Gli alberi monumentali della Puglia e i benefici del “tree hugging”

Gli alberi monumentali della Puglia e i benefici del “tree hugging”

22 Settembre 2019 0 Di lamiapugliablog

A Tricase, paese in provincia di Lecce, si erge l’albero-simbolo della Puglia: è il più antico del Salento, ha più di 700 anni, e si chiama “Quercia Vallonea”. Il nome deriva da Vallaio, la città della Dalmazia da cui proviene questa particolare specie di quercia. In Puglia viene anche chiamata “quercia dei cento cavalieri” perché, secondo la leggenda popolare, sotto le sue ricche fronde si ripararono, in passato, cento cavalieri guidati dall’imperatore Federico II, prima di partire per una Crociata.

La quercia Vallonea si trova sulla strada che conduce verso Tricase- Porto, ed è un vero e proprio “monumento naturale” che attira continuamente la curiosità di visitatori e turisti. Oltre ad essere un bellissimo esemplare, questa tipologia di quercia centenaria produce una ghianda di notevoli dimensioni, dalla quale gli abitanti di Tricase e i salentini ricavavano il tannino (una sostanza utilizzata per conciare le pelli). Il tronco ha un diametro di 1,5 metri e la chioma si estende per un’area di circa 500 mq.

La quercia Vallonea si Tricase è uno dei pochi esemplari ancora presenti in Italia: più di 700 anni fa arrivò nella zona del Salento “importata” dai territori balcanici. Tra le querce sopravvissute, oltre a questa di Tricase, vi è anche quella di Corigliano d’Otranto.

Altri alberi monumentali in Puglia

La Puglia è una delle regioni italiane con la più alta concentrazione di alberi monumentali. A Veglie (Le) c’è la Fitolacca, un albero antico piantato nel 1780 e proveniente dal Sud America. A circa 60 km da Castro, nel paese di Sannicola, ci sono alcuni bellissimi esemplari di alberi secolari della catena montuosa della Ande, denominati appunto “Palme del Cile”. Poi ci sono gli ulivi secolari di Vernole (Le), dai quali si ricava un olio evo molto gustoso e pregiato.

Tree hugging: in cosa consiste

Entrare in contatto con gli alberi, toccare la corteccia, annusare l’odore del legno e abbracciare il tronco: sono tutti gesti che rientrano nella pratica del “tree hugging”, diffusasi anche in Puglia, proprio per la presenza di alberi giganteschi e secolari. Questa pratica è presente in molte antiche culture, da quella indiana alla cinese, fino a quella dei nativi americani.

Secondo tali tradizioni, il contatto con l’albero assume una valenza simbolica, rituale e curativa che ha il potere di risolvere disturbi fisici e psichici. Le vibrazioni energetiche positive si esauriscono a circa 40 centimetri di distanza dal tronco. Per questa ragione è opportuno entrare in contatto diretto con la pianta. Ci si può sedere sotto l’albero con la schiena appoggiata al tronco, chiudere gli occhi e lasciarsi trasportare dalle sensazioni benefiche che si provano, mentre si lascia la mente libera di spaziare liberamente.

Si può anche leggere o dedicarsi alla meditazione seduti sotto l’albero, praticare esercizi yoga o Pilates, discipline che mirano al riequilibrio corpo-mente. Non è raro incontrare, nelle campagne pugliesi del Salento, gruppi di persone che praticano il tree hugging e cercano di cogliere tutti i benefici degli alberi secolari di questa splendida terra.

L’imponente quercia Vallonea, che ha circa 700 anni
Alcuni ulivi secolari pugliesi nelle campagne di Monopoli (Ba)
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