I 10 mestieri che non si svolgono più

I 10 mestieri che non si svolgono più

24 Aprile 2019 0 Di Vincenzo Barnabà

Negli anni i mestieri son cambiati: Se la famosa sveglia umana ha lasciato spazio alla tecnologica sveglia ed il raccoglitore di birilli del bowling è stato rimpiazzato da alcune macchine, 10 sono i gli antichi lavori che non sono riusciti ad entrare nella nuova era. Volete scoprirli insieme a noi?

Il primo della lista è il tagliatore di ghiaccio. Molti avranno visto questa professione solo nel film d’animazione Frozen, ma una volta rappresentava un servizio molto richiesto. Chi se ne occupava tagliava il ghiaccio per poi rivenderlo a persone facoltose che lo acquistavano per conservare più a lungo gli alimenti all’interno di apposite ghiacciaie. Questo lavoro trascorse il suo periodo più florido a cavallo tra il diciannovesimo ed il ventesimo secolo, fu poi soppiantato dall’invenzione dei frigoriferi.

Un lavoro molto particolare invece era quello delle sveglie umane. Prima dell’invenzione della sveglia meccanica infatti erano i suoni della natura a destare le persone dal sonno. Con l’industrializzazione e l’immigrazione di massa verso le grandi città nacque quindi il problema di svegliare gli operai in tempo per andare a lavoro. In risposta a tale necessità in Inghilterra, durante l’epoca vittoriana, sorsero delle figure apposite il cui scopo consisteva appunto nell’agire da sveglie. Il sonno dei clienti era interrotto dal fastidioso suono dei lunghi bastoni delle sveglie umane che picchiavano contro le finestre. I sistemi usati potevano variare passando dalle cerbottane agli strilli o qualunque cosa producesse suoni acuti.

Un altro mestiere tipico dell’era vittoriana fu quello dell’accenditore di lampioni. I primi lampioni a gas infatti avevano bisogno di una persona che li accendesse per poter funzionare. Diversi individui quindi erano incaricati di accendere le luci stradali ogni notte prima del calare del sole. Il loro compito era inoltre socialmente utile in quanto fungevano anche da veri e propri guardiani delle città.

Quando la scienza veniva ancora vista con un occhio scettico da parte della chiesa per uno studioso riuscire a svolgere ricerche su corpi senza vita era molto difficile. Per tale motivo dal Medioevo in poi è esistita per diversi secoli la figura del trafugatore di cadaveri, il quale recuperava corpi senza vita da obitori e cimiteri per poi rivenderli a buon prezzo alle università o ai privati in cerca di materia di studio.

RACCOGLITORE DI BIRILLI DEL BOWLING. Il primo raccoglitore automatico di birilli risale al 5 aprile 1946. Prima di quella data, a recuperare quelli caduti e riposizionarli in fondo alla pista erano i “pin’s boy”. I ragazzi, in genere adolescenti, si occupavano anche di restituire le palle ai giocatori. Era un lavoro sottopagato, che occupava la sera, e piuttosto faticoso.

DERATTIZZATORE. In questo caso a scomparire non è stato il mestiere, ma le modalità con cui veniva svolto. Queste figure, famose nell’Inghilterra Vittoriana, catturavano i ratti a mani nude, con l’aiuto di trappole o cani appositamente addestrati. Il rischio di essere morsicati e contrarre la rabbia era sempre dietro l’angolo, ma il lavoro non mancava (e non manca): storicamente, i ratti sono sempre stati associati alla diffusione di epidemie.

TRASPORTATORE DI POLVERE DA SPARO. Un lavoro terrificante riservato ai bambini sulle navi da guerra, tra il 16esimo e il 19 esimo secolo: quello di trasportatori di polveri da sparo da impiegare nei cannoni. Questa foto fu scattata su una nave da guerra statunitense tra il 1864 e il 1865. L’ingrato compito era riservato ai bambini poco meno che adolescenti perché agili e di bassa statura: caratteristiche che permettevano alle “powder monkeys” (“scimmie della polvere”, come erano soprannominati) di muoversi senza fatica negli spazi angusti delle navi, evitando di essere colpiti dai nemici.

LETTORE NELLE FABBRICHE. Questo impiego consisteva nel leggere a voce alta quotidiani, libri – e, più tardi, testi sindacali – agli operai nelle fabbriche, per rendere il lavoro manuale meno monotono e noioso. Attorno al 1860, questa attività si diffuse nei sigari cubani: spesso politicamente impegnati, i lettori non erano sempre ben visti dai proprietari delle fabbriche, che temevano potessero sobillare i lavoratori contro i vertici industriali. Gli operai partecipavano di tasca propria al compenso del lettore, e potevano avanzare richieste sui brani da ascoltare.

TRASPORTATORE DI TRONCHI SUL FIUME. Prima che fosse possibile trasportare il legname su strada attraverso autocarri, i tronchi si spostavano via fiume, grazie a guide esperte che riuscivano a condurre il carico fino alle segherie. Questo mestiere era particolarmente diffuso negli Stati Uniti. In Italia, chi fino all’Ottocento sfruttava i fiumi per il trasporto di merci era noto come zattiere.

L’ultimo lavoro della lista è quello del milkman (uomo del latte). Entrato nell’immaginario collettivo grazie alla sua presenza in innumerevoli film e serie tv americane, questa persona consegnava il latte a domicilio quando i frigoriferi e le tecniche di conservazione ancora non erano totalmente sviluppate. Negli Stati Uniti furono presenti fino all’inizio degli anni ‘60 per poi scomparire completamente durante quello stesso decennio.

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