si tiene ogni anno a Barletta, in realtà agli inizi degli anni Trenta fu conteso, in quanto alcuni ritenevano che si fosse svolto in territorio di Trani.

Nella contesa si inserì anche Bari, dove si costituì un comitato. I barlettani reagirono con indignazione dinanzi a tali contese, e vi furono anche manifestazioni varie e scontri con le forze dell’ordine. Attualmente, nello Statuto comunale della città di Barletta, vi è l’articolo 5 che recita: “Il Comune di Barletta assume il titolo di Città della Disfida a ricordo della storica Sfida del 13 Febbraio 1503”.

Rievocazione storica della Disfida di Barletta 2019

La città di Barletta è pronta per celebrare la Disfida di Barletta rievocando il certame cavalleresco con un’edizione alquanto spettacolare. La direzione artistica dell’evento è affidato al regista Sergio Maifredi. Lo scontro avvenuto il 13 Febbraio 1503 tra italiani e francesi rivivrà fra le strade del centro storico e all’interno del Fossato del castello federiciano, dal 19 al 21 Settembre prossimi. L’evento è stato presentato ufficialmente l’11 Settembre scorso a Roma, presso la Sala dei Presidenti a Palazzo Giustiniani.

Dove acquistare i Biglietti per assistere alla Disfida di Barletta

I biglietti si possono acquistare online sul circuito vivaticket.it o presso alcuni punti vendita a Barletta e Andria.

Barletta: book shop del castello; bar Arcobaleno, in via Manfredi, 73; agenzia Eurobet, in piazza Moro 23 – 25;

Andria: agenzia Erredi in via Verdi, 87 – 89; cartoteca Quadrifoglio in via Catullo, 17; Non solo Caffè in via Antonio Da Villa, 4; Tabaccheria del Corso, corso Cavour 79.

Il prezzo del biglietto intero è di 20 euro (più 80 centesimi di commissioni). Biglietti ridotti per i bambini da 6 a 12 anni, 10 euro.

L’ingresso sarà gratuito per i bambini fino a 6 anni. Ci sarà un settore riservato alle persone con disabilità in carrozzina. Il costo del biglietto sarà di 20 euro, ingresso gratuito per l’accompagnatore.

Sarà necessario prenotare online l’ingresso gratuito per i bambini fino a 6 anni scrivendo a babydisfida@comune.barletta.bt.it, per un numero massimo di 500 posti, indicando il nome del bambino e del genitore o responsabile.

Sarà anche necessaria la prenotazione per le persone con disabilità in carrozzina e accompagnatore, scrivendo a prenotazionidisfida@comune.barletta.bt.it e indicando i nomi.